CASTELLANETA. Rievocati i 50 anni di ascolto e di servizi al cittadino

CASTELLANETA. Rievocati i 50 anni di ascolto e di servizi al cittadino

Mons. Angelo Massafra (arcivescovo metropolita di Scutari in Albania), Giovanni Gugliotti (sindaco di Castellaneta e presidente della Provincia di Taranto), Anna Rita D’Ettorre (vice sindaco di Castellaneta), Alfredo Cellamare (assessore ai servizi sociali di Castellaneta) e Damiano Ottomanelli (presidente della Comunità Itinerante L’Incontro di Castellaneta) hanno ricordato i 50 anni della Comunità “L’Incontro” di Castellaneta

Durante la cerimonia sono state consegnate targhe ricordo a Antonia Danza, Rosa D’Onofrio, Tommaso Marrese, Fortunato Pancallo e Angelo Pepe, soci fondatori della Comunità L’Incontro e operatori sanitari che hanno svolto un lavoro discreto per i malati.

La Comunità L’Incontro, e il suo presidente Damiano Ottomanelli, ha saputo ascoltare con amore le esigenze del territorio prestando una rivoluzionaria serie di servizi al cittadino, nei modi e nella condivisione.

La Comunità L’Incontro è nata nel 1969 a Castellaneta, dal comune pensare alla quotidianità come un dono; il fine era “recuperare” socialmente chi aveva subito la galera, senza la presunzione di avere qualcosa da insegnare, ma cercando il buono della vita, il normale, l’amico da abbracciare, col quale discutere e confrontarsi.

Nel 1970 la droga affliggeva la gran parte dei ragazzi assistiti e L’Incontro si è fatto trovare pronto a combattere con il bagaglio di esperienze di ognuno.

Nel 1972, per un intervento chirurgico, c’era bisogno di trasfusioni di sangue, e i soci Della Comunità si fecero trovare pronti ad affrontare il problema grave del gruppo sanguigno raro e prezioso donando il proprio sangue per salvare la vita di altri. Fu intrapresa una campagna di sensibilizzazione alla donazione e L’Incontro divenne punto di riferimento per chi voleva donare o aveva bisogno di sangue.

Nl 1976 la comunità affrontò il disagio di chi doveva spostarsi per sottoporsi a dialisi: occorreva avere un centro di emodialisi in loco: l’allora governatore dell’Ospedale Miulli di Acquaviva, mons. Tarcisio Pisani, e il suo facente funzione, mons. Adolfo Palombella, sposarono il progetto L’Incontro nonostante non fosse contemplata dalla normativa statale come la comunità intendeva realizzarla e l’Unità Dialitica ad Assistenza Limitata divenne una realtà nel 1982.

Poi la visita a S.S. Papa Giovanni Paolo II nel 1985 con i malati di morbo di Hansen. 

Nel 1991 L’Incontro affrontò la grande emergenza degli sbarchi di clandestini provenienti dall’Albania alla conquista del sogno occidentale e senza presunzione, fra mille difficoltà, L’Incontro affrontò la situazione ospitando i profughi per mesi nelle case degli associati e condividendo tutto. Successivamente L’Incontro ha portato in Albania camion carichi di cibo, indumenti, medicinali, piccole somme di denaro grazie alla generosità di gente comune che contribuiva secondo i propri mezzi, nonché macchinari ospedalieri, ha aperto un centro di emodialisi all’Università di Tirana, una scuola per infermieri ad Elbasan con l’aiuto del Nunzio Apostolico in carica in quegli anni, Ivan Diaz.

La conoscenza di Madre Teresa di Calcutta ha spronato i componenti de L’Incontro a non fermarsi davanti alle difficoltà di ogni genere, come anche la visita a Castellaneta dell’allora presidente dell’Albania Sari Berisha, il Kosovo, Spalato: tante sono state le emozioni, specialmente con i bambini, malati di lunga sofferenza, gente sola, chi subisce le separazioni, ascoltando i giovani, dando loro fiducia e credere in se stessi.

Insomma, tutto in piena armonia d’amore che evidenzia l’importanza di guardare negli occhi, ascoltare il loro silenzio, e diventare la ‘speranza’ per tutti.

L’amore, come la luce e il pensiero, non ha confini. Ama e lasciati amare. 

Tutto è stato fatto in controtendenza affinché al centro di tutto non ci sia il denaro ma l’umanità e l’amore, un pensiero che continua a diffondersi, nella consapevolezza che occorre molto di più per far penetrare in profondità il messaggio della cultura del dono, che qualsiasi azione che riguardi il prossimo sia dovuta, “normale”.

Nuovi progetti e nuove sfide aspettano ora la Comunità L’Incontro: il passato è la chiave per conoscere il futuro. Il passato suggerisce la strada per non arrendersi quando intorno si alza all’unisono l’urlo del “non si può fare!”

viv@voce

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