SAVA. Regionali 2020. Scalfarotto incontra il candidato Giulio Rossetti

Italia viva con il suo candidato governatore nel Comitato elettorale

Il solito pomeriggio afoso, e in pieno centro urbano, è Pino Malagnino a presentare le due figure politiche di rilevo di questo incontro. E’ Ivan Scalfarotto, candidato governatore alla Regione Puglia e Giulio Rossetti, candidato al Consiglio regionale,  entrambi di Italia Viva e in competizione, seppur con ruoli diversi, in questa scadenza elettorale che sancirà la nascita del nuovo governo regionale.

Giulio Rossetti fa gli onori di casa a Scalfarotto ed esordisce così; “Questa sera invertirei le parti: anziché presentare voi che siete dei politici nuovi, io presenterei la gente del territorio. In questo modo invertiamo la piramide. La gente del nostro territorio è composto da persone semplici, umili e abituati a guadagnarsi da vivere lavorando. Io sono l’espressione, ovvero la candidatura che porta la loro rappresentanza al Consiglio Regionale della Puglia”.

Rossetti parte in questo modo la sua introduzione ma ribadisce subito che “vi devo manifestare le esigenze del territorio e le aspettative del territorio stesso in merito alla potenziale presidenza di Ivan Scalfarotto in seno alla Regione Puglia. Uno dei primi punti da trattare è il lavoro: mi giungono quotidianamente delle richieste da giovani e meno giovani; richieste di lavoro con propensione ad attività umili”.

Dopo aver messo in rilievo il primo punto, Rossetti prosegue su un tema molto caldo e sentito dalla nostra Puglia: “ Il secondo punto è il diritto alla salute: quando occorre curarsi, noi abbiamo la necessità di curarci bene. Prima o poi dovrà finire l’era dei viaggi della speranza nelle strutture del nord e, quindi, l’era delle liste d’attesa interminabili che poi ci costringono a rivolgerci a delle strutture private. Il territorio ha bisogno di garantire questo diritto alla salute. Tutti devono avere la possibilità di potersi curare, è un diritto che deve essere garantito a tutti”.

Finito di mettere in rilievo questi importanti punti, non è da meno la considerazione del comparto agricolo, fattore trainante della nostra economia.

“Nel nostro territorio l’agricoltura è un elemento fondamentale per la nostra economia locale. Noi oggi ad esempio abbiamo visitato la Cantina “La Popolare”, una nostra realtà bellissima. L’agricoltura non ci è rimasta bene per come è stato gestito il PSR in questi anni. Nel dettaglio mi riferisco ai 142 milioni di euro che sono prima tornati indietro alla Comunità Europea, poi sono stati ripresi ma comunque non sono stati portati nelle tasche dei nostri agricoltori”.

Ma dopo la citazione sull’agricoltura, Rossetti va diretto con un “questo sicuramente non ha giovato a tutte le imprese agricole del nostro territorio. Quindi, i punti fondamentali che riguardano l’esigenza del territorio sono il lavoro, il diritto alla salute e una gestione sana e meticolosa dell’agricoltura».

Gli applausi dei presenti diventa scontato. Ed ecco che Ivan Scalfarotto, candidato di Italia Viva alla presidenza della regione Puglia.

«Una cosa che rimprovero al Presidente Michele Emiliano è quella di aver agito molto da prima donna mentre penso fermamente che la politica dà il meglio di sé quando diventa corale e riesce a coinvolgere molto con l’ascolto e l’interazione”. Ed ecco il primo affondo alla gestione Emiliano.

 E lasciando poi questa introduzione Scalfarotto torna sui tre punti messi in risalto da Giulio Rossetti: “I tre punti che ha trattato Rossetti rappresentano i punti focali di questa campagna elettorale, non soltanto di Sava. Lavoro ed economia: per me quello che deve essere evidente è che l’unica soluzione è investire nell’economia reale”.

E rivolgendosi ai giovani Scalfarotto lancia il suo messaggio:  “Non bisogna solo cercare un lavoro, bisogna anche crearselo perché, rispetto a tanti anni fa, oggi ad esempio si può lavorare attraverso un computer. Il Caso Zuckerberg (l’inventore di Facebook, ndr) ne è un esempio”.

E sul tema sud, è stato alquanto esplicito con un “bisogna investire nel sud recuperando le carenze infrastrutturali, le fragilità dei tessuti e le filiere produttive. Inoltre, bisogna dare voce ai lavoratori coinvolgendo le imprese”.

Ed ecco pronta l’analisi sul centro siderurgico tarantino: “Credo che l’ex Ilva sia una grande ricchezza per Taranto, per la Puglia e per l’Italia: non bisogna chiuderla e trasformarla in un parco giochi, o addirittura farla andare con tecnologie fantascientifiche che non esistono. L’ex Ilva è importante perché crea lavoro e fa acciaio che è un materiale importantissimo per noi che siamo la seconda potenza manifatturiera in Europa”.

E sui dati è alquanto nitido: “Noi siamo il settimo Paese esportatore al mondo e il quinto Paese per avanzo della bilancia commerciale al mondo: vuol dire che un terzo della nostra ricchezza nazionale proviene dall’esportazione. Credo che bisogna investire il più possibile nella sicurezza e nella tutela dell’ambiente perché si fa acciaio in molti posti del mondo e in nessuno di questi si è fatto così male come a Taranto. Non è che l’acciaio che fa male ma fare impresa con i piedi fa male”.

E a proposito di investimenti ecco l’indicazione: “Se tu investi tanto nelle nostre acciaierie e fai un investimento responsabile, tu cominci già a dare una risposta. Taranto è l’unico posto al mondo, di cui io abbia notizia, nel quale il sindaco della Città ha detto di andarsene a un investitore internazionale. In tutto il mondo si cercano investimenti esteri e tutto il mondo si sbatte per andare a cercare soldi da portare a casa: noi, invece, siamo quelli che dicono “Vattene” e a me sembra una cosa irresponsabile”.

E sul tema sanità, Scalfarotto non risparmia critiche: “Riguardo la sanità credo che l’Assessore alla Sanità, che sia un uomo o una donna, debba informarsi nel suo settore specifico e adottare una strategia e un criterio, cose che non si sono attuate in questi ultimi cinque anni. Non serve prenotare una visita e farsi curare dopo tanto tempo perché curare una persona che hai preso tardi costerà molto di più rispetto a quando l’avresti presa prima. Per questo tanta gente malata si affida alle strutture private”.

Sull’ agricoltura, il candidato alla Presidenza della Regione Puglia ha esternato la sua analisi:

“Sono due anni che non è presente un Assessore e che questa figura, assieme all’Assessore della Sanità, è interpretato dallo stesso Presidente della Regione che addirittura è riuscito ad ammazzare il simbolo della Regione stessa che presiede: la Xylella non si cura ma si contiene realizzando una zona cuscinetto tra le piante malate e le piante sane perché esiste un insetto che si chiama sputacchina (Philaenus spumarius, ndr) che porta con sé un batterio di nome Xylella fastidiosa.

O lo fai e contieni l’infezione, o non lo fai e l’infezione si allarga: siamo passati da 330 mila a 600 mila ettari perché estirpare quegli alberi era considerata una cosa impopolare.

In questi casi bisogna prendere una decisione forte e agire per il bene della comunità».

 

Giovanni Caforio

 

 

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