MANDURIA. Amministrative 2020/3. Breccia, candidato sindaco: “La nostra città ha bisogno di una guida coraggiosa, leale e umile. Ma su tutto di amministratori che abbiano uno stretto contatto con i cittadini”

La coalizione “Riprendiamoci Manduria”, che vede Mimmo Breccia candidato sindaco, è costituita dal movimento “Manduria noscia” e dalla lista “Rinascita per le marine”

Perché è sceso in campo per questa competizione elettorale?

Come tutti ricorderanno, il nostro movimento è nato come movimento di protesta. Poi era inevitabile che si tramutasse in un movimento di proposta. Oltre a lottare dall’esterno abbiamo capito che per poter cambiare radicalmente il sistema, il quale  ha portato a tutto ciò, bisognava entrare in quel sistema per combatterlo dall’interno.

Per tanto, era inevitabile proporsi come una forza alternativa a quelle che sono le forze attuali della politica locale e che hanno dato i risultati visibili a tutti.

Lei vedeva il “bisogno” di questo?

La mia candidatura è stata quasi obbligata dai sostenitori del movimento. Più volte ho proposto di farmi da parte, o meglio fare il mentore della situazione del movimento. Ma  stando dall’esterno ho notato che la gente  voleva me come condottiero di tutto ciò fino alla fine. E quindi, secondo loro e non solo, ho cominciato a portare a termine questa battaglia. I manduriani mi conoscono e sanno che non mi tiro indietro. E tra l’altro, non ho mai avuto problemi a metterci la faccia anche in questa campagna elettorale e in questa nuova avventura.

La sua coalizione ha una lista dedita alle marine. Da chi è costituita questa?

Sono abitanti che vivono 365 giorni all’anno nelle nostre marine. E quindi, chi meglio di loro non conosce i disagi e le tante problematiche delle nostre degradate marine?

Una coalizione con solo due liste a supporto. Eppure in questa tornata elettorale manduriana ci sono coalizioni ben agguerrite e in termini di liste o movimenti al loro interno superano la vostra. Come spiega questo?

Io vedevo il bisogno di opporsi e farlo in maniera forte e coinvolgere la cittadinanza e farmi da portavoce per tutti coloro che sono stati usati, sfruttati ed ignorati. Ma in campagna elettorale ci troviamo di fronte questi galantuomini che fanno promesse che non mantengono. Per poi  svendere il territorio per una manciata di voti. Ripeto: era necessario proporre una nuova forza che non vuole più sottostare a questo genere di gestione.

Come vede le coalizioni avversarie in questa tornata elettorale?

Le altre coalizioni somigliano molto a chi ha avuto, fino a ieri, il pieno controllo della macchina amministrativa manduriana. Non vedo cambiamenti. Qualcuno si è sforzato di più cercando di mettere avanti un soggetto più nuovo dell’ambiente con la faccia pulita, ma alle spalle ci sono sempre i soliti solisti.

E quindi riscontriamo gli stessi metodi, gli stessi ambienti politici, la stessa gente, gli stessi sistemi. Spero solo che l’elettore manduriano valuti in pieno tutto questo. Diversamente, Manduria cade di nuovo nel burrone.

Tanti candidati sindaci. Che ha rapporto ha lei con gli altri?

C’è molta cattiveria nei miei confronti. Io, a differenza di chi non fa altro che attaccarmi sul personale e toccando gli affetti familiari, oltre al mio impegno sociale e lavorativo, non sono di questa pasta. Arrabbiato sì, ma credo anche di rappresentare la rabbia dei cittadini stanchi di questo degrado che sembra irrecuperabile.

Ma io, a differenza di chi mi critica in modo spudorato, provo rabbia per ciò che hanno fatto alla nostra città. Personalmente sono rispettoso dell’avversario, in quanto non lo vedo come un nemico.

Ma di lei dicono anche che è una specie di Masaniello, sanguigno e ottimo trascinatore di folle. Cosa c’è di vero in questo?

Riguardo alla somiglianza con Masaniello, non lo vedo né come offesa né come complimento. Io sono Mimmo Breccia e Masaniello ha avuto il suo tempo e ha fato le sue cose e io faccio le mie. Sicuramente mi sento trascinatore di folle e, tra l’altro, la gente apprezza ciò che dico e gli argomenti che propongo.

La piazza conosce Mimmo Breccia, in quante le mie iniziative non sono passate inosservate.

Migliaia di manduriani mi hanno supportato nelle manifestazioni di protesta.  Manduriani che sono arrivati all’appuntamento con il sorriso e una stretta di mano giusto il tempo per complimentarsi. E di questo, francamente, sono onorato.

Quali sono i mali di cui soffre la città dei Messapi?

Non si possono quantificare i mali della nostra città perché la nostra città è diventata il male. La nostra città è diventata una discarica a cielo aperto, la pattumiera di Puglia. Manduria è diventata quella zona abbandonata dove chiunque può venire a fare ciò che vuole, ad investire per poi portar via e a trattare il territorio come una discarica.

Manduria è diventata il riferimento dove ognuno può gestire qualunque cosa senza essere contraddetto.

Coloro che dovevano rappresentarci, e difendere il nostro territorio, lo hanno venduto  per trent’anni e i risultati sono visibili agli occhi di tutti. Davvero, c’è da ricominciare da zero.

Manduria è sul letto di un ospedale: che malattia riscontra il “dottore” Mimmo Breccia, candidato sindaco, e qual è la sua diagnosi per la guarigione?

Manduria ha bisogno di una linea guida coraggiosa leale e umile, di amministratori che abbiano uno stretto contatto con i cittadini, che siano presenti all’interno dei quartieri. La nostra città non ha bisogno dei burocrati o di quella gente che una volta eletta si mette su un piedistallo e non degna più di un saluto i propri elettori.

Chi gestisce la Cosa pubblica deve essere il tramite tra i cittadini e gli uffici del nostro Palazzo comunale.  Per fare questo ci vuole cuore, amore per il territorio, e non ci vogliono particolari competenze o svariati  titoli di studio.

Ha già pronta una potenziale squadra, in caso di vittoria elettorale, da insediare nel nuovo Palazzo municipale?

Ho preparato una squadra di gente competente e pulita, una squadra di tecnici pronti a mettere la propria professionalità a disposizione della comunità. I nomi?

Li renderò pubblici in seguito, in quanto nella vecchia sporca politica c’è gente cattiva e io non voglio bruciare questi professionisti, qualora dovessimo arrivare ad avere l’onore di governare questa città.

La vostra città si riavvierà a una guida politico-amministrativa dopo il 21 settembre. Che segno lascia la gestione commissariale del Comune?

Cosa che li potrei anche capire, in questo caso posso anche capire e non approvare in quanto non essendo gente del posto lo fa per lavoro ed è fine a sé stesso. La stessa cosa non posso dire degli amministratori che vivono qui, hanno fatto nascere i propri figli qui e stanno crescendo qui nel disastro che hanno lasciato.

Ipotizziamo che la sua coalizione arriva al ballottaggio. Ci sarà apparentamento?

Noi non faremo nessun tipo di apparentamento, siamo pronti a continuare ad andare da soli anche in un eventuale ballottaggio, non faremo accordi e coalizioni con nessuno e anche se dovesse esserci un ballottaggio che non vedrà noi interessati non appoggeremmo nessuno.

A spasso nel tempo/1: Mimmo Breccia sindaco di Manduria. I suoi primi 100 giorni da cosa saranno dettati?

Fare delle promesse non mi appartiene ho sempre promesso di non promettere. I primi cento giorni saranno di duro lavoro h24 perché c’è da capire cosa ci hanno lasciato in eredità questi anni passati. Ho idee e progetti che ho esposto in quello che è il programma attuabile.

Ho proposto alla città che abbiamo tanto da fare e sono tutti progetti a lungo termine. Promettere oggi è veramente una sciocchezza. Non ci appartiene come atteggiamento. C’è da lavorare e cominciare dalle piccole cose.

Far vedere alla gente che si è presenti quotidianamente per il bene collettivo. Con i controlli urbani ed extraurbani, ed essere sempre pronti ad intervenire per ogni richiesta pervenuta.

A spasso nel tempo/2: Mimmo Breccia non arriva al ballottaggio. Da questo responso scemerà il suo impegno per la città?

Se Mimmo Breccia non arriverà al ballottaggio, se non verrà eletto neanche come Consigliere comunale Mimmo Breccia? Continuerà ad essere il disturbatore.

Noi non abbiamo un fine o un interesse ma un obiettivo: che a Manduria si cominci a cambiare rotta, a cambiare il nostro destino e a noi non interessa completamente se a farlo saremo noi. Contribuire al cambiamento della città ci troverà sempre pronti.

Ultima domanda: che messaggio vuole lanciare dalle colonne di questo giornale ai manduriani?

Ai manduriani dico di guardarsi intorno e di decidere se hanno intenzione di cambiare o continuare sulla stessa rotta perché penso che avremo altre possibilità.

Il cambiamento siamo noi, la novità siamo noi, la protesta siamo noi. Il resto lo lasciamo fare a chi lo fa per mestiere da trent’anni.

 

Giovanni Caforio

 

 

 

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