MANDURIA. “Nuova segreteria del sindaco: nessuna procedura selettiva e l’uso del denaro pubblico”

Nota stampa dei movimenti Manduria Migliore e Federcivica

È notizia ormai nota a tutti che la nostra attuale amministrazione abbia deciso di affiancare alle risorse organiche del Comune, una nuova figura con funzioni di segreteria particolare del Sindaco.

Siccome riteniamo sia dovere della cittadinanza conoscere le modalità di utilizzo dei fondi pubblici, abbiamo voluto approfondire l’iter di assunzione di tale soggetto.

Con delibera 51/2020 la Giunta ha formalmente istituito l’ufficio di staff del Sindaco e della Giunta stessa con funzioni di relazione e comunicazione istituzionale, attività di segreteria, semplificazione ed ogni altra mansione eventualmente individuabile all’interno del contesto delle proprie funzioni.

A tal proposito, quindi, la medesima delibera di Giunta prevedeva che il Sindaco individuasse la risorsa sulla base di una procedura selettiva e valutativa dei curricula, relativamente ai requisiti richiesti e in considerazione del carattere fiduciario del rapporto.

Tuttavia, nel successivo decreto del Sindaco n. 19/2020 – di pochi giorni successivo alla delibera – tale procedura selettiva non risultava essere stata svolta, con la conseguenza che l’incarico è stato assegnato direttamente e senza selezione.

Sorvolando sulla necessità di spendere ulteriori soldi pubblici, esistendo già nell’organico comunale uno specifico ufficio di segreteria, in un momento poco roseo per le finanze locali, ciò che preoccupa principalmente è la totale assenza di un avviso pubblico volto alla raccolta e ad una successiva valutazione curriculare, come menzionato nella delibera di Giunta istitutiva dell’ufficio.

Di fatto, se la possibilità di affidare l’incarico sul principio della fiducia è assodato, appare quantomeno poco consona ai principi pubblicistici la mancata pubblicazione della procedura selettiva e valutativa dei requisiti curriculari, prima di giungere direttamente al conferimento dell’incarico.

I compiti richiesti, infatti, attengono a mansioni specifiche di relazioni istituzionali e comunicative che richiederebbero, almeno in teoria, competenze specifiche riguardanti l’assetto amministrativo e istituzionale, che andrebbero attentamente valutati per selezione pubblica.

Tali dubbi procedurali inficiano direttamente l’atto istitutivo del rapporto di lavoro rendendolo illegittimo e, di conseguenza, annullabile. Ma ciò che più preoccupa è moralmente e politicamente la modalità di operare del Sindaco, che in spregio a quanto deciso dalla sua stessa Giunta, non ha effettuato alcuna selezione e scelto “ad personam”, non fornendo opportunità uguali a tutta la cittadinanza.

Molto più opportunamente, semmai necessaria tale figura, occorrerebbe provvedere ad assumere in pianta stabile il personale utile a tale ruolo, rendendo così più trasparente ciò che oggi di trasparente non si intravede nulla.

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