Maruggio. LA “EX TONNARA DI TORRE OVO” E IL PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA ALBERGHIERA A 4 STELLE E … I VINCOLI DA SUPERARE

Tramontato l’ambizioso progetto intercomunale a tutela della fascia costiera ora spunta la costruzione di un albergo

Dopo l’ambizioso progetto del comune di Maruggio targato 2014 per un importo preventivato sui 4 milioni di euro, avente come obiettivo la rigenerazione territoriale e sostenibilità ambientale con valorizzazione delle differenze e specificità locali, riqualificazione dei paesaggi costieri e siti di importanza archeologica di Maruggio Torricella, ivi compresa la Tonnara dove oggi qualcuno vorrebbe costruirvi invece un ALBERGO a 4 stelle.

Infatti, tramontato il progetto intercomunale, tra l’altro molto importante, ci troviamo di fronte attualmente a un progetto presentato dalla società “Vacanze Salute Srl di Manduria” di cui riporto uno stralcio.

“In aderenza sul lato lungo della struttura esistente dovrebbe essere realizzato un ampliamento destinato ad ospitare gli spazi funzionali alla RICONVERSIONE DI UN ALBERGO: cucina, dispensa, spogliatoi per il personale, servizi igienici, locale deposito/servizio al piano. Nel corpo più antico saranno invece ricavate la “reception”, gli spazi per il soggiorno e la colazione, attrezzati con un piccolo bar, e n. 8 camere doppie, di cui 5 junior suite e 3 suite, destinate al ricevimento degli ospiti.

Le camere avranno tutte accesso indipendente dall’esterno, o sul lato “fronte mare” o su quello opposto; alcune di esse saranno anche dotate di una piccola area esterna privata indipendente, ricavata attraverso la realizzazione di basse recinzioni in tufo utili a definire gli ingressi e gli spazi di pertinenza.

A completamento della struttura saranno infine realizzate 2 freschiere, di superficie complessiva inferiore ai 300 mq., consentiti dal vigente regolamento Comunale, utili e necessari all’ombreggiamento di tutte le camere prospicienti il fronte mare.

Una seconda freschiera più piccola, consentirà il soggiorno in un’area esterna, comunque ombreggiata, per la colazione degli avventori, nella parte retrostante dell’edificio. Il vano isolato, sarà ampliato anch’esso del 20%, per ricavare un servizio igienico, connesso alla camera, e sarà destinato ad ospitare una “ulteriore junior suite” connessa alla struttura ricettiva principale.

L’edificio ospiterà in totale 9 camere così individuate e classificate:6 junior suite a 2 letti; 3 suite a 2 letti per un totale di 18 posti letto. E’ prevista inoltre, la realizzazione di n. 3 vani tecnici dislocati nell’area esterna destinati ad ospitare i macchinari impiantistici: due in prossimità dei manufatti, uno in prossimità dell’area destinata a parcheggio.

A questo punto però, affinchè il progetto in questione possa essere autorizzato, ci sono dei vincoli da superare riguardanti l’area che ricade nelle disposizioni dell’art. 136 del codice dei beni culturali e del paesaggio che non consente l’ampliamento; – ricade nei beni paesaggistici “Territori costieri” art. 45 “Norme tecniche di attuazione PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale) che non consente l’ampliamento;

– ricade in area Sic (Sito di interesse comunitario) “Dune di Campomarino”. Si tiene inoltre conto che il dispositivo dell’art. 136 Codice dei beni culturali e del paesaggio (Parte terza- beni paesaggistici … titolo uno – tutela e valorizzazione, capo secondo, individuazione dei beni paesaggistici:

a) sono soggetti alle disposizioni…“le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica, ivi compresi gli alberi monumentali;

b) i Complessi di dose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico tradizionale, inclusi i centri ed i nuclei storici;

c) le bellezze panoramiche…e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, da quale si goda lo spettacolo di quelle bellezze. Oltre a tutta una serie di altre prescrizioni di cui all’art 146 relativo all’autorizzazione; art. 45 riguardante la “Prescrizione per i territorio costieri” per cui viene impedita qualsiasi realizzazione di opere edilizie.

Per dovizia di cronaca mi preme sottolineare che, stando a quanto emerso da una mia ricerca, la “Tonnara di Torre Ovo” venne istituita la prima volta nell’immediato dopoguerra (1945 -48) e successivamente riattivata nel 1960 -1961 fino al 1966. e che a seguito di svariati sopralluoghi da parte dei tecnici della Soprintendenza, nell’area sono state riconosciute tracce evidenti di un insediamento costiero, dotato di uno stabilimento per la lavorazione del pesce, databile tra la metà del I° sec. a.C. e il I° sec. d.C., consistenti in setti murari, vasche, vasche pavimentate in “pseudospicatum”, numerose vasche a pianta lobata presenti sul banco roccioso.

Esiste anche una particolare concentrazione di frammenti ceramici.

Mimmo Carrieri

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