Elezioni Consiglio provinciale. Il savese Domenico Gigante “bocciato”

Un’analisi di questa candidatura che era partita con il vento in poppa e che poi si è rivelata un vero e proprio flop

Infatti, sembrava che Domenico Gigante, già Presidente del Consiglio savese e Consigliere comunale in corso, in rappresentanza del partito della Meloni dovesse per davvero varcare le soglie del Palazzo del governo tarantino.

L’aria creatagli attorno sembrava quella favorevole in quanto era supportato da tutta la maggioranza Consiliare del nostro paese e, particolare non ultimo, caldeggiata da Dario IAIA. E invece, no. Le cose sono andate diversamente. Molto diversamente.

Domenico Gigante lo incontrai la passata settimana al Comune nell’occasione del trasferimento del maresciallo Quaranta e mi sembrava così sicuro di sé che declinò il mio invito a presentare la sua candidatura o una potenziale intervista di presentazione su Viv@voce. Tranquillissimo, ne presi atto e questo mi stupì per due cose: al primo gli ordini di “scuderia” a non parlare con il nostro giornale e al secondo posto la ostentata sicurezza di dovercela fare senza nessun dubbio.

Bene. Andiamo ai numeri che poi sono quelli che hanno determinato la sua “bocciatura”. Ogni Comune della nostra provincia dà ad ogni Consigliere comunale una percentuale di voti in base al numero degli abitanti. Sava con i suoi 16.076 abitanti appartiene a quella fascia che và dai 10mila ai 30mila abitanti e visto che il rinnovo del Consiglio provinciale spetta solo alla votazione dei Consiglieri comunali, ogni voto di un rappresentante istituzionale, compresa la figura di un sindaco, è di 182 e questo numero a tre cifre viene chiamato “indice di ponderazione”.

Facciamo un calcolo pratico pratico: se Gigante è stato portato dalla maggioranza, potenziali 12 Consiglieri più il sindaco, abbiamo 13 voti che moltiplicati per 182 danno 2.366. E cifra che non è affatto malvagia, partendo da questo risultato negativo ma che comunque non è servita a Gigante all’elezione. In tutto sono stati 3.071 pochini, complessivamente, in quanto è stato l’ultimo della sua lista, esclusi i quattro candidati a numero zero, dal nome “Alleanza”.

Alla luce di questa bocciatura possiamo tranquillamente avanzare cosa non ha funzionato in questa sua elezione o se c’è stato un fuoco amico che lo ha fatto bocciare. Sappiamo tutti che in politica questi sgambetti ci sono e ci saranno sempre e non dobbiamo scandalizzarci se Sava fa parte del repertorio. Dario IAIA lo aveva presentato come il rappresentante della sua amministrazione in seno al rinnovato Consiglio provinciale ma questo “battesimo” si è rilevato per Gigante un autentico boomerang che, speriamo, possa servirgli a valutare meglio le cose e, su ogni cosa, le persone.

Politicamente parlando, Dario IAIA nella fase di riscaldamento dell’elezione del presidente della provincia, avvenuta il passato ottobre, aveva avanzato la sua candidatura e su questo aveva proclamato che dalla sua stavano ben 70 Consiglieri dei Comuni della nostra provincia, pronti a sostenerlo. Alla luce delle candidature ufficiali, però, a IAIA è stato fatto dal suo partito l’invito a fare un passo indietro in quanto non era neanche appoggiato dalla forza politica che lo annoverava nelle sue fila.

Amaramente, il passo è stato fatto dallo IAIA. Ma andiamo ai giorni nostri. Visto che IAIA ha scandagliato dalla sua ben 70 Consiglieri comunali che erano pronti a sostenere la sua candidatura alla presidenza della Provincia, perché questa forza “ciclopica” non l’ha attivata nei riguardi di Domenico Gigante?  

Domanda in cerca di risposta.

E una ultima nota: perchè lo IAIA non si è candidato come Consigliere nel rinnovo della massima assise istituzionale jonica?

Anche qui, una domanda che, sperando nell’intelligenza del lettore, non è poi tanto difficile la risposta …

Giovanni Caforio

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