SAVA. Fin’ora oltre 5.000 mascherine donate a chi ne ha fatto richiesta. E quella strana comparsa dell’AVIS

“Non solo notte”, l’attività commerciale savese, prosegue la sua lodevole opera

Procede la produzione di mascherine al ritmo sfrenato verso chi ne fa richiesta e sono tantissimi che hanno bussato alla porta dell’attività commerciale aperta esclusivamente per questa straordinaria iniziativa. Associazioni che vengono da fuori paese: da Lizzano, da Avetrana, da Manduria e, addirittura, dal leccese.

Segno questo che viene apprezzato e con il tam tam dei social ad oggi si registrano oltre 5.000 mascherine donate. Ma questa mattina pare che è successo un qualcosa che va raccontato. Nell’attività commerciale pare che si è presentato un attivo volontario dell’AVIS savese con la richiesta di 5 mascherine da donare all’Associazione di cui fa parte. Il commerciante si è messo a disposizione, come suo solito fa in questi giorni, ed ha consegnato le mascherine richieste.

Da qui, visto che trattasi di una associazione, ha chiesto ed ottenuto una dichiarazione di consegna firmata dal collaboratore dell’AVIS. Fin qui nulla di strano. Anche perché non conoscendo affatto il collaboratore dell’AVIS savese, il commerciante ha voluto accertarsi che fosse per davvero per l’associazione. Una volta fatta la consegna delle mascherine, come giustamente, il commerciante ha voluto mettere su facebook la lodevole consegna.

Apriti cielo!

Da questa azione, sembrerebbe che da lì a poco si è scatenato un vero e proprio putiferio. Il cellulare del commerciante comincia ad essere infuocato. Il primo a chiamare il commerciante è il presidente savese dell’AVIS il quale, nella telefonata, esclude categoricamente che l’associazione che lui presiede abbia fatto richiesta di queste mascherine! Ennesima telefonata del collaboratore dell’AVIS in cui chiede al commerciante di rimuovere il post su facebook addossandosi personalmente la colpa del ritiro. Addirittura! Ora da quello che sappiamo su questa “storia” ci sembra strano il tutto.

Conosciamo molto bene il volontario dell’AVIS, attivo e dinamico nel sociale, e dubitiamo fortemente che abbia potuto fare una cosa del genere per poi ritrattarla. Quanto all’AVIS, se ci è permesso scriverlo senza urtare la sensibilità del presidente locale, visto che è nata questa “situazione” rincresciosa perché non è si fatta promotrice della distribuzione delle mascherine per i savesi che non sanno per davvero dove andare a reperirle?

E poi, sapere che in sede c’è un commerciante che le dà gratis le mascherine, perché non si è attivata in questo mancato nobile gesto? Quanto all’amministrazione comunale, stendiamo un velo pietoso.

Non ha fatto nulla per risolvere la continua richiesta di mascherine da dare alla cittadinanza. Anche lei, l’amministrazione savese, avrebbe potuto benissimo recarsi dal commerciante savese e fare legittima richiesta di mascherine per la cittadinanza.

Senz’altro le avrebbe avute a costo zero, come tutti gli altri, e avrebbe fatto una bella figura con i cittadini. La cosa più strana è questa: tante associazioni da fuori Sava, addirittura dal leccese, sono venute nel nostro paese per prendere le mascherine e chi è preposto alla salute dei savesi no …

Giovanni Caforio

 

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