TARANTO. “Nelle ultime settimane, in ambito scolastico, sono accadute cose alquanto fuori luogo”

Nota stampa di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto

“Abbiamo parlato in maniera approfondita del ballo di fine anno e del bacio che viene chiesto alle coppie non etero per provare la veridicità della propria relazione.

A seguito della denuncia di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto, il presidente Luigi Pignatelli è stato ancora una volta fortemente attaccato da una parte della comunità LGBTIQ+ locale, con pesantissime accuse diffuse sui social e non solo (le più dolci sono state “pazzo”, “mitomane”, “seminatore di odio”). Secondo questo sparuto gruppo di persone chiedere un bacio alle coppie che dichiarano di essere omosessuali per dimostrare di stare davvero assieme è più che gusto.

Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e tutte le persone consultate in Italia (compresi/e/* gli/le/* attivisti/e/* di UDS Taranto e il movimento studentesco regionale) e all’estero (la questione è stata discussa anche in Francia durante il progetto su Gender Discrimination che, dal 12 al 22 giugno, ha visto Pignatelli impegnato nel ruolo di trainer internazionale) continuano a pensare che il bacio, se proprio deve essere chiesto, va chiesto a tutte le coppie.

Alla XXV Luglio la bimba vittima di bullismo tra i banchi della scuola dell’infanzia, la cui storia abbiamo riportato in più articoli, è stata esclusa dalla consegna dei diplomi. La bimba e i genitori vengono da mesi diffamati dalla dirigente (che mai ha risposto alla richiesta di incontro più volte inoltrata da Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto) e dai genitori dei compagni di classe, quelli stessi genitori che in passato si erano dimostrati sensibili alle cause arcobaleno e che ora negano il saluto anche a Pignatelli e ai suoi genitori (Emanuele Pignatelli era un mito per loro, il perfetto animatore delle feste di compleanno).

All’Aristosseno, il dirigente Salvatore Marzo ha cacciato dalla scuola due studenti che, durante la Giornata dell’Arte di fine maggio, indossavano abiti femminili. La sua giustificazione è stata “col rossetto sporcano le pareti appena ridipinte”.

Ci stupisce che questa azione sia stata compiuta proprio dal dottor Marzo, la persona che, all’interno del contesto scolastico, più si è mostrata attenta, sensibile e accogliente nei nostri confronti.

Purtroppo, dopo un mese e mezzo dal Taranto Pride, ci ritroviamo a parlare di episodi che riteniamo anacronistici e inattesi, se non altro perché la città tutta negli ultimi tempi si era dimostrata assai attenta alla celebrazioni delle differenze.

Non sono bastate le decine di incontri di formazione non formale tra i banchi e nelle aule magna, non sono bastati i workshop e i seminari in giro per la provincia ionica.

Tanto lavoro dobbiamo fare, un lavoro di ascolto, costruzione e condivisione di saperi e punti di vista, a partire dalla stessa comunità LGBTIQ+ locale.

«Confido nella nuova classe dirigente di Arcigay Strambopoli QueerTown Taranto e in Carlotta, Flavio, Alessia, che con me e i miei colleghi formatori in Francia hanno avuto modo di sperimentare nuovi metodi e conoscere meglio se stessi/e/*, esplorando le identità.»

 

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