SAVA. Ma Dario IAIA perde più tempo sui social anzi che interessarsi ai problemi del paese?

Ovvero, quando stare zitti ed essere operativi è la migliore delle cose

Che IAIA sia amante dei social è un tutto dire. Senz’altro vive, o ama così tanto, di like che i suoi afecionados mettono precipitosamente sulla sua pagina facebook e molto probabilmente raggiunge un estasi quando i “mi piace” superano le due cifre.

Ma succede che non tutti non sono d’accordo. E quindi? Bannato. Nella migliore delle ipotesi. E nella peggiore? Ecco pronta la querela, goffa, di procurato allarme che è un tutto dire. L’immagine che IAIA dà di se su facebook è supportata da un entourage quotidiano, a mò di clan, e che somiglia così tanto a quei cagnolini che scondinzolano quando vedono l’arrivo del loro padrone, pronto a dargli il biscottino per tenerli buoni e affezionati.

E nell’elenco di questi si sta eccitando oltre misura, ultimamente, Giuseppe Saracino, assessore ai Lavori pubblici, degno fido di IAIA. Colui che fa aggiustare una fontana pubblica un giorno e il giorno seguente la fontana non funziona più. Per non parlare poi delle riparazioni stradali extraurbane che, sulla carta risultano fatte ma, alla verifica del nostro giornale, quasi nulla di tutto ciò che è scritto corrisponde a verità. E Saracino su questo è il responsabile numero uno.

Ma andiamo all’ultimo post di Dario IAIA su facebook datato l’altro giorno. Che dice? Testuali parole: “La gara di alcuni esponenti politici su chi la spara più grossa in tema di revoca (legittima per carità) delle concessioni pubbliche ad Autostrade per l’Italia è semplicemente vergognosa”. Faccia capire IAIA una cosa: se si chiede la revoca delle concessioni e lui dice che “è legittima per carità”, dove sta il problema in questi giorni? Ma forse per IAIA è solo il gusto di parlare. Già. Lì è bravo. Pare che non ha molti concorrenti che lo possono battere.

Ma noi leggiamo bene ancora, nonostante le lenti ci supportano alla grande. Ma arriviamo alla frase clamorosa che sa di beffa e che offende l’intelligenza delle persone: “Ci si preoccupa più di fare scena che non di riflettere ed approfondire le questioni per cercare di risolverne qualcuna”. Fantastico questo passaggio. Dica IAIA, in questi sette anni di suo monopolio, che cosa ha risolto per il paese? Ne dica una, una sola pur che non sappia di normale amministrazione pompata alle stelle.

Avere i numeri per amministrare è un conto, essere capaci di farlo è un altro conto.

C’è un detto savese che dice “lu ciucciu chiama curnutu lu mboi” e in molti casi prima di scrivere conviene riflettere.

La frase tanto decantata da IAIA, e cioè “ci si preoccupa più di fare scena che non di riflettere ed approfondire le questioni per cercare di risolverne qualcuna”, gliela giriamo direttamente a lui.

Gli si addice. La merita. Alla grande. E’ un campione su questo.

Campione non sappiamo ancora di cosa …

Giovanni Caforio

 

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