SAVA. Via Fratelli Bandiera. I dimenticati locali del promesso mercato coperto. Abbandonati completamente /2

Questa proprietà comunale non è altro che l’esempio della strafottenza politico-amministrativa che va dagli inizii degli anni ‘80 fino ai giorni nostri, Dario IAIA compreso

Questo plesso comunale di oltre 700 metri quadrati e posto su due livelli, uno seminterrato ed uno rialzato, fu edificato alla fine degli anni ’70 e con gli inizii del nuovo decennio doveva entrare in funzione.  Era destinato a un mercato coperto con tanto di servizi e quindi una area idonea per collocare gli ambulanti ed evitare che stessero, permanentemente, lungo le Vie urbane.

Le intenzioni erano buone. Anzi, ottime. Edificio che si affaccia su tre Vie, compresa quella di Via Fratelli Bandiera, e che interessa Via Gonfalonieri e Via Malta. Area imponente, sicuramente capiente per il progetto originario. In questi quasi passati 40anni, abbiamo seguito sempre la stasi. Completa. Nel modo più assoluto. Quasi a voler dimenticare questa proprietà comunale che, se fosse stata restituita al paese, oggi avremmo senz’altro uno scenario diverso in tema di igiene.

Su tutto l’eliminazione degli ambulanti della frutta disseminati lungo le arterie vitali del paese. Ma andiamo avanti. Come si presenta oggi questo plesso? Degradato. Le foto dimostrano: intonaco divelto, tamburrato, armature metalliche scoperte e addirittura un distacco murario lungo le linee di carico del solaio, le quali possono costituire un serio pericolo per tutto e per tutti.

L’amministrazione Maggi ottenne un finanziamento dalla Regione per circa 80mila euro per la realizzazione di un “Punto ecologico” dedito al ritiro dei materiali riciclabili, ma con il cambio di guardia nel nostro Palazzo comunale, non potette usare questi soldi in virtù di tempi ristretti per la sua realizzazione e Dario IAIA, della serie “chiù culu ca giudiziu”, beneficiò di questo lascito e da qui staccò una parte minuta degli imponenti locali, quelli con l’affaccio su Via Malta, e realizzò l’opera. Quindi, tutto il resto, è al degrado.

E’ dal lontano 2004, anno di fondazione del nostro giornale, che ripetiamo che questi importanti beni comunali devono essere restituiti alla nostra comunità per il loro importantissimo uso. E questo, siamo convinti, avrebbe senz’altro permesso il bando completo dei venditori di frutta lungo il centro abitato.

Da premettere, inoltre, che ci sono leggi specifiche che vietano l’esposizione della frutta all’esterno in quanto è soggetto agli scarichi di gas delle auto. Non parliamo dell’etichetta che dovrebbe garantire, almeno sulla carta, la provenienza del prodotto. Non ne parliamo affatto.

Ma chi dovrebbe controllare, in tema di igiene pubblica, nel nostro paese e far sì che vengano rispettate le leggi, e applicate le giuste sanzioni? Dovrebbe essere il Comando di Polizia Municipale. Dovrebbe, il condizionale è d’obbligo. Permanente di sicuro!

Ma a Sava non abbiamo un Comando di Polizia Municipale sensibile alla salute dei savesi. No. Non lo abbiamo affatto. E fino a quando la politica rinnoverà la guida di questo comparto ad una reggente, staremo sempre punto e capo.

E Dario IAIA è il massimo responsabile politico-amministrativo di tutto questo.

Giovanni Caforio

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