TORRICELLA. Dopo la pubblicazione del nostro articolo, il segretario comunale in tempi di record dice la sua verità

Con una lettera inviata al sindaco, ai Consiglieri comunali, agli assessori, a tutto il personale del Comune e di seguito pubblicata sul sito istituzione del Comune. Ecco i passaggi salienti che abbiamo voluto evidenziare e commentare

Il pomeriggio dell’11 marzo il dirigente medico chiama telefonicamente tutti quelli che sono venuti in contatto con la paziente positiva in quarantena. Lo stesso giorno  il dirigente scolastico ha fornito l’elenco di coloro che erano stati a stretto contatto con la professoressa contagiata.

Il 12 marzo, con circolare numero 153, il dirigente scolastico dice testualmente “l’ufficio dell’Asl sta contattando i singoli nominativi per un colloquio gli eventuali conseguenti provvedimenti sanitari  saranno comunicati con ordinanza e avranno carattere strettamente personale per tanto nessuno è in quarantena  se non riceve personali disposizioni dall’ufficio prevenzione dell’ASL”.

Il pomeriggio del 12 marzo la moglie del segretario è stata contattata telefonicamente dall’ASL, ha risposto al questionario che le hanno sottoposto e sempre telefonicamente le hanno comunicato di rimanere in casa fino al 17 p.v.

All’unico familiare convivente, cioè il marito, non hanno ritenuto opportuno fornire alcuna prescrizione particolare  se non quella di attenersi a quello stabilito ne DPCM in vigore.

Da come si evince dalla missiva dello stesso segretario comunale di Torricella si apprende, a differenza di come contrariamente hanno dichiarato e scritto il Sindaco ed il Consigliere regionale Peppo Turco che la moglie è in quarantena sino al 17 p.v. ossia al 17 di marzo, tempo dei 14 giorni di incubazione massima stimata da quando presumibilmente e solo nel caso fosse venuta contagiata con il virus.

Quindi è chiaro siamo stati più che precisi e responsabili nel diffondere la notizia in modo molto ponderata, dove come sempre lungi dalle nostre intenzioni a creare allarmismi o scontri politici dei quali onestamente non ci interessa molto dato che quello che ci preme è la corretta informazione per i cittadini che in questo periodo, mai come in questo tempo, quella corretta sarebbe oro colato.

Comunque, a questo punto, dopo seri ed attenti approfondimenti, anche di tipo scientifico, possiamo quindi asserire che: la moglie del segretario E’ VERO CHE E’ IN QUARANTENA! Quarantena, che per onestà intellettuale e precisione nelle nostre informazioni dobbiamo dire che non è ordinata per i contatti di secondo grado, come nel caso del segretario.

Ma, una volta acclarato la nostra legittimità nel’aver posto la domanda di ieri sulla nostra testata, ci poniamo un’altra domanda altrettanto lecita, se la moglie o come altre persone a suo posto fossero state malauguratamente venute contagiate, risultando anch’esse solo successivamente positive, dal lontano presumibilmente 3 marzo, data di contagio, solo il 5 marzo la scuola chiude e solo il 12 marzo la professoressa per via telefonica, così come lo stesso segretario scrive, gli è stata ordinata la quarantena, quanti avrebbe o ha infettato?

Ed il marito che è il soggetto, come sempre lui scrive, nello stesso nucleo familiare, quante possibilità di averlo infettato avrebbe avuto? E dal momento che svolge un lavoro pubblico, sul Comune di Torricella, già colpito ahimè da questo flagello e me ne dolgo ogni volta che sono costretto a ricordarmelo, quanti avrebbe potuto infettare? Solo domande, credo che per i cittadini sia rimasto ancora il diritto di porsi domande, o no? O dobbiamo chiedere prima permesso ai politici per non aver paura di urtare la loro suscettibilità e con lo spauracchio della querela dietro l’angolo?

Politici, proprio ad essi mi rivolgo con un’altra domanda: perché nella nota di Peppo Turco avrebbe riportato testualmente, sul suo profilo come nel sito ufficiale del Comune di Torricella, questa frase: ”Si informa tutta la cittadinanza che la signora in questione NON È MAI STATA MESSA IN REGIME DI QUARANTENA, così come nessuno studente dell’istituto nel quale insegna la professoressa, moglie del segretario comunale.

Perché il sindaco Schifone rispondendo ad una sua concittadina su facebook ha asserito che “la professoressa sì, ma la moglie del segretario assolutamente no, neanche in quarantena”.

Perché dovete minacciare questa testata di: “Si stanno predisponendo tutti gli atti per denunciare la testata e l’autore dell’articolo per procurato allarme e tutti coloro che hanno commentato, danneggiando l’immagine della nostra comunità. Si continua a gettare fango su Torricella, e siamo davvero dispiaciuti che in un momento del genere, in cui si chiede di essere uniti e solidali, ci sia qualcuno che a qualunque costo e senza nessuna remora infanga, offende e denigra la nostra meravigliosa comunità”.

Quanto alla denuncia fatta, o da fare, al sottoscritto per il procurato allarme di cui l’articolo in questione è il 658 cpp che recita precisamente: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro”. Non mi sento affatto responsabile moralmente e giornalisticamente.

Ho solo raccontato i dubbi, e in cui sono uscite molte certezze dopo la pubblicazione dell’articolo di ieri. Il segretario comunale  è corso immediatamente ai ripari con la sua lettera, vistosi chiamato in causa dall’articolo stesso.

Se poi il sindaco Schifone e il Consigliere regionale Peppo Turco si credono di essere la bocca della verità, beh allora il discorso è diverso e dovrebbero partire senza ombra di dubbio dalla gestione del primo torricillese positivo al coronavirus dove sembrerebbe che non è stato rispettato il protocollo. Se Viv@voce denigrerebbe la comunità di Torricella, chi amministra questo paese che responsabilità ha?

Giovanni Caforio

    

 

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