GROTTAGLIE. “Donne che resistono: profilo di una malattia silenziosa”

GROTTAGLIE. “Donne che resistono: profilo di una malattia silenziosa”

Il 16 marzo un incontro sull’endometriosi organizzato da Sud in Movimento. L’evento, moderato dalla giornalista Maristella Bagiolini, vedrà anche la partecipazione del Sindaco, Ciro D’Alò e dell’assessora alle politiche sociali, Marianna Annicchiarico

L’associazione politico-culturale “Sud in Movimento” organizza il prossimo 16 marzo, alle ore 18.00, al Castello Episcopio diGrottaglie un incontro pubblico dal titolo “Donne che resistono”: endometriosi, profilo di una malattia silenziosa”.

L’evento, inserito all’interno del programma delle anteprime della XIII edizione de’ “La Notte dei Briganti” che si svolgerà il 25 aprile con tema “La Resistenza in tutte le sue forme”, sarà un momento di sostegno e riflessione su una malattia che per molti, donne e uomini, è una perfetta sconosciuta malgrado in Italia ne siano affette 3 milioni di donne.

Un appuntamento per far luce su una patologia di cui è indispensabile parlare, per conoscerla ma soprattutto per accorciare i tempi della diagnosi. Una donna su dieci soffre di endometriosi, ma molto spesso non lo sa. La diagnosi arriva di solito con un ritardo di molti anni, spesso coincidente con le difficoltà a restare incinta.

Un momento informativo affinché le donne possano rivolgersi a centri specializzati, medici e operatori sanitari che sanno trattare la patologia. Importante sarà il contributo del dott. Francesco La Grotta, profondo conoscitore della malattia, precursore del trattamento per via laparoscopica e che da anni si occupa della salute e del benessere delle donne affette da endometriosi. La biologa nutrizionista, Giuseppina Rossini illustrerà invece come un corretto regime alimentare possa contribuire in maniera determinante alla riduzione dei dolori e dell’infiammazione.

Diagnosi, trattamento ma anche tutela sanitaria, professionale e stato dell’arte della Legge regionale 40/2014 “Disposizioni per la tutela delle donne affette da endometriosi”. Fondamentale saranno gli interventi dell’ex consigliera regionale e firmataria della legge,Anna Rita Lemma e del coordinamento “Taranto Lider”, da anni in prima linea nelle attività di sensibilizzazione sulla problematica relativa all’endometriosi.

Essenziale sarà l’esperienza del gruppo di sostegno “Ape Onlus” di Bari, nato per rispondere alle tante domande e dubbi delle pazienti affette da endometriosi ma anche per offrire sostegno e non farle sentire da sole. Donne forti, che “resistono” e che vogliono raccontare l’esperienza vissuta sul proprio corpo, a volte creando una realtà in grado di rappresentare e supportare loro e le milioni di donne nella stessa condizione.

Donne come Giorgia Ciocia che ha deciso di mettere insieme la sua condizione e la sua passione e farne un messaggio di informazione e sensibilizzazione. Giorgia è la curatrice della rubrica “Mangia che ti passa” della Fondazione Italiana Endometriosi e propone ricette che aiutano a contrastare l’endometriosi da lei completamente rivisitate.

“Sono donne che resistono – dichiara Chiara Intermite, segretaria del Sud in Movimento – donne che combattono ogni giorno contro un male che minaccia la loro quotidianità, la loro vita personale, professionale e che può compromettere la possibilità di concepire un figlio. Una malattia della quale non si conoscono le cause, per la quale al momento, se non per i casi più gravi, non è prevista nessuna tutela sanitaria e soprattutto professionale considerata l’entità dei disturbi che possono portare queste donne lontano dal proprio lavoro. Donne abituate ormai a vivere con gli antidolorifici in borsa”.

“Non abbiamo dati certi – continua la segretaria – solo nella nostra associazione rileviamo numerose socie affette da endometriosi alcune della quali combattono da oltre 20 anni contro questa malattia. Se ne sente più spesso parlare, ma non tutti sanno bene cosa sia e cosa comporta realmente”.

“La diagnosi precoce resta un’arma fondamentale – conclude Chiara Intermite – e pensiamo che l’informazione in questo caso abbia un ruolo determinante”.

 

 

 

viv@voce

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