SAVA. Il rave party e la richiesta di aiuto di tre abituè

Più di una dozzina di giorni fa, un incontro, i dialoghi e la sorpresa!

Tutti abbiamo sentito il suono che usciva dalle mastodontiche casse amplificate che 24 ore su 24 hanno disturbato il sonno a non pochi savesi. Era il  mega raduno dei 4 giorni del rave party che si è svolto nell’agro di Manduria, esattamente nella “nostra” Archignano, e che ha chiamato alcune migliaia di affezionati a questo genere musicale.

I dati dicono 5-6000 presenze e quindi, vuol dire, che è un evento che ha un marcato seguito nelle nuove generazioni e che questo genere musicale, esaltato su tutto da alcol e droghe varie, ha sedotto tantissimi giovani provenienti da diverse regioni italiane. Il tam tam non passa dai social ma da canali privati e da qui si viene a conoscenza del luogo e il giorno dell’evento.

Eventi, questi, che non hanno nessuna autorizzazione dalle autorità competenti. Da sottolineare questo. Ma andiamo all’incontro del penultimo sabato di questo mese. Mi trovavo in Contrada Cicella, feudo di Manduria, e tre giovani dall’area preoccupata erano sul ciglio della provinciale Sava-Francavilla che si guardavano intorno come per dire che cercavano qualcosa.

Visti i loro volti gli ho chiesto: “Giovani, qualche problema?”

“Si”, mi risponde uno di loro”.

Ed io: “Tipo?”

“Non riusciamo più a trovare la nostra auto. Ci può aiutare?”

Addirittura. Esco dalla stradina interna del mio terreno e li faccio accomodare nella mia auto alla ricerca della loro. Direzione Francavilla, mi dicono. Quando, vista la loro direzione iniziale guardavano verso Sava, con Francavilla alle spalle. Partiamo verso Francavilla. Si disperano.

“Non sappiamo più dove abbiamo messo la macchina e non sappiamo più come tornare a casa”, affermano.

Ed io, con un fare rassicurante gli dico “tranquilli, che mo la troviamo”.

Pochi chilometri e mi dicono di addentrarmi in una stradina sterrata sulla destra. Mi addentro. Inizialmente la stradina è larga a sufficienza ma poi si restringe e i rovi con le sterpaglie la fanno da padroni.

La polvere si alza e la mia auto dal bianco comincia ad essere fumè! Un paio di chilometri in questa stradina e subito si collegano al cellulare di un loro amico.

“Michele, cazzo, dove sei? Dammi la posizione su whatsapp che non riesco a trovare la macchina!” e subito il cellulare dà forfait. La batteria è a riposo!

Disponibile come al solito, gli dò il mio.

“Prego, usate questo”. Giro di chiamate e pare, dico pare, che la posizione dei loro amici è al bivio di Francavilla che porta a Manduria, a Carosino e Sava. Andiamo a Francavilla.

Ma arrivati sul posto non c’è nessuno!

“Maledizione”, ribatte uno dei tre giovani. “Michele, ma che mi prendi per il culo? Vedi che abbiamo trovato un brav’uomo che si sta mettendo a disposizione per noi. Dimmi dove cazzo stai? Dammi la posizione su whatsapp”.

In questo tragitto, visto che il loro cellulare è scarico, gli offro il carica batterie da collocare al fianco dei sedili posteriori, così intanto si ricarica il loro cellulare.

Lo esco dal cruscotto e lo faccio posizionare. Tutto bene, fin qui. Dalle indicazioni del loro Michele pare che dobbiamo ritornare indietro e riprendere direzione Sava. Inversione di marcia al rondò. Giro di telefonate con il loro Michele e la confusione è grande.

Mi fermo e dico: “Mi passate questo Michele, per favore?” “Scusami, ma dove stai, o meglio come si chiama la provinciale?”

Lui risponde: “E’ la 55”.

Perfetto, bisogna tornare indietro! Prima di arrivare a Francavilla, e prima del rondò che porta alla città brindisina, c’è un altro rondò che il navigatore mi indica.

Prendo questa nuova direzione e voilà ecco l’auto che aspetta i tre dispersi! Arrivati ci salutiamo e non finiscono di ringraziarmi. Torno a Sava e sorpresa.

Monna futtutu lu carica batterii!

Tacci loru …

Giovanni Caforio

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