MANDURIA. Amministrative 2020/5. MOCCIA, candidato sindaco: “Quante figure sinistre per la nostra città. Bullo? Non si è distinto per nulla nella passata amministrazione”

Intervista a Leonardo Moccia, candidato sindaco della coalizione che vede insieme Cdu e Destra sociale

Un centro destra spappolato. Perché?

Io faccio parte del CDU, diciamo democristiano, e mi sono collocato in questa competizione elettorale al centro ma il mio riferimento classico è il centro destra. Sono tornato al centro perché abbiamo visto che dal momento in cui ci siamo riuniti per organizzarci tutti quelli che avevano fatto parte dell’amministrazione Massafra si volevano candidare con il centro destra.

Non scordiamo che questa gente era protagonista assoluta della passata amministrazione. E quando vengono portate figure che non hanno fatto il bene della città e che hanno colpe sulla passata amministrazione è detto tutto.

E in questi incontri pre-elettorali ci siamo messi da parte perché non abbiamo visto più un serio impegno per Manduria.

Quindi, in particolare cosa ha notato?

Candidati che cambiano casacca dalla mattina alla sera.

Per cui?

La beffa. Questi signori hanno candidato sindaco Bullo e non dobbiamo avere la memoria corta in quanto Bullo  è stato assessore ai Servizi sociali nell’amministrazione Massafra.

Che segno ha lasciato Bullo nel suo operato amministrativo?

Non ha fatto nulla e non si è distinto per nulla.

Quindi la candidatura di Bullo è figlia di cosa?

E’ stata una figura uscita dalla base dei movimenti locali. Questi sono movimenti senza nessun riferimento politico, solo che vengono inseriti nel sistema politico pur di raccogliere consensi.

Come giudica la passata amministrazione che vedeva sindaco Roberto Massafra?

Un giudizio totalmente negativo. Ha cambiato 18 assessori, da destra e da sinistra. Pur di mantenere gli equilibri politici ha fatto anche patti, se così si può dire, con il diavolo pur di amministrare.

Pur di restare a galla ha scordato di amministrare la città. Quello che è peggio è che il sindaco Massafra aveva al fianco suo cognato, il candidato sindaco Pecoraro, che pur se qualcuno dice che non avevano un buon rapporto ma credo che l’esperienza del vecchio sindaco ha accompagnato l’amministrazione  Massafra.

6 coalizioni di cui 5 dei veri e propri carri armati …

Si. Noi ci siamo messo la mano sulla coscienza e ci siamo detti: dobbiamo fare il bene per la città e diamo una alternativa o dobbiamo seguire una linea politica giusto per avere un posto nel Consiglio comunale? Abbiamo scelto la prima. Con questi carri armati, come lei ha detto, la vedo triste.

Come le sta sembrando questa campagna elettorale?

Questa è una campagna elettorale un pò particolare. Mi è sembrato che i manduriani sono molto restii a esternare il loro parere e credo che avremo delle sorprese dopo il 21 settembre.

Come si presenta il candidato sindaco Moccia ai manduriani?

Il candidato sindaco Moccia non è mai stato in prima linea ma è stato sempre nell’area politica anche per il lavoro che svolgo. Dirigo il patronato di Confagricoltura e sono anche responsabile provinciale. E su questo non ho mai fatto mancare la vicinanza ai cittadini.

Il candidato sindaco Moccia è attaccato al proprio paese, alla propria città. Mi stimola sempre di più l’idea di trovare molti servizi per i cittadini. E questo mi ha permesso di candidarmi.

Quanto ha speso per la campagna elettorale?

Poco e niente. Non ho organizzato pranzi e cene, a differenza di molti altri.

Nati tanti comitati elettorali nel centro urbano. Come avete organizzato la campagna elettorale?

Ci siamo concentrati sul porta a porta e nel rapporto diretto con il potenziale elettore.

Tanti manduriani candidati al Consiglio comunale. Che segno è questo per lei?

E’ stata una scelta strategica di alcuni vecchi tromboni della politica, i quali hanno manovrato la politica a Manduria in tutti questi passati 20anni e che noi abbiamo contestato sempre questo modo di fare.  

I cittadini sono stanchi della politica, in quanto si sono accorti del risultato, ma i vecchi politici hanno creato le liste civiche fatte di giovani che hanno tanta voglia di mettersi in gioco ma il giorno dopo le elezioni di giovani ne usciranno ben pochi. E usciranno sempre le stesse figure.

Il cittadino e il Palazzo municipale …

Noi siamo per i cittadini. Quando un eletto sale le scale del nostro Palazzo municipale dimentica il cittadino. Noi prima di tutto diciamo che bisogna aprire le porte ai cittadini. Abolire i cancelli messi a protezione delle sedute consiliari in cui il cittadino per poter accedere deve essere autorizzato.

Di cosa soffre la città?

A Manduria mancano le cose primarie: acqua, fogna, gas, illuminazione pubblica. Noi stiamo veramente nei guai. Le sembrerà strano ma ci sono cittadini che hanno difficoltà di sera ad entrare in casa. In un paese civile queste cose sono già assodate.

Sviluppare i settori che abbiamo: abbiamo delle chicche che gli altri non hanno. 18 chilometri di costa che sono un incanto e che supererebbero altre spiagge magari più famose. Le mura messapiche che sono la nostra storia.

Storia e cultura aiutano la nostra cittadina ad aprirsi al mondo. Abbiamo il primitivo che arriva in Cina però non siamo mai riusciti a portare i cinesi a fare turismo a Manduria.

Potrei ad esempio citare Matera, città che è stata insignita capitale della cultura europea per il 2020. Mi chiedo perché Manduria non può ambire a questo? La nostra città ha tanto da offrire in tema di storia, cultura e agricoltura.

Come risponde l’elettore alle vostre indicazioni?

Nei nostri confronti il manduriano sta rispondendo bene e questo ci conforta, ma sappiamo bene che è l’urna che decide il tutto. Speriamo che il manduriano abbia capito.

In caso contrario?

Se vinceranno la competizione elettorale non  credo che dureranno questi “carri armati”, come li chiama lei. Dureranno un anno e questo dovrebbe bastare solo a guardare la loro composizione.

Un messaggio per l’elettore messapico?

All’elettore manduriano dico questo: oggi ci troviamo a scegliere il nostro futuro, se non abbiamo una visione totale di quello che abbiamo di fronte è triste. Oggi sul palco si è detto di tutto e di più. Le sirene incantatrici finiscono ben presto di incantare.

Giovanni Caforio

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