SAVA. Ex cinema Miccoli. Quella bomba di amianto in pieno centro non interessa a nessuno?

I risultati ottenuti in passato dal nostro giornale e l’azione che abbiamo fatto in questi giorni

Forse per il savese sarebbe bene ricordare una cosa, una sola cosa. In pieno centro urbano c’è una struttura, una volta adibita a cinema, che giace in pieno stato di abbandono sia da parte della proprietà che da parte amministrativa, in quanto quest’ultima non ha esercitato in questi anni passati nessun controllo sullo stato dei luoghi.

Ma forse è meglio andare al ritroso e far sapere quello che ha fatto l’ex amministrazione Maggi e quello che non ha fatto l’amministrazione IAIA, visto che quest’ultima decanta ogni giorno il suo operato all’inverosimile. Oltre 10 anni fa mettemmo al corrente la pericolosità di questi oltre 600metri quadrati di copertura in eternit dell’ex cinema Miccoli all’assessore all’Ambiente e all’Ecologia Bruno Ariano e da qui partì l’ordinanza comunale per la messa in sicurezza, verso la proprietà, di tutto lo stabile.

Partirono immediatamente i lavori di bonifica e la copertura in amianto fu protetta da apposita protezione color alluminio per evitare la dispersione nell’aria delle particelle cancerogene che sprigiona l’amianto quando comincia a sfibrare. Le macchie di muffa e il verde rame sono i primi segnali di allarme che rappresentano un serio pericolo per la salute pubblica, in quanto possono tranquillamente depositarsi nelle nostre vie respiratorie e si possono attivare, per la loro azione criminale, anche a distanza di diversi anni.

Quindi, tornando a oltre 10 anni fa, fu fatta la bonifica da parte della proprietà su tutta la copertura dell’ex Cinema Miccoli. Questi lavori di bonifica, dati tecnici e requisiti di legge in tema ambientale, hanno la durata di 5 anni e dopo questo tempo è necessario verificare, con appositi specialisti, lo stato della copertura e da qui valutare l’eventuale intervento. Calcolando i tempi che si sono succeduti, dal 2010 al 2015, c’è stato il cambio amministrativo all’interno della nostra Casa comunale.

E qualche anno fa, con nota scritta e protocollata e indirizzata alla reggente di Polizia Municipale Luigina Soloperto  mettevano in evidenza il problema della copertura in amianto che, con foto allegate alla lettera, già dava segni di pericolosità con il verderame diffuso e muffe su tutta la superficie. Per non parlare poi di topi e scarafaggi che hanno trovato una ottima dimora all’interno. E nulla si è mosso.

Ma proprio nulla! Ma non abbiamo fatto solo questo in questi passati anni. Nel febbraio dello scorso anno abbiamo anche investito anche l’ASL di Manduria, mettendo in risalto anche la fuoriuscita dai pluviali di acqua di colore grigio. Risultato? Nisba! E quindi, in questo pantano, c’è rimasta l’unica soluzione, ovvero quella di mettere con le spalle al muro chi ha la responsabilità amministrativa in tema di salute pubblica nel nostro paese.

I soggetti a cui è stato inviato l’Esposto del nostro giornale, e che si devono immediatamente attivare, sono: il primo cittadino savese (massima autorità locale in tema di salute pubblica), la reggente di Polizia Municipale (delegata amministrativa all’Ecologia e all’Ambiente), Mirko Piccolo assessore all’Ecologia e all’Ambiente e il dirigente dell’ufficio tecnico comunale Luigi De Marco.

E particolare non ultimo, nell’Esposto consegnato il passato lunedì, abbiamo scritto a chiare lettere questo: “Chiedo alle Autorità amministrative sopra citate  la verifica dello stato dei luoghi per accertare la pericolosità di questa struttura in tutte le sue tematiche strutturali, sia in tema di amianto che di salute pubblica. In mancanza di questa verifica e dell’accertamento dello stato dei luoghi della struttura sopra citata, da parte dei destinatari del presente Esposto e ognuno per la propria responsabilità, il sottoscritto si rivolgerà all’Autorità Giudiziaria”.

E mò vitimu ci si movi ncuna cosa. Chiù chiaru ti cussì …

Giovanni Caforio

 

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