La mamma. L’importanza di averla avuta …

Piccole note in onore di chi ha messo a monte la sua vita per ognuno di noi

Potremmo scrivere un fiume di parole, quasi all’infinito per ogni mamma, per la sua vita e per le sue immense rinunce in virtù di diverse ragioni “istituzionali”. Su tutto sull’importanza dell’istinto materno, vero motore della loro esistenza sempre dedita, spesso e volentieri, ai figli.

Ma oggi vorrei soffermarmi su due “casi”. Quello del campione del mondo di calcio Francesco Graziani (detto Ciccio) e quello del cantante di musica leggera, oggi scomparso, Sergio Endrigo che sul tema “mamma” hanno lasciato la loro testimonianza. Il primo sempre sui rotocalchi della stampa e nella ribalta televisiva grazie alle sue prodezze calcistiche.

Ad una domanda di una giornalista sulla sua carriera, ormai conclusa, che gli chiedeva se aveva qualche rimpianto nel tempo glorioso passato, il quale lo aveva portato anche ad un titolo mondiale nella Coppa Rimet del 1982, Graziani rispose così: “Il mio grande rimpianto, e che non riuscirò mai a colmare quell’immenso vuoto, è dovuto alla perdita di mia madre. Avevo tanto tempo da dedicare agli altri ma per lei era sempre risicato. Sapesse quante volte non me lo perdono. E oggi, che non ce l’ho più, me ne faccio una grande colpa. Imperdonabile”.  

Endrigo, invece, parlava di sua madre e delle difficoltà che aveva avuto a condurre la vita da sola. Ragazza madre in tempi difficilissimi in cui essere in quello stato era quasi una “vergogna” per la morale dell’epoca. Di origini friulane Endrigo raccontava le grande fatica della madre a condurre una vita da sola e con un figlio.

Dai lavori più umili pur di portare avanti con dignità e decoro la sua esistenza con la particolare dedizione al suo unico figlio che di nome faceva Sergio. La sorte cambia la vita di Endrigo. La fama musicale nazionale, ma anche quella internazionale, portano il cantautore istriano a livelli di successo altissimo.

In un intervista sul tema “mamma” disse testuali parole: “Devo tutto a mia madre. Alle difficoltà che ha avuto nel crescermi. Sempre sola ma con un unico obiettivo il suo Sergio. Poi la mia vita è cambiata e da qui gli ho fatto vivere gli ultimi decenni da vera signora …”

Giovanni Caforio

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