GROTTAGLIE. Tar: “La discarica non può ampliarsi”

I Gruppi consiliari Sud in Movimento e RiGenerazione: “La vittoria di una comunità”

Le speranze, le attese, le delusioni. Una partita a scacchi incessante ma con la consapevolezza di essere nel giusto e alla fine una prima vittoria.

Sperando di essere all’ultimo atto di questa commedia infinita.

Una storia che pareva essersi conclusa e invece nel 2016 La Provincia riapre la conferenza dei servizi per l’ampliamento richiesto dal gestore della discarica. Volevano elevare il conferimento di 15 metri in altezza, un vero e proprio raddoppio utile all’impianto per altri 20 anni.

Fortunatamente arrivano i pareri negativi di tutte le realtà coinvolte (Comune di Grottaglie, San Marzano, Carosino Arpa Puglia e ASL Taranto e una serie di realtà del territorio che gridano vendetta) e del comitato tecnico provinciale (CTP) che preavvisò del diniego alla richiesta della società di sopraelevare il già immenso cumulo di rifiuti.

Poi la beffa.

Una manovra politica squallida, che farebbe venire i dubbi al più moderato dei benpensanti e che fa correre un brivido lungo la schiena per una previsione malsana.

Il presidente della provincia, Martino Tamburrano, sostituisce di sana pianta i membri del ctp, che nella nuova composizione dà parere favorevole all’istanza.

Ma qui viene fuori la tenacia e l’orgoglio di un’amministrazione e di un intero territorio che dice basta. Un territorio martoriato da ogni emergenza ambientale possibile. Non si può più abbassare la testa.

Non era bastata nemmeno una manifestazione con 13 Comuni e migliaia di persone!

Si ricorre al TAR.

Ed è nella giornata di lunedì che arriva il riscatto. Una notizia fantastica per noi e per i nostri figli. Il tribunale amministrativo regionale per la Puglia si pronuncia, accogliendo il ricorso con il quale si sancisce un’intera illegittimità alla vicenda

La discarica non può ampliarsi. Nessun sopralzo. La pacchia è finita direbbe qualcuno, ma quella vera però; quella che fanno le aziende di rifiuti, che prima dalla Toscana e poi dalla Lombardia vengono a fare affari sulla nostra pelle.

Ma questa è un’altra storia però.

Una notizia che ci rende orgogliosi del solo fatto di appartenere a questa splendida terra, in cui finalmente la questione ambientale inizia ad andare di pari passo con la questione culturale. Il grido delle comunità è quello di un intero territorio che ha ormai aperto da tempo una vera e propria vertenza sul proprio futuro.

 

 

 

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