SAVA (Ta). La DIA (Direzione Investigativa antimafia) nel nostro paese. Alcuni riflessioni sull’operato amministrativo di Dario IAIA

Vediamo insieme i tre casi che hanno visto alla berlina il nostro paese, anche su scala nazionale

Chi amministra deve dare conto del suo operato ad una intera comunità e deve dimostrare, se è capace, che dalle parole si passa ai fatti. Fatti che determinano le buone intenzioni applicate alla dignità e al decoro di un paese.

Ma chi amministra, anche questo è importante, deve fare moltissima attenzione quando fatti così eclatanti mettono in luce una incapacità diretta o indiretta dei funzionari dell’Ente pubblico. Da voci di corridoio ci viene detto che la DIA in questi giorni ha guardato tutto il carteggio attinente alla gara d’appalto dei servizi cimiteriali aggiudicata lo scorso anno ad una Ditta del leccese.

E questo è segno probabile che più di qualcosa in questa aggiudicazione non è chiara. Ma con la memoria che ci è ancora amica possiamo ricordare, a chi legge e ha voglia di capire in questi passati 9 anni, quello che è successo ed aver elencato i tre casi sotto il titolo possiamo ben rispolverare i fatti.

Non ultimo il presunto coinvolgimento di Dario IAIA nella gara taroccata sulla raccolta differenziata che nelle intercettazioni telefoniche emerge anche il nome suo mentre l’ex presidente della Provincia jonica, Michele Tamburranno, dice testualmente al vincitore della gara ““che anche il sindaco di Sava doveva essere accontentato”.

Andiamo al primo caso e questo è stato per davvero vergognoso per come è stato perpetrato alla faccia della tanto decantata “Trasparenza&Legalità”.

AUTUNNO 2012. I parcheggi a strisce blu e la Global Work, gestore dell’epoca

Il contratto con il soggetto privato stava per scadere, ed eravamo nell’autunno del 2012 e IAIA si era insediato nel nostro Palazzo municipale da ben sei mesi, e quindi erano due le cose: o si doveva indire una nuova gara d’appalto o rinnovare per un altro anno l’affidamento alla Ditta che già operava in attesa di erigere la nuova gara. Ed è un prassi molto consolidata questa nella pubbliche amministrazione ma si può leggere in diversi modi questa scelta amministrativa.

Tutti sappiamo che il funzionario deve eseguire l’indicazione politica di una amministrazione, cioè deve trovare gli strumenti legali a far sì che una idea che gli viene proposta da chi amministra sia quella giusta. Con la premessa che nella vicina Manduria, quindi a km. 5, stava succedendo il finimondo. Quale?

La Global Work era anche il gestore delle aree pubbliche messapiche soggette a strisce blu e con intervento diretto della DIA, e di seguito dall’Ufficio territoriale del Governo, furono revocati  i lavori che precedentemente erano stati appaltati. Ci furono gli arresti, e questo sempre correlati all’inchiesta in corso e, addirittura ci furono accuse per infiltrazione camorristica mafiosa. Alla luce di questo, di seguito, fu sciolto il Consiglio comunale manduriano in quanto vi erano anche le responsabilità amministrative.

E questo avvenne a distanza di km. 5 dal nostro Comune. E andiamo a Sava: l’amministrazione IAIA, nonostante il clamore della notizia seguita dagli arresti e dalle accuse rivolte agli attori messapici fa finta di nulla e, tramite il funzionario di Polizia Municipale, ten. Lugina Soloperto, viene deliberato il rinnovo contrattuale alla Global Work per un altro anno scrivendo, assurdo questo, nella determina che la società ha gli stessi requisiti che aveva tre anni prima! Incredibile questo!

Come giornale ci attivammo nelle sedi opportune. Dopo un mese, ed esattamente nel febbraio del 2013 l’Ufficio Territoriale del Governo manda un fax a tutti i Comuni jonici (protocollo 28967 del 24.12.2012, informazione interdittiva ai sensi dell’articolo 10, comma 10 del DPR del 3 giugno 1998 numero 252 per infiltrazioni camorristiche mafiose) in cui mette al bando la società dei parcheggi Global Work e ordina la immediata sospensione di tutti i lavori di affidamento nella pubblica amministrazione.

Anche qui, amaramente, non registrammo nulla nel campo politico locale: nessuno, dico nessun partito d’opposizione fiatò! Che squallore! Tutti zitti! Incredibile, se ci fosse stata una opposizione con le palle avrebbe fatto ferro e fuoco contro questo potenziale rinnovo contrattuale e sicuramente, con le palle comprese, avrebbe chiesto la destituzione di chi si era resa attrice di tutto questo.

PRIMAVERA 2019. Secondo “caso”. L’annullamento della gara per la raccolta dei rifiuti: arrestati i commissari tecnici della Commissione per la valutazione delle offerte

Questo caso ha portato il nostro paese alla berlina nazionale: ne hanno parlato anche i telegiornali nazionali. Vediamo quello che è successo. Viene indetta la gara sulla raccolta differenziata per circa tre milioni di euro e, dalle intercettazioni telefoniche, viene appurato che la gara d’appalto è stata pilotata a favore di una Ditta di San Marzano.

Scatta l’inchiesta della Procura tarantina e vengono arrestati i due componenti della Commissione istituita per la valutazione delle diverse offerte ricevute dal Comune. Domanda: chi ha designato questi componenti alla guida di questo organo che, potenzialmente, doveva valutare quale delle offerte era la prima vantaggiosa per il nostro Comune?  Per la cronaca l’amministrazione comunale ha designato la reggente di Polizia municipale Luigina Soloperto come  responsabile del procedimento  unico (RUP) e quindi lei, almeno formalmente, ha nominato gli altri componenti.

Ripeto: sappiamo tutti che i funzionari comunali, dietro l’indicazione amministrativa, devono trovare gli strumenti per dare seguito alle procedure richieste. Pertanto, come responsabile (RUP) ha presieduto, assieme agli arrestati, le valutazioni sulle diverse offerte ricevute dal nostro Ente comunale. La domanda è lecita: che ruolo ha avuto la Soloperto, o meglio se i due componenti della Commissione sono stati arrestati, lei che ruolo ha avuto? La domanda è lecita: ha avvallato il “parere” dei due tecnici?

Ai giorni nostri la magistratura sta facendo il suo lavoro e da notare che è passato un anno da quando gli arresti si sono succeduti e l’inchiesta su questa gara sta cominciando a delineare le probabili responsabilità di chi si è reso artefice di questa gara d’appalto taroccata. Quindi, anche in questo caso, la presenza della Soloperto è al vaglio degli inquirenti. Ma nelle intercettazioni telefoniche, sempre in tema della gara d’appalto per la raccolta differenziata, veniva fatto anche il nome di Dario IAIA. 

Il quale veniva citato dall’ex presidente della Provincia Tamburrano (anche lui arrestato), in una conversazione telefonica in cui giungeva ad ipotizzare alla Ditta che era stata designata vincitrice della gara “che anche il sindaco di Sava doveva essere accontentato”.

INVERNO 2021. Terzo caso. Revocato l’affidamento dei lavori alla ditta, che gestiva i servizi al cimitero, per infiltrazione camorristica-mafiosa

E questo l’ultimo caso, ai giorni nostri, in cui la DIA sta indagando e al tempo stesso sono stati revocati i lavori di affidamento alla ditta leccese all’interno del nostro cimitero.

Da premettere che nello scorso ottobre, ma notizia questa apparsa sulla stampa solo poche settimane fa, all’interno del cimitero in un loculo sono state rinvenute armi, fucili e proiettili vari.

Le indagini sono in corso, quello che è sicuro al momento è la revoca dei lavori all’interno del Cimitero alla ditta del leccese.

Giovanni Caforio

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