SAVA. Gara d’appalto pilotata. Dario IAIA chiarisca perché il suo nome è citato nell’indagine della Procura tarantina

Un sindaco non può nascondere la verità ed ha l’obbligo di dire alla propria comunità come stanno effettivamente le cose

Avanti ieri dovevano esserci gli interrogatori degli arrestati che ricordiamo: Pasquale Lonoce (carcere), il figlio Matteo Lonoce candidato in una lista civica facente capo a Tamburrano alle ultime elezioni amministrative del Comune di Taranto, in cui risultò primo dei non eletti, e la figlia Federica Lonoce (domiciliari), il procuratore speciale della società-gestore della discarica di Grottaglie Roberto Venuti, il dirigente dell’ AMIU Taranto Cosimo (Mimmo) Natuzzi presidente e membro della Commissione di gara per la Raccolta di Rifiuti Solidi Urbani, l’ex presidente di AMIU Taranto municipalizzata Federico Cangelosi.

Questi interrogatori non ci sono stati in quanto gli avvocati degli arrestati hanno chiesto un pò di tempo alla Procura per studiare le classiche carte di tutta l’inchiesta. E questo è stato accordato. Ma oltre ciò ci preme sottolineare una cosa. Importantissima tra l’altro per il nostro paese. In una conversazione telefonica Tamburrano lascia intendere che Dario IAIA deve essere “accontentato” e su questo i magistrati Carbone e Bruschi riportano testualmente nella chiusura delle indagini che “Tamburrano giungeva ad ipotizzare con Lonoce che anche il sindaco del Comune di Sava dovesse essere accontentato e nell’eventualità invitava Lonoce a provvedervi”.

Ora, al di là del teatrino di Dario IAIA che in questo caso non paga affatto, il primo cittadino savese dica come stanno effettivamente le cose. Il suo nome è stato fatto da Tamburrano tanto per dire qualcosa? Oppure Tamburrano, e questo può anche succedere, lo odia così tanto?

Ma crediamo anche che Tamburrano non sapeva affatto di essere intercettato. Noi aspettiamo gli interrogatori degli arrestati ma alcune voci che prendono corpo dicono che svuoteranno il sacco e diranno tutto quello che sanno pur di salvarsi, almeno in parte, il classico culo.

Quanto a Dario IAIA, per l’ennesima volta, gli ripetiamo: a che titolo il suo nome compare? Oppure dobbiamo avvalorare l’ipotesi dei magistrati Carbone e Bruschi i quali dicono nella loro inchiesta che “il sindaco del Comune di Sava dovesse essere accontentato e Tamburrano nell’eventualità invitava Lonoce a provvedervi”?

Dario IAIA, dica al paese, dica a Sava, che lui non centra nulla.

Ma se dagli interrogatori dovessero uscire scenari sconcertanti, allora la musica sarà diversa. Molto diversa.

Giovanni Caforio

 

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