LEPORANO. Il candidato sindaco Pagano: “C’è bisogno di un clima di pacificazione. Si racconti la verità sul commissariamento”

Nota stampa

Il clima di questa campagna elettorale si infervora e al centro del dibattito, spesso falsato, sono finiti anche i lavori mai cantierizzati che riguardavano soprattutto la zona marina. Comprendo a tentazione di alcuni colleghi di fare promesse, ma è giusto anche raccontare la verità.

Adolfo Pagano, candidato sindaco per la lista di Leporano Nuova nella campagna per il rinnovo del consiglio comunale della cittadina, per cui il voto è previsto il prossimo 26 maggio, in una nota, quindi. puntualizza i temi al centro della polemica che in questi giorni sta animando il clima elettorale.

Il riferimento è al consiglio comunale che decretò poi la fase di commissariamento del Comune.

Come ho più volte detto il Commissariamento è sempre una iattura per una comunità – spiega Pagano – ma le colpe di questa fase di ulteriore black out per il nostro paese, vanno assolutamente ripartite tra chi decise di votare contro il documento economico di riequilibrio di bilancio, e chi non ha fatto nulla per ristabilire corrette relazioni specie nella maggioranza, evitando un muro contro muro che oggi paghiamo in termini di stallo amministrativo e di elezioni anticipate.

Le parole di Pagano arrivano mentre la campagna elettorale si divide su tutto.

Una comunità così lacerata ha bisogno di un processo di pacificazione che metta termine alla stagione delle contrapposizione che nulla portano al benessere dei nostri concittadini – dice Pagano – pertanto è davvero inutile dividersi tra “leporanesi” o “gandolini”, o peggio ancora mascherare i vuoti amministrativi incolpando gli altri.

Il riferimento in quest’ultimo caso è alla risorse individuate nel Piano Triennale delle Opere pubbliche (circa 700mila euro – ndr), che avrebbero dovuto riguardare la riqualificazione del centro storico, ma soprattutto la manutenzione stradale, l’asfalto e la pubblica illuminazione delle aree cosiddette esterne al centro abitato.

Oggi si continua a dire che se quei lavori non sono partiti è colpa di qualcun altro – dice Pagano – mentre chi ha votato contro quel riequilibrio, non certo io, e chi ha impedito che si dialogasse nel tentativo di trovare una soluzione, hanno le stesse identiche responsabilità. E’ giusto uscire alla scoperto e svelare i retroscena di una campagna elettorale che in realtà cela dietro facce nuove i responsabili di questa assurda dicotomia.

La campagna elettorale si faccia dunque sulle cose vere – conclude Adolfo Pagano – e non instillando parole di sfiducia su tutti e soprattutto senza chiedere scusa ai cittadini che delle beghe politiche interne o addirittura personale, davvero non hanno colpa.

 

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