SAVA. Puredda quera Chiazza ti San Piu. La stà cumbinunu propria comu a Santu Lazzru!

SAVA. Puredda quera Chiazza ti San Piu. La stà cumbinunu propria comu a Santu Lazzru!

Una storia incredibile, gestita dall’incapacità amministrativa

I fatti. Nei passati mesi invernali lu scjiuscettu, al secolo Giuseppe Saracino assessore al Lavori pubblici, si fece un selfie con tanto di cartellone pubblicitario alle spalle il quale indicava l’inizio dei lavori alla Piazza dedicata al Santo di Pietrelcina.

Fin qui tutto bene dicemmo allora. Recintata tutta l’area soggetta a completa ristrutturazione. Sradicati i vecchi pini d’Aleppo che avevano creato non pochi problemi alla pavimentazione di tutta l’area con evidente smottamento della stessa. Il cartellone dei lavori portava la consegna dei lavori nel successivo maggio ma è a fine agosto che l’area verde comunale viene consegnata ai savesi.

E prima che avvenga la consegna si registra l’applicazione di manto di erba su tutta la superficie non calpestabile. E qui succede un vero e proprio disastro: appena viene applicato il prato immediatamente, da un giorno all’altro, comincia a seccare. Subito gli addetti corrono ai ripari, credendo di poter rianimare il prato. Autobotti si alternano a dare “ossigeno” al prato.

Quasi una decina di giorni l’acqua delle autobotti sommerge tutta l’area destinata alla crescita del prato. Risultato? Un lago di terra rossa si presenta davanti alle abitazioni dei residenti. Nessun segno di vita. Il prato dà l’addio. Come mai? Senz’altro non era stata preparata la sede giusta per la sua collocazione. Richiedeva un terriccio apposito e non la terra rossa dei nostri campi. E non ultimo un sistema di drenaggio il quale avrebbe permesso la non fuoruscita dell’acqua dalle aiuole, oltre s’intende ad un opportuno sistema di irrigazione.

E voilà. Via il prato, figuraccia compresa fatta. Emerge la terra rossa. Che fare, allora? Vengono piantumate diverse piantine come alternativa. Ma, ahimè, anche queste sono morte quasi del tutto. Solo qualcuna riesce ancora a “respirare”!

E che succede? Ecco che la natura corre ai ripari, facendo capire di quanto è grande l’incapacità amministrativa savese: emerge la nostra spurchiazza (Portulaca) regina incontrastata delle aiuole!

Cresce che è una meraviglia!

Ma oltre a questo particolare curioso, è triste vedere 30mila euro sperperati in questo modo.

Al di là del gusto, che francamente sembra una Piazza dedicata al Milite ignoto, è triste vedere l’abbandono di un opera appena fatta …

Giovanni Caforio   

 

viv@voce

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