SAVA. “Il sindaco ed i funzionari del Comune non consentono la visione della documentazione del vecchio depuratore”

Esposto-denuncia  del Comitato per la Tutela del Territorio associato a ITALIA NOSTRA di Avetrana, presentato alla Procura della Repubblica

Con nota 23/04/2018 è stato chiesto anche al sindaco di Sava “di prendere visione e poter estrarre copia degli atti amministrativi inerenti l’impianto di depurazione fognaria di Sava, ma senza alcun esito”, parte da qui la richiesta di accesso agli atti avanzata dal Comitato per la Tutela del Territorio al nostro Comune.

E chi risponde, a questa richiesta? Solo il dirigente del Patrimonio, architetto Alessandro Fichietti: “A seguito di appurata ricerca negli archivi della sede comunale, non si è riscontrata la presenza fisica del faldone contenente la documentazione degli atti richiesti. Questa amministrazione provvederà ad effettuare un’ulteriore ricerca appurata, negli archivi storici situati in diversa sede, ed informarVi successivamente di eventuali riscontri in merito”. 

Quindi, risponde solo il dirigente, quando tra gli intestatari della richiesta di accesso agli atti portava anche il nome di Dario IAIA.

Ma il Comitato incalza ancora nel suo Esposto-denuncia: “Purtroppo sono passati diversi mesi e, nonostante le reiterate successive richieste verbali effettuate presso gli Uffici del Comune di Sava, nessuna ulteriore comunicazione si è avuta al riguardo”.

Alla luce di tutto questo, secondo il Comitato per la Tutela del Territorio, viene messa a monte da parte di Dario IAIA e del dirigente al Patrimonio “una grave violazione dei rispettivi doveri di conservazione di atti amministrativi comunali di notevole importanza”.

Da qui il Comitato va sullo specifico citando il Codice penale: “Non può essere sottaciuto che il comportamento dei predetti il quale viola ogni disposizione di legge sul loro dovere inerente una pubblica funzione e un pubblico servizio cui gli stessi sono preposti per rendere conoscibili gli atti amministrativi comunali (L. 241/1990 s.m.i, D. Lgs. 33/2013, ecc.), incorrendo in una palese omissione di atti di ufficio per consentire agli esponenti (dopo aver visionato detti documenti) di formulare ogni idonea richiesta che la legge consente loro”.

Molto probabilmente questa matassa verrà sbrigliata dalla Procura della Repubblica e se emergeranno omissioni, come il Comitato per la Tutela del Territorio dichiara nel suo Esposto-denuncia, ne vedremo delle belle.

Ma resta su questo tema trattato, una nota del nostro giornale che è doverosa.

Dario IAIA, dichiarò, dopo qualche mese dal suo insediamento nel nostro Palazzo municipale la fatidica frase: “Ho trovato il Comune come ai tempi del Medio Evo”. E sono passati ben sette anni da quella affermazione.

Ed ora, che succederà? Visto che non si trova la documentazione che riguarda la progettazione, e realizzazione, del vecchio depuratore, che non è mai partito, sito alla Via per Francavilla?

Dal Medio Evo al Paleolitico Inferiore il passo è breve. E su questo Dario IAIA ci è riuscito.

La propaganda serve solo per abbagliare i savesi, facendogli scordare i seri problemi di paese.

Ma quando si va fuori dal nostro paese, non tutti si fanno abbagliare.

E non tutti, per fortuna, non sono fessi …

Giovanni Caforio

Lascia un commento