DISCARICA VERGINE. “I punti, a tutela del territorio e delle sue comunità”

Nota stampa del Coordinamento di “Una strada diversa”

Nella serata di venerdì 16 ottobre del 2020 si è tenuto, con grande partecipazione, un incontro pubblico nella Sala Consiliare di Fragagnano, alla presenza di amministratori locali e rappresentanti delle associazioni.

Durante il dibattito è emersa la necessità di un documento che sintetizzasse le istanze emerse dal confronto. In qualità di organizzatori, come gruppo di “Una strada diversa”, ci siamo impegnati a condividere con tutti i presenti proposte concrete da far valere in ogni ambito istituzionale. 

Riteniamo, pertanto, che i seguenti punti, a tutela del territorio e delle sue comunità, siano imprescindibili e siano emersi con chiarezza dal dibattito di venerdì 16 ottobre a Fragagnano: 

  • sulla discarica sita in c.da Palombara, esprimiamo contrarietà all’ipotesi di una riapertura. La discarica va messa in sicurezza, bonificata e definitivamente chiusa.

Questo territorio ha già per troppo tempo accolto rifiuti speciali che non ha prodotto; 

  • risolvere definitivamente l’annosa questione delle isole amministrative; chiedere al Comune di Taranto notizie circa i nuovi scavi che stanno interessando una vastissima area nelle vicinanze delle discariche ”Palombara” e “Mennole”.
  • è necessario chiudere il ciclo dei rifiuti solidi urbani promuovendo le buone pratiche della riduzione a monte dei rifiuti, potenziando le attività di raccolta differenziata porta a porta e dotando la provincia degli impianti necessari a evitare costose spese di trasporto dei RSU in impianti di altre zone, con conseguenti ricadute sulle tariffe TARI;
  • per quanto attiene le politiche di gestione dei RSU, consapevoli del regime di sussidiarietà tra pubblico e privato recepito dalla normativa regionale del settore, si ritiene fondamentale spingere verso una maggiore presenza pubblica sia in termini impiantistici che nella gestione della raccolta. Presenza pubblica che si ponga in concorrenza verso operazioni oligopolistiche che allo stato attuale comportano innalzamento dei prezzi di conferimento e insufficienza impiantistica, ragione che implica la necessità di trasportare fuori regione quantità consistenti di materiale differenziato con conseguente ricaduta sulle tariffe TARI.

Altro elemento di valutazione è la tutela dei livelli retributivi degli operatori del settore, che vanno adeguati ai contratti collettivi nazionali, necessità non sempre assolta dai privati. 

Potenziamento e avvio reale delle economie di scala, così come previsto dalla gestione ARO al momento insufficiente, magari cambiando la logica di costituzione degli ambiti territoriali sulla base di liberi accordi consortili tra comuni

  • vanno applicati i principi della legge regionale sulla partecipazione per l’individuazione e progettazione di nuovi impianti sul territorio, operando un coinvolgimento delle comunità locali che permetta di sensibilizzare i cittadini e accogliere le istanze del territorio;
  • chiediamo, inoltre, con forza che il processo d’appello conclusosi il 25 settembre 2020, che ha visti imputati i vertici delle società Vergine srl e Vergine spa, sia impugnato in Cassazione dalla Procura e dai Comuni. Appare troppo inverosimile che quanto dimostrato e confermato dalla sentenza di primo grado possa essere stato ribaltato, seppur al momento della stesura del presente documento non sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza da parte della Corte d’Appello.

Il documento è stato sottoscritto dai sindaci di Fragagnano, Giuseppe Fischetti, Grottaglie, Ciro D’Alò, Faggiano, Antonio Cardea e dal circolo di Fragagnano di Legambiente

Il Coordinamento di “Una strada diversa”

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