SINDACI DI SAVA. L’ultimo decennio. Dario IAIA. Lu franchiddesi ca stà pijìa pi culu n’interu paesi, della serie “Donca stonnu li fessi ìnchi li sazzi” … PRIMA PARTE

Biografia politica e amministrativa di un imbonitore che ha ancora la fortuna di guidare Sava

Una premessa: è dal 2004 che il nostro giornale ha preso vita e da questa data, precisamente dal maggio di quell’anno, abbiamo seguito tutte le fasi politico-amministrative. Siamo stati dietro a tutto ciò che poteva interessare al lettore. Spesse volte non siamo stati seguiti, e questo non ci cambia la vita, ma molte volte, con il nostro modo di informare, abbiamo fornito degli assist involontariamente a chi a turno era all’opposizione. Risultato? Magro. Magrissimo. Anzi, zero assoluto.

Ma sappiamo bene che la Sava politica non arriva mai al rispetto delle regole della nostra democrazia. E sono tanti i casi che potremmo elencare fino alla noia assoluta. Ma è così. E in questo terreno operiamo ancora. Nel bene. Nel male. Ma l’importante è esserci. E far sapere a chi, amministra o crede di comandare, che non sempre può fare ciò che vuole in barba ai regolamenti e alle nostre regole democratiche.

L’importante è che c’è qualcuno in questo paese che non si allinea facilmente a ciò che viene detto da chi, a turno, si erige a risolutore dei problemi della nostra Sava. E questo è sempre una speranza.

Per tutti. Viv@voce è un giornale così. Racconta, sempre e volentieri, ciò che gli altri non raccontano. E di certo non ci mettiamo sul piedistallo. Conserviamo sempre la caratteristica della modestia.

Convinti sempre che non importa quanto sia grande un progetto di comunicazione, ciò che importa è che esso sia libero e indipendente. E noi andiamo avanti, a testa alta.

Dario IAIA, sin dai primi vagiti respira l’aria fascista. Il padre militante dell’MSI e il nonno materno, Gaetano De santis, Consigliere comunale in diverse legislature nelle file dell’allora partito di Giorgio Almirante. Partito questo che nella metà degli anni ’80 sparisce nella sede istituzionale savese ma toccò a Luigi Lomartire, subito dopo la scomparsa, a risollevare il partito dietro l’onda rinnovatrice di Gianfranco Fini. E così sgambetta il nuovo corso finiano. Lomartire dà un volto e un modo nuovo di proporsi all’elettorato arrivando un decennio dopo a un vero successo: il ballottaggio con Aldo Maggi.

Messo da parte Gaetano De santis, famoso agli inizi degli anni ’80 per aver dato l’astensione alla prima giunta di sinistra savese e da qui far proseguire, seppur limitatamente, l’allora sindaco socialista Ettore Lomartire il quale cadde dopo alcuni mesi per la defaiance del PSDI di Lillino Ariano. E in quei tempi, un’azione del MSI di questo genere, risultava un vero e proprio caso nazionale ma passò inosservato.

In questo clima lu franchiddesi, come simpaticamente lo chiamiamo, fa il gregario di Luigi Lomartire che quanto a politica ne sa molto, ma molto più di lui. Si affacciano nuovi visi nel nuovo corso finiano e Luigi Lomartire dimostra che i tasselli che sta mettendo al suo mosaico risultano quelli giusti mentre Gianfranco Fini da Fiuggi decreta la morte del MSI e dà vita al nuovo soggetto politico nominato Alleanza nazionale.

E’ un crescendo la gestione di Lomartire per AN a Sava. E nella tornata elettorale del 2002 nella coalizione che vedeva Forza Italia, Socialisti autonomisti  e Alleanza nazionale con alfiere Lucia Fasano vince le elezioni comunali. E a Dario IAIA viene assegnato l’assessorato ai Servizi sociali, mentre la carica di vicesindaco e assessore alle Attività produttive a Lomartire. Esperienza brevissima questa. In meno di due anni la Fasano-Milizia viene defenestrata dalle incomprensioni in Forza Italia. Alla successiva tornata elettorale Dario IAIA si candida a sindaco in un centro destra diviso e che vede due coalizioni alla competizione. Gli va male. Ma non si scoraggia.

Intanto Corrado Agusto viene eletto sindaco di Sava. Esperienza breve, brevissima, di Agusto e si torna alle urne. Stavolta il centrodestra si presenta unito ma è Aldo Maggi che sale le scale della nostra Casa comunale al primo turno con Maria De Carlo candidato sindaco, stavolta unitario, della coalizione avversa.  

Nel panorama politico nazionale nasce il PDL,  detto il matrimonio tra Forza Italia e Alleanza nazionale, e Dario IAIA (amaramente) deve sposare il progetto calato dall’alto.

Luigi Lomartire invece non aderisce al PDL. Quindi, via Alleanza Nazionale, pronto il sogno berlusconiano ovvero, quello di aggregare tutto il centro destra nel Partito delle libertà tanto caro all’ex Cavaliere. Ma in questo nuovo soggetto politico IAIA si trova stretto.

Infatti, nelle uscite ufficiali sembra il gregario di Ninì De Cataldo, quest’ultimo padre assoluto dei forzisti savesi. Nei matrimoni, e questo si sa bene, bisogna decidere che ruolo avere e IAIA capisce che questo matrimonio non si doveva fare.

Intanto nel Consiglio comunale porta avanti cause nobili: il Contenzioso alle stelle e con pratiche clientelari, e familiari, chiuse e liquidate troppo in fretta e con somme non del tutto idonee al danno. In questa circostanza dai banchi dell’opposizione viene avanzata la richiesta di una Commissione di indagine che spulci tutti i Contenziosi pagati, nell’arco degli ultimi due anni, dal nostro Ente.

La maggioranza concorda con l’opposizione e si istituisce la Commissione (importante questo passo perché, a parte invertite, non sarà la stessa cosa, ndr). Sembra IAIA seguire il dettato costituzionale e quello del buon funzionamento della macchina amministrativa. Si mostra attivo, garbato e composto e addirittura rispettoso. Prerogative queste che perde per strada negli anni a venire.

Nel 2010 avviene il divorzio: Fini e Berlusconi sciolgono il patto che li legava al progetto berlusconiano e ognuno prende la sua strada. Forza Italia torna ad essere Forza Italia e Alleanza Nazionale torna sui suoi passi primitivi. Quest’ultima forza, dopo alcune scissioni, prende il nome di Futuro e Libertà.

Immediatamente, quasi a tempo di record, IAIA rimuove il tabellone del PDL sito nella sede di Via Croce e mette il nuovo simbolo nazionale. Ufficializzato il passaggio anche nell’assise istituzionale savese, Futuro e Libertà esordisce con due Consiglieri comunali: lo stesso IAIA e il Consigliere Maurizio Pichierri.

Dal 2010 IAIA comincia a far partire il suo progetto. Intanto in casa PD sta succedendo il finimondo: Pasquale Calasso viene dimissionato in quanto non ha più i numeri che lo supportano all’interno della nuova maggioranza che vede sempre Aldo Maggi sindaco. Anzi, Calasso apre in Piazza San Giovanni una sede del PD: ha breve vita. In meno di un mese la chiude, abbandona Aldo Maggi e da ex fido torna battitore libero.

Intanto IAIA, a meno di due anni dalle elezioni comunali, comincia a caricare sul suo carro vecchie scope di spogliatoio: l’ex sindaco Fasano Milizia, l’ex fido di Aldo Maggi che fa di nome Pasquale Calasso, il radical chic ed ex sindaco Corrado Agusto con al fianco l’ex PD Salvatore De Felice.

Nelle uscite ufficiali sono sempre al suo fianco. Da qui parte il progetto “Patto per Sava” con Dario IAIA alfiere che, nelle intenzioni, doveva svecchiare un modo vecchio di fare politica accomunando le diverse esperienze politiche e metterle in un unico contenitore.

Aldo Maggi, con noia, porta a compimento la legislatura e dichiara da subito che non si candiderà a sindaco. I 5 anni passati non hanno lasciato un bel segno nel paese: troppi litigi, troppe incomprensioni, troppi muri contro muri all’interno della maggioranza ma viene lasciato un tesoretto di non piccola entità, in quanto a progetti approvati e finanziati, che ne beneficerà chi verrà dopo di lui.

Si prepara la campagna elettorale e di seguito le liste elettorali del cartello del fantomatico “Patto per Sava”, con il suo motto “Trasparenza e legalità”, e all’interno delle liste che supportano questo cartello chi troviamo? Il ritorno del figliol prodigo che fa di nome Giuseppe Saracino, cresciuto sotto la gonnella di IAIA ma lo abbandona nel momento in cui Luigi Lomartire fonda a Sava “Io sud” con alcuni transfughi della maggioranza e da qui, Lomartire, dà fiato all’amministrazione Maggi fino alla scadenza naturale della legislatura e Saracino è parte attiva del progetto savese di Adriana Poli Bortone.

Al primo risultato della tornata elettorale della primavera del 2012 Dario IAIA risulta primo ma senza la maggioranza del 50,1%. Al ballottaggio, non c’è storia: Bellocchi, candidato di quel che resta della passata amministrazione, ottiene un magrissimo 31%.

E così lu franchiddesi è sindaco di Sava e con il suo 69% sale le scale della nostra Casa comunale. 

Giovanni Caforio

CONTINUA …

 

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