SAVA. “Corniaia e i suoi gioielli”. Quando una vignetta dice più di un articolo

I commenti per strada dopo la pubblicazione della nostra vignetta che rappresenta gli assessori Saracino e Piccolo che allattano alle mammelle di Dario IAIA

Che il nostro giornale, nel bene e nel male, viene commentato per ciò che riporta anche per le vie del nostro paese non è affatto una novità. E’ sempre stato così. E questo, credo, che è un bene nella comunicazione e nell’informazione che diamo al nostro paese.

Viv@voce è stata sempre una porta aperta al dialogo e aperta a tutti, anche a chi non la pensa come questo giornale a differenza di qualche caprone fascista che ha della democrazia un concetto tutto suo e che non ha nulla a che vedere con quello che è davvero la democrazia.

La democrazia è bella in quanto dà la possibilità di espressione a tutti e tutti possono dire la loro sui fatti o sugli avvenimenti che accadono nella nostra Sava. Il rispetto delle idee, dei pareri altrui è basilare nella nostra vita.

Ma a volte, e non solo a volte ma quasi spesso, le nozioni basilari vengono accantonate ed escono fuori gli artigli pronti a punire chi parla male di un operato amministrativo magari decantato come un successo e travestito da menzogne che i fatti dimostrano tali.

Ma non credo che sia un gioco delle parti. Anzi, le parti quando sono intelligenti rispettano i ruoli e non li denigrano e chi pensa di poter zittire le voci contro con le carte bollate sbaglia di grosso. Almeno con questo giornale.

Poi ci sono “autorevoli” penne dei nostri paesi limitrofi che appena sentono l’odore di una querela subito attivano le loro conoscenze, magari con qualche rappresentante istituzionale regionale che si propone da paciere, cercando di buttare acqua sul fuoco e a far sì che tutto finisca a tarallucci e vino.

Ma Viv@voce non è così. E non è nel suo spirito. Non abbiamo mai cercato soluzioni di “pace”. Abbiamo affrontato a testa alta le aule del tribunale e cercato di difendere sempre e comunque le nostre ragioni. Anzi, oggi sono altri che cercano la “pace” con questo giornale. Con lo spauracchio della condanna dietro l’angolo!

Abbiamo la responsabilità del nostro modo di scrivere, seppur a tinte forti, e di questo, permetteteci, siamo fieri. E andiamo al tema dell’articolo e i commenti fatti per strada, alcuni con marcato dialetto savese.

Il primo è un avvocato in pensione, una volta molto dedito al “don”, che mi dice: “Certo però che di fantasia ne hai molta. Mi è piaciuta la vignetta e la simbiosi con Cornelia”.

Un altro, mezza età, categorico: “Li murtacci tua, là fattu lu stessu Scisciulina. Cu quiri musi ti Ccianni e lu cueddu alla Paulo Isidoro (calciatore del Brasile ai mondiali del 1982, ndr)!”

Il terzo: “Ma comu cazzu tè vinuta a menti cu fani nà cosa cussini? Certu però ca cì nò ncì stièri tuni tanta cosi lu paesi no li sapìa mai”.

Il quarto è un giovanissimo, ma non molto: “La vignetta Cornelia-Corniaia mi è piaciuta. Rappresenta per davvero quello che avverrà fra un anno alle elezioni comunali”.

Giovanni Caforio

 

 

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