SAVA. Comune. Il disavanzo è di un milione di euro. Ecco la gestione allegra, del denaro pubblico, dell’amministrazione IAIA

La Corte dei Conti solleva alcune osservazioni e passa la “palla” alla Corte Costituzionale. Dissesto in vista?

Ecco che arrivano i conti sulla gestione del denaro pubblico gestito da una amministrazione comunale che crede, ma d’altronde ha sempre creduto in questi passati 8 anni, che il nostro Palazzo comunale è tutto suo. E di questo è convinta ancora.

Sbaragliata gran parte dell’opposizione grazie a soggetti ripescati nell’armadio e pieni di naftalina ma oramai fuori luogo e fuori tempo, ha sempre pensato che il suo modo di fare era quello giusto per il bene del paese. E il paese, la nostra Sava, è sempre lì che langue con i suoi tanti problemi e tematiche che attendono ancora la risoluzione. Ma poi alla fine i conti devono tornare e la matematica non è certo una opinione.

I numeri sono numeri e due più due non può mai fare sei ma ben sì quattro. E il denaro pubblico, lo dice anche la parola, è pubblico e si deve dare il giusto rispetto e, al tempo stesso, la sua gestione deve essere rendicontata ad una intera comunità.

Oggi Sava ha un disavanzo, e non un avanzo come qualche balordo dice, di un milione di euro (per l’esattezza sono 979.443,56 euro) e quando un Bilancio comunale passa obbligatoriamente sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti ecco il risultato nel caso in specie: dubbi sulla questione di legittimità costituzionale che, qualora confermata dalla Corte Costituzionale, vedrebbe il Comune di Sava nell’impossibilità di dare copertura all’enorme disavanzo, e quindi prossimo al dissesto.

Nell’ultimo Consiglio comunale il segretario diceva che questo disavanzo, tecnicamente, si può spalmare nei prossimi 15 anni con la scadenza annuale di 65mila euro. E questo vuol dire che per i savesi ci saranno 65mila ogni anno, per 15 anni, da pagare. Ma questo è solo l’aspetto tecnico per la risoluzione del debito, e non è detto che vada in porto, ma resta l’aspetto politico che, tra l’altro, è quello più importante.

Ovvero: la gestione allegra della gestione del denaro pubblico. E in questi anni di cose assurde, e dispendiose, ne abbiamo viste a iosa.

Parcelle esorbitanti pagate ai professionisti (scandaloso fu l’affidamento ad un tecnico per la preparazione del bando di gara sulla raccolta differenziata per una “modica” cifra di 50mila euro), gare d’appalto preparate da studi di professionisti con relative parcelle, quando qui sarebbe bastato attivare l’ufficio tecnico comunale e risparmiare tutti quei soldi.

Oppure gli svariati affidamenti diretti alle ditte per l’esecuzione dei lavori sul Patrimonio comunale senza indire le gare d’appalto. Per non parlare della “mangiatora” savese: il Contenzioso. Registriamo sempre le sentenze contro il Comune, condannato a pagare d’avanti al Giudice di pace.

Per non parlare delle svariate parcelle pagate agli avvocati. Un fiume di denaro pubblico che esce costantemente dalla Casa comunale e che questa amministrazione non è stata in grado, per nulla, di fermare questa emorragia. E’ questa l’allegra gestione del denaro pubblico dell’amministrazione IAIA che nel suo motto diceva “trasparenza&legalità”.

A tutt’oggi non conosciamo questo binomio. Ma conosciamo il rischio del dissesto.

E se dissesto ci sarà, speriamo di no, sarà un danno incredibile per la nostra comunità.

E se lo spauracchio del dissesto verrà allontanato, registreremo l’ennesimo risultato politico nella gestione della Cosa pubblica: il fallimento.

Questo sì che è politico e questi arroganti che credono di aver monopolizzato la vita del nostro paese devono solo fare una cosa: vergognarsi.

Giovanni Caforio

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