Martina Franca. CONSIGLIO GENERALE DELLA CISL TARANTO BRINDISI

Si è tenuto il Consiglio Generale della CISL Taranto Brindisi ieri, martedì 17 aprile 2018, presso  Villa Rosa (tel. 080 483 8004), Via Taranto n. 70 

I lavori sono stati avviati dalla relazione sul tema “Innovazione e sinergia: i potenti strumenti per le opportunità di sviluppo” del Segretario generale Antonio Castellucci.

Sintesi relazione Castellucci:

La fase complessa e delicata che sta attraversando il Paese, sui versanti politico e istituzionale, viene seguita con grande attenzione anche dalla nostra Confederazione a tutti i livelli. Per quanto riguarda le nostre  aree territoriali di Taranto e di Brindisi, riteniamo necessario non interrompere il percorso di programmazione, se pur ancora parziale,  iniziato negli ultimi anni con i distinti Governi, poiché ha prodotto risultati significativi con l’avvio di progettualità finalizzate alla salvaguardia dei sistemi industriali esistenti, all’attualizzazione delle diversificate potenzialità del nostro sistema produttivo ed ai protocolli di legalità.

Il sistema Taranto presenta fronti vertenziali aperti, di valenza nazionale e regionale (Ilva, Portualità, completamento Cis – Contratto Istituzionale Sviluppo – nuovo Ospedale San Cataldo, bonifiche, Arsenale, città vecchia, politiche sanitarie, polo museale, industria del mare, Zes, Patto per Taranto, Leonardo, infrastrutture, …). Per il sistema Brindisi il confronto avviato da diversi mesi, anche in questo caso di valenza nazionale e regionale, necessita di sviluppi (Insediamento definitivo del Tavolo interistituzionale, politiche sanitarie, bonifiche, ciclo dei rifiuti, Zes, Portualità, cantieri navali, Santa Teresa (partecipata), sostenibilità ambientale, energetica, chimica, logistica, Leonardo, infrastrutture…); su tale vertenza è in corso, a sostegno della mobilitazione unitaria, anche una raccolta di firme di cittadini.

Qualunque sia la composizione del nuovo Governo e per gli effetti che esso avrà sulle due province, continueremo ad operare ed a mobilitarci negli esclusivi interessi generali di donne, uomini, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e immigrati, per lo sviluppo ed il progresso delle nostre comunità.  Lo faremo in uno scenario indubbiamente per nulla semplice, come è il Mezzogiorno.

La politica di coesione non può solo declinarsi attraverso incentivi fiscali, contratti di sviluppo, investimenti pubblici, pur importanti ma deve essere accompagnata da politiche territorialmente differenziate nel Mezzogiorno, in grado anche di riequilibrare la qualità di alcuni beni pubblici essenziali che per essere efficaci devono mettere in equilibrio anche gli investimenti in infrastrutture con una riorganizzazione della spesa corrente. L’accordo tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL ha come scopo proprio, la valorizzazione del lavoro e delle retribuzioni ed è, nella sua ispirazione, un progetto di sviluppo per il sistema Paese, facendo di relazioni industriali partecipative e stabili condizione per un significativo aumento della competitività, della produttività e dei salari. Al contempo, analogo importante Protocollo d’intesa per lo sviluppo, l’occupazione e la competitività del sistema economico pugliese è stato sottoscritto da Confindustria Puglia e CGIL CISL UIL regionali, finalizzato all’avvio per un confronto permanente e di un’analisi attenta per nuove proposte strategiche di politica industriale regionale.

Più lavoro esiste, più esso è regolare e continuativo, più è retribuito equamente, più è tutelato e svolto in sicurezza più ampia ed equilibrata è la distribuzione dei redditi e delle protezioni sociali e più il nostro Paese potrà recuperare il gap economico e sociale che oggi lo distanzia dai partner europei. Le Zes in Puglia sono strumenti orientati a rafforzare la capacità dei porti e del settore logistico di intercettare il crescente traffico del Mediterraneo, favorendo l’insediamento di imprese in grado di attivare, a partire dalla logistica, processi di sviluppo molto importanti anche per le imprese locali, dove i due nostri capoluoghi e territori potrebbero avere un vantaggio straordinario.

E’ necessario un concreto potenziamento della rete ferroviaria ed infrastrutturale interna all’intera area ionico-adriatica, di nostra competenza, qualora già realizzato, avrebbe consentito, per le importanti potenzialità possedute di fare rete  anche per la presenza di due Porti e Aeroporti, a Brindisi e a Taranto, pur con vocazioni differenti.

Continuiamo ad essere tagliati fuori dai collegamenti con la Città Metropolitana di Bari, con le altre Regioni del Mezzogiorno, con il Centro e il Nord del Paese e con i grandi corridoi ferroviari europei. La Rete aeroportuale pugliese, la prima in Italia, costituita dagli aeroporti di Bari, di Brindisi, di Foggia e di Taranto-Grottaglie è un riconoscimento di grande importanza per gli aeroporti pugliesi, peraltro già operanti in un contesto di  sistema regionale di specializzazione.

Quanto al Patto per la Puglia sottoscritto il 10 settembre 2016 tra il Governo nazionale e la Regione, rispetto ad una dotazione complessiva di 5,7 miliardi, di cui però non sia ha più notizia, ci risulta che una parte dei lavori sia stata avviata, il resto ancora non parte. Vi è necessità che siano aperti cantieri e avviati tutti quei finanziamenti che porterebbero nuova occupazione; la Regione Puglia tace.  Siamo convinti che la migliore risposta per favorire la ripresa del Mezzogiorno e la crescita delle imprese, sia data dalla capacità di spendere tutte le risorse ordinarie e straordinarie disponibili.

La sinergia tra pubblico e privato è parola chiave quando i territori scommettono sul proprio futuro, attraverso le loro vocazioni e le loro potenzialità, scegliendo di guardare oltre ai propri confini geografici, ovvero all’intera regione e al resto del Paese, così come sta avvenendo nel settore agricolo. Condividiamo l’idea che per la Puglia, che ha nell’agricoltura la colonna portante della sua economia, salire sul treno Agricoltura 4.0 non sia solo una scelta ma soprattutto sia una necessità. Le politiche sociali costituiscono nostro impegno costante anche se fortemente condizionato dall’andamento dei rapporti con i principali interlocutori, a partire dalla Regione Puglia, sia per quanto riguarda la Sanità che per i Servizi Sociali.

Sintesi intervento Daniela Fumarola –  Segretario generale CISL Puglia

Elezioni RSU nel pubblico Impiego: la Cisl ha svolto un lavoro straordinario, non facile, che oggi è esigibile da lavoratrici e lavoratori di questo comparto. Sindacato Cisl 100% non è solo uno slogan ma è un vero e proprio manifesto per il raggiungimento del bene comune e della giustizia sociale. Non sappiamo che tipo di Governo ci aspetta ma abbiamo già indicato con chiarezza le nostre parole d’ordine.

Per quanto riguarda la Regione Puglia vorremmo una vera interlocuzione su quelli che consideriamo driver di sviluppo – Agricoltura, Turismo, ecc. – come pure sul Piano di riordino ospedaliero, ovvero sulle ricadute nei territori, alcuni dei quali particolarmente penalizzati. La Scuola è il luogo principe del futuro. Positivo il piano di messa in sicurezza triennale degli istituti scolastici. Cisl, si rafforza sempre più nel territorio, come sindacato di prossimità.

Sintesi intervento Ignazio Ganga – Segretario confederale nazionale CISL

La Cisl è pronta a confrontasi con il Governo che verrà, guardando non ai colori ma agli interessi dei propri iscritti. Il nostro concetto di partecipazione è tenere insieme gli interessi di tutti. Il valore del lavoro e della produzione deve recuperare centralità nel dibattito del Paese e diventare presidio di legalità e valorizzazione delle persone. Umanesimo del lavoro. In uno scenario dove si confrontano robotizzazione e lavoro dell’uomo, bisogna mettere in equilibrio il tema dei diritti.

Il 4 marzo è successa una rivoluzione, rispetto ai primi 70 anni di storia del nostro Paese e dell’Europa. Nelle disuguaglianze si può contrattare ma nella povertà vince chi si sa organizzare. Il popolo italiano – dopo gli Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna – non può essere lasciato alla mercé del populismo. La storia del nazionalsocialismo deve ricordarci che i poveri facevano il tifo per la persona forte. Occorre oggi rinsaldare i sentimenti della giustizia sociale.

Vivere questo momento come opportunità per confermare i nostri valori perché noi continuiamo ad essere fortemente radicati nel territorio. Nell’attuale momento di forte crisi la Cisl intende dare motivi di speranza, rappresentando i valori del lavoro, della produzione, del welfare. Rimettere al centro il capitale umano, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati. Cambiare le regole contrattuali, rivedere il sistema fiscale e le regole della Legge Fornero, rafforzare il lavoro stabile, rafforzare le politiche giovanili, investire nell’istruzione, rilanciare le politiche per il Mezzogiorno: sono alcuni degli obiettivi prioritari che il Gruppo dirigente della Cisl intende perseguire in quanto frutto del proprio mandato congressuale.

 

Lascia un commento