MANDURIA. Nasce la pagina facebook “Vuoi bene a Manduria? Non seguire La Voce di Manduria”

Un gruppo messapico lancia una pagina provocatoria contro il modo di informare del direttore Nazareno Di noi

Che informare è importante questo lo sappiamo tutti. Ma credo che tutto sta nel come informare e che taglio dare ai propri articoli quando un giornale si erige a rappresentante di una comunità o di un territorio.

Questi strumenti di informazione, a volte, portano in automatico ad innalzare la figura di chi li gestisce e sembra, in automatico, che alcuni di questi soggetti si innalzano oltre il dovuto e da qui si eleva la classica puzza sotto il naso. Certo, tutto è soggettivo. Varia da giornalista a giornalista ma nella stampa libera, o presunta tale, non dovrebbe essere così.

La stampa libera, con la rivoluzione telematica, ha fatto passi da gigante nella libertà del pensiero di ognuno di noi e chi è addetto alla registrazione di questi rapidi cambiamenti ne ha beneficiato in assoluto. Tutti sappiamo che oggi le notizie, o i fatti che avvengono lontano dalle nostre case, le conosciamo quasi subito dopo l’accaduto. Quasi in tempo reale e questo è un bene.

Un giornale dovrebbe essere parte attiva di un paese, dare la voce a tutti e nella sua linea editoriale deve dire al lettore dove vuole andare con il suo strumento di comunicazione e informazione. E nel dare la voce a tutti la cosa, per molti addetti ai lavori, non sempre è gradita. Ma è la dialettica che permette di dare alle parti la giusta collocazione e il giusto equilibrio fra un lettore e un giornale.

I pareri e le opinioni sono molto importanti in questa immensa prateria che si chiama dialogo, senza scordare il rispetto delle posizioni. E su quest’ultimo tema che la materia diventa, per alcuni, triste confrontarsi. Un linguaggio consono è sempre prioritario, altrimenti si va verso le offese e per alcuni comincia già a scaldare l’inchiostro delle loro penne per le carte bollate.

Quello che è successo a Manduria, con la nascita di questo gruppo nominato “Vuoi bene a Manduria? Non seguire La Voce di Manduria” non è singolare per Viv@voce.

Poco meno di dieci anni fa, alcuni balordi savesi crearono un gruppo su facebook nominato “giornalicchio invetticchio” e il loro obiettivo era denigrare il nostro giornale, reo di evidenziare tanti problemi amministrativi che varcavano la soglia della Procura tarantina.

Non ci feci molto caso a questo gruppo. Potevano dire quello che volevano, sempre nel reticolato del dialogo e senza le offese personali, la cosa non mi toccava più di tanto. Ma quando si supera la soglia, del confronto seppur serrato, ci deve stare il rispetto dei ruoli. E da qui partirono due querele con le rispettive condanne degli autori.

Un lettore ha il pieno diritto di contestare un articolo di un giornale e un il giornale ha il diritto/dovere di rispondere al lettore e dare le sue giuste, se sono giuste poi, ragioni. E se un giornale sbaglia, deve coprirsi di modestia e dare il suo “mea culpa”.

Tutti possiamo sbagliare, e ci mancherebbe questo, ma quando si intraprendere un braccio di ferro con le parti allora lì subentra l’arroganza e la strafottenza e, amaramente è così, molti lettori vengono bannati.

Qui a Sava abbiamo Dario IAIA che ha bannato dai suoi post, e quindi senza nessuna possibilità di interloquire con il suo ruolo amministrativo, tantissimi savesi rei di non pensarla come lui.

E basta guardare i suoi post tutti pieni di like! Ultimo, e questo è stato scandaloso, nelle dirette su facebook in tema Covid 19, moltissimi savesi non potevano assistere alle dirette dello Iaia per conoscere lo stato del nostro paese in questa triste pandemia.

Ecco qui il ruolo amministrativo, che potenzialmente dovrebbe essere neutrale, diventa di parte. E così non è giusto.

Tornando a Manduria, oggetto principale di questo articolo, il neo gruppo facebook dice: “Questo gruppo nasce per dare voce a tutti coloro che sono stati bannati dal giornalino locale perché contrari al loro pensiero”.

Quindi, alla luce di tutto questo, c’è un problema di comunicazione tra un giornale (o giornalino) e i suoi lettori.

E logicamente un giornale, o meglio il suo direttore, ha il dovere di rispondere a quello che riporta questo gruppo di manduriani.

La presentazione del gruppo prosegue con una nota tagliente: “Nel nostro gruppo tutti avranno modo di dire ciò che pensano, ma soprattutto verranno date notizie vere, provenienti da fonti ufficiali e non per sentito dire o per creare zizzania”.

Ecco su questa ultima nota c’è da riflettere e un giornale che è chiamato in causa deve, credo obbligatoriamente, rispondere.

Ma Nazareno Di noi risponderà? Non credo. Pare che il suo commento alla luce delle dichiarazione del gruppo “Vuoi bene a Manduria? Non seguire La Voce di Manduria” è sintetizzato nel “valuterò le possibili azioni legali che offendono la mia testata …”

Lo spauracchio della querela potrà far zittire i fondatori del gruppo messapico su facebook?

Non lo voglio pensare …

Giovanni Caforio

 

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