Centrosinistra Pugliese, La Puglia in Più: “Si riconvochi il tavolo. Significative le assenze politiche”

Lo rimarca il movimento all’indomani del tavolo di coalizione del centrosinistra riunitosi a Bari, al quale hanno partecipato attraverso una delegazione guidata dal coordinatore provinciale di Bari, Nino Colasanto

“Abbiamo ribadito la nostra contrarietà ad operazioni da campagna acquisti di pezzi di ceto politico che nulla hanno a che vedere con i nostri valori e la nostra cultura democratica, quella che ha dato sostanza all’azione di governo del centrosinistra pugliese”.

“Abbiamo ribadito che se ci dovesse essere necessità di allargare la coalizione che ha sostenuto Emiliano nel 2015 – prosegue il movimento – questa va realizzata solo a fronte di una volontà unanime della coalizione e solo per estendere a forze o soggetti che si richiamano ai valori del progressismo e del riformismo. Se non si hanno ben chiare le regole del gioco, la partita non può avere inizio”. 

“Non riusciamo a comprendere però – sottolinea il movimento – perché in calce al documento uscito dalla riunione ci sia la firma di Noi a Sinistra per la Puglia, assente alla riunione ma, soprattutto, già coinvolta attraverso l’invito a La Puglia in Più e Sinistra Italiana, che di fatto ne hanno costruito la Lista alle regionali 2015.

Come pure non comprendiamo il perché, anche nel resoconto di ieri, si persegue la strada di riferire la blindatura di una candidatura a Presidente da parte di tutto il PD e della stessa coalizione che, nella realtà, non c’è mai stata. 

“Ed anzi – proseguono – oggi più di ieri, sembra doverosa una riconvocazione del tavolo, anche alla luce della nuova volontà del presidente Emiliano di non rinnovare la propria tessera al Partito Democratico, della quale colpiscono tempistica e modalità di annuncio. Forse c’è qualcos’altro che non conosciamo e che riteniamo necessario comprendere nella forma e nella sostanza”.

“Del resto – e concludono – pare veramente surreale voler insistere su un’incomprensibile accelerazione verso il 2020 quando, spesso, il governo regionale attuale non riesce ad ottenere il voto della sua maggioranza in Consiglio, come è accaduto ancora oggi sul tema della agenzia per la Xylella”.

 

 

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