SAVA. Le latitanti opposizioni allo IAIA escono la testa fuori alla fine delle legislatura

Scenari nuovi, ma non privi di responsabilità politica

Mesta mesta si avvia alla conclusione questa legislatura per il suo rinnovo naturale nella primavera del 2022 e come le lucertole escono dal letargo dopo diversi anni di sonno profondo ecco i primi vagiti di coloro che avevano il compito di dare segnali di vita in questi passati 5 anni e per esternare al paese l’incapacità di un imbonitore il quale deve dire grazie a chi aveva il compito di vigilare sul suo mandato amministrativo ma invece è stato con le mani in mano, per non dire altro.

Spesso, e volentieri, abbiamo attaccato coloro che, grazie al mandato istituzionale del savese, avevano ben altri compiti. Ma non si può dire che è acqua passata. Questa è storia.

E’ storia di un paese che è stato illuso e, al tempo stesso, manipolato senza particolari sforzi da parte del timoniere. E quest’ultimo deve dire grazie a chi, l’opposizione, gli ha permesso di fare tutto ciò che ha voluto e senza battere ciglio.

Lo IAIA conclude i suoi due mandati amministrativi e di questo deve dire un grazie particolare a quei Consiglieri comunali d’opposizione che in ogni seduta istituzionale sembravano come cani bastonati, devitalizzati e inutili. Ad eccezione di Fabio Pichierri che ha fatto sentire sempre la sua voce, a torto o a ragione, ma ha dimostrato con caparbietà che a Sava non sono tutti fessi i Consiglieri comunali.

In questi passati giorni è uscito un documento congiunto (“Partito Democratico”, “Una strada diversa” e “Sava in Movimento”) che parte da buoni propositi ma nulla che traspare, dal loro documento, il classico “mea culpa” per una sana autocritica a spiegare che fine avevano fatto in questi passati 5 anni.

Sembra come se per loro nulla è successo in tutto questo tempo. Sembra che per loro oggi nasce un nuovo giorno, scordando tutti i giorni passati (dicasi anni) i quali chiedevano fortemente la loro presenza attiva nel campo politico.

Eppure di smagliature scabrose sono successe (tra le tante la gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti taroccata, presenza della DDA di Lecce la quale ha fatto revocare la concessione dei servizi cimiteriali alla Ditta appaltatrice per infiltrazioni camorristiche e mafiose, parcelle di 50mila ai professionisti, ecc…).

E tutti zitti e muti. Manco se Sava all’anagrafe si chiamasse San Giuseppe Jato!

Che pena che avete fatto al paese ma credo anche a voi stessi. Non so con che coraggio affronterete la competizione elettorale nella prossima primavera.

Spero solo che questo editoriale di questo piccolo untorello che si chiama “Viv@voce” vi metta con le spalle al muro in modo che capite quello che non avete fatto e che potevate fare.

Avete scordato su tutto qual era il vostro compito. La speranza è che, come quando si ripete un anno di bocciatura per gli alunni indisciplinati e somari, il nuovo anno si apra sotto un segno nuovo, che è poi quello che vi compete …

Giovanni Caforio

 

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