MANDURIA. Depuratore consortile. “Quello che il sindaco di Sava non vuole capire”

Nota stampa dei Verdi messapici

“Nel tracciare la mappa degli interventi messi in cantiere per l’anno appena iniziato, il sindaco di Sava, Dario Iaia, indica, giustamente, come prioritaria la necessità di una rete fognante e di un adeguato sistema di depurazione, ma lo fa, ancora una volta, tacciando di populismo e demagogia chiunque si opponga a questo obiettivo, quasi che costoro volessero condannare i savesi “all’ immobilismo e all’ arretratezza“.

Se con queste parole il sindaco di Sava ha voluto alludere, come ha fatto altre volte, agli ambientalisti di Manduria, e ai Verdi in particolare, che si oppongono alla realizzazione del depuratore consortile in località Specchiarica, occorre ricordargli che tale opposizione non è frutto di un capriccio o di una perversa volontà ostruzionistica e invitarlo ad una attenta rilettura del parere fornito dal Dipartimento Agricoltura e Ambiente della Regione Puglia, Sezione Risorse Idriche, all’ ennesimo progetto di fattibilità presentato da AQP e da lui entusiasticamente approvato nel corso delle due ultime conferenze di servizi a Bari.

Ebbene, dalla disamina fatta dal competente ufficio sulle ipotesi di scarico, il progetto esce DEMOLITO! Motivando il proprio parere negativo, il Servizio Risorse Idriche formula una serie di osservazioni che riproducono in larga parte quelle a suo tempo presentate da associazioni e movimenti ambientalisti, e in particolare dai Verdi.

Dunque, si chiederebbe ad una comunità, quella manduriana, di dare il proprio consenso alla realizzazione di un depuratore, senza che ad oggi nessuno sia in grado di chiarire come, dove e a quale grado di affinamento saranno smaltiti i reflui? È accettabile al comune buonsenso che si dia inizio ad un’opera, una parte rilevante della quale navighi ancora nel vago regno delle ipotesi?

Le impellenti necessità del Comune di Sava (condivise da gran parte del territorio di Manduria) non possono farci dimenticare che, eliminato lo scarico in mare e quello in battigia previsto nella Delibera della giunta regionale del 25/07/2017 (che per altro non ci risulta mai revocata), l’Aqp non ha prodotto ad oggi un progetto valido per gli scarichi, confermando quello che i Verdi sostengono da sempre, e cioè che è impossibile produrre aggiustamenti a quel progetto nato male. Ma, poiché ci sembra poco credibile che gli ingegneri di AQP non conoscano bene il dgls. 152 o il Regolamento Regionale sugli scarichi n.13 del 2017, viene spontaneo chiedersi: “A che gioco stiamo giocando?”

Forse gli strali del sindaco di Sava dovrebbero indirizzarsi su altro bersaglio e forse una presa di posizione comune a tutti i rappresentanti istituzionali di questo territorio, volta ad ottenere un sistema di depurazione consono alle aspettative di tutti e rispettoso dell’ambiente sarebbe stata più produttiva per tutte le comunità interessate, anche per quella di Sava”.

 

 

 

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