TARANTO. Provincia. Candidature alla presidenza. Dario IAIA: furia francese, ritirata spagnola. Anzi, no!

“Mi candido. Mi ritiro. Mi ricandido”. Sbandiera prima 70, poi 72, poi ancora 75 firme di Consiglieri comunali che lo vorrebbero alla guida dell’Ente jonico

Con molto anticipo sui tempi dell’elezione del Presidente della Provincia, che avverrà il 31 ottobre, IAIA annuncia la sua discesa in campo. E che fa? Prepara, come suo solito, l’evento mediatico sulla carta stampata disponibile, molto disponibile, a mettere in risalto il suo annuncio.

Annuncia prima 70 firme di Consiglieri comunali pronti a sostenere la sua candidatura, poi 72 e infine 75. Sarebbe curioso sapere di chi sono le firme, ma andiamo ai suoi proclami e a quello che ha detto il suo partito nel momento in cui IAIA ha annunciato il passo indietro e alla notizia di ieri che riannuncia il suo ritorno per la candidatura.

IAIA addirittura sbandiera la sua candidatura come trasversale, lui così “propenso” al dialogo con le opposizioni è un piacere sentirgli dire questo.

Ma poi lo IAIA sciorina il suo programma per la tentata scalata alla presidenza della Provincia.

“E’ necessario che la provincia e soprattutto il versante orientale, faccia sentire la propria voce e s’impegni concretamente dell’affrontare problemi rilevanti per questo territorio. Basti pensare all’incompiuta opera della Bradanico Salentina ed alla Regionale 8, due arterie stradali fondamentali per questo versante, sempre più distante dal resto della provincia e da Taranto città.

Nella parte occidentale, si percorre per esempio, la statale 106, mentre, nel nostro versante, anche solo per arrivare ad Avetrana, occorre fare i salti mortali. E’ una situazione divenuta insostenibile ed iniqua per chi vive e lavora qui. Per questa ragione, è indispensabile impegnarsi per risolvere finalmente questioni impantanate da anni”.

Parole di lusso. Che fanno brillare gli occhi a chi crede ancora alla befana e, a Sava amaramente, c’è ancora chi crede nel 6 gennaio. Ma IAIA è così bravo alle parole che ci fa venire per davvero la pelle d’oca quando dice “la mia è una candidatura lontana dai poteri forti e fuori dagli schemi. Sono disponibile a dialogare con tutti ed anche a fare un passo indietro, purché si azzerino tutte le posizioni e questo al fine di raggiungere una unità d’intenti che abbia come punto centrale i temi e non le poltrone”.

Ancora con questi forti. Ancora con questa tiritera ormai laconica. Ma è il suo menage questo e crede, ancora, che fuori Sava qualcuno lo possa credere. Ma lo pensa lui. E questo, è sicuro. Bontà sua. Quindi, preparata la sua candidatura con largo anticipo ha creduto di spiazzare i potenziali concorrenti che, francamente, sono di un calibro superiore a lui. Molto superiori.

Alla luce di questo, e vista l’elasticità dei tempi, il sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti ha annunciato la sua candidatura per il centrodestra e di pari passo anche il sindaco di Taranto Melucci per il centrosinistra.

Per tanto Giovanni Gugliotti parte già in pole position rispetto a IAIA e da questa scesa in campo del sindaco Gugliotti subito una nota stampa, dello scorso 11 ottobre di “Noi con l’Italia”, partito fittiano che annovera ancora IAIA nelle sue file, a chiedere al sindaco di Sava, Dario Iaia, di ritirare la propria candidatura.

Nel comunicato fittiano IAIA viene liquidato con l’onore delle armi: “L’intera segreteria provinciale ringrazia il sindaco Iaia per la sua disponibilità e l’impegno, auspicando che nel futuro si creino le condizioni per valorizzarne le indiscusse qualità di uomo, professionista ed amministratore”.

E così, con lo zuccherino, viene accantonata la candidatura di IAIA. Quest’ultimo, il giorno dopo il comunicato della segreteria provinciale di “Noi con l’Italia”, su facebook, si congeda dai suoi “sostenitori” scrivendo che “la libertà vale più di ogni incarico”.

La verità vera, libertà o meno, a IAIA manca anche l’appoggio del suo partito. E questo è detto tutto. Ma ecco che ritorna alla carica il passato mercoledì, ovvero due giorni dopo.

“Io resto in campo ma non rifiuto il dialogo”.

Quindi marcia indietro che smentisce le sue dichiarazioni fatte qualche giorno prima che annunciava il ritiro dalla competizione. E che dice in questa ultima dichiarazione? Lancia un j’accuse a chi è sceso in campo.

Tuona dicendo che “gli altri finora hanno parlato solo di nomi, io invece di problemi che vanno risolti”.

Addirittura.

Uno che non è stato capace di risolvere i problemi a casa sua si propone di risolverli nella casa degli altri.

E della serie “chi vivrà vedrà”, vedremo come andrà a finire questa folle corsa, come simpaticamente lo chiamiamo, “tlù franchiddesi” …

Giovanni Caforio

 

 

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