SAVA. Gara d’appalto pilotata. L’opposizione esca fuori gli attributi, se ce li ha poi

Quasi tutti zitti e coperti

Dario IAIA ha tappezzato quasi tutto il paese con l’invito alla cittadinanza ad assistere al suo comizio di sabato 13 aprile. Certo, oltre lo sfarzo, era ora che il primo cittadino savese si mostrasse alla Piazza e, speriamo, con l’intento di dissipare ogni dubbio sul suo coinvolgimento nell’inchiesta che ha portato ben 7 arresti tutti coinvolti a vario titolo sulla gara d’appalto sulla raccolta differenziata truccata.

Un sindaco, e questo lo abbiamo detto diverse volte, alla luce di fatti così spudorati nel momento in cui il suo nome compare nelle intercettazioni telefoniche deve obbligatoriamente chiarire ai suoi amministrati la sua posizione senza aspettare la chiusura delle indagini della Procura tarantina le quali, potenzialmente, potrebbero portare a scenari raccapriccianti e destabilizzanti sul ruolo di chi amministra il nostro paese. I dubbi, i sospetti, possono solo essere allontanati, al momento però, con una sonora frase: “Io non centro nulla e il mio nome è stato usato in modo vergognoso”.

Ecco questa è la frase che, dovrebbe, dire Dario IAIA sabato prossimo. Con questo rassicurerebbe, in parte, i savesi. E su questo passo in avanti del primo cittadino savese il paese respirerebbe un aria più tranquilla e meno sospettosa. In quanto l’immagine del paese, tanto cara allo IAIA, spesso usata a sproposito, è già compromessa alla luce di tutto quello che sta avvenendo nell’inchiesta condotta dai magistrati Carbone e Bruschi. 

Ma andiamo all’opposizione, che è meglio. Solo un manifesto del PD è stato attaccato nelle vie urbane del paese a chiedere chiarimenti, come è legittimo questo nel campo della politica, e a spronare IAIA a chiarire tutta la situazione nata e che ha visto coinvolto il nostro Ente comunale.

E poi, che c’è stato? Una nota stampa sui social del movimento Sava per tutti. E poi? Niente altro. Ma nulla per davvero. E Forza Italia che fine ha fatto? Esiste ancora nel nostro paese oppure le voci danno che Dario IAIA nuovo padrone di casa azzurra sono vere? Noi non crediamo che un contesto così squallido debba passare inosservato e poco degno di nota. Specie poi per la nostra democrazia, spesso violata e addomesticata a turno da chi amministra un paese, una comunità. Un tempo i partiti o i movimenti reagivano in modo diverso. Manifesti, interviste sulla stampa locale, comizi pubblici, richieste di dimissioni. Oggi invece, a Sava, pare che tutte debba passare dai social.

Noi non crediamo che ci sono solo i social a manifestare il proprio pensiero politico o le azioni che determinano questo, ma siamo convinti che in un campo di democrazia rappresentativa, quale è la nostra, ogni rappresentante istituzionale deve dimostrare a chi lo ha eletto che lui c’è, ed è pronto sempre a vigilare sulla legalità nel nostro Comune. E’ un peccato, sinceramente, lasciare solo ad un giornale garibaldino come è Viv@voce lo sdegno marcato alla luce di fatti che hanno messo alla berlina nazionale il nostro paese. Non lo permettete.

Un giornale nasce da una idea. Da una convinzione di chi lo dirige ma non è suffragato dal consenso popolare. Un giornale può essere letto, si può provare disappunto per i suoi articoli spesso caustici, ma non può erigersi a paladino di un qualcosa che tocca alla politica. No. Non può assolutamente.  La democrazia è una gran bella cosa.

Libera le menti, libera il pensiero. Libera anche le convinzioni. Ma le azioni politiche toccano a chi il cittadino ha designato a rappresentarlo, e non a un giornale. Le opposizioni, se esistono in questo nostro paese, escano fuori le palle.

E agiscano come le circostanze richiedono.

Giovanni Caforio  

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