TARANTO. Galeso, Legambiente lancia l’allarme. “Doveva essere un parco, sta diventando una discarica a cielo aperto”

“Fermiamo degrado e illegalità, salvaguardiamo tutta l’area del fiume”

Un nutrito gruppo di soci di Legambiente e di cittadini di Taranto ha effettuato nei giorni scorsi una ricognizione dello stato dell’area del fiume Galeso, sia nella parte relativa alle sorgenti che in quella della foce.  Si tratta di un luogo di grande bellezza, oggetto negli anni passati di interventi e finanziamenti pubblici volti alla creazione di un parco, il Parco Letterario del Fiume Galeso, con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare  l’unico corso d’acqua che sfocia nel primo seno del Mar Piccolo, celebrato – tra gli altri –  da Virgilio e da Orazio, e di un C.E.A. un Centro di Educazione Ambientale.

Il fascino che ancora promana da questi luoghi, dalla vegetazione che occupa le sponde del fiume alla visione del Mar Piccolo da una prospettiva diversa a quella cui si è abituati, è attualmente compromesso dalla presenza di cumuli di rifiuti che deturpano l’area, dalla sorgente alla foce, senza soluzione di continuità: una devastazione fatta  di materiali edili, calcinacci, sanitari, mobili, elettrodomestici, persino resti di barche e gommoni, e poi bottiglie di birra, vaschette di polistirolo, plastica.

Una discarica abusiva a cielo aperto  che   costituisce una parte rilevante e aberrante del paesaggio e in cui spicca la presenza di rifiuti pericolosi, costituiti da manufatti in eternit, e di RAAE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con il loro possibile carico di sostanze nocive per l’ambiente e la salute,  come i metalli pesanti  che rappresentano un potenziale pericolo ambientale, che Legambiente Taranto ha immediatamente  segnalato al Comando della Polizia Municipale e di cui ha richiesto la rimozione immediata.

Legambiente ritiene che non sia possibile assistere rassegnati  al perpetuarsi indisturbato di uno scempio che, gradatamente, rischia di rendere alieno alla collettività uno dei luoghi simbolo della nostra città, una delle “Delizie Tarantine” citate da Tommaso Niccolò d’Aquino. Per questo chiediamo alla Amministrazione Comunale di Taranto  un intervento straordinario di radicale pulizia dell’intera area, per asportare tutti i cumuli di rifiuti che ne distruggono la bellezza e restituirla alla piena fruibilità da parte dei tarantini che, specie se si fa riferimento ai più giovani, ne ignorano spesso persino l’esistenza.

Crediamo non sia accettabile che questa parte del territorio comunale sia una sorta di zona franca ove condotte illecite finiscono per essere considerate “normali” e, quindi, di fatto  tollerate  e che vada prevista l’adozione di sistemi di sorveglianza che costituiscano un serio disincentivo al suo utilizzo illegale a partire dal suo uso quale discarica di rifiuti da parte di incivili e di ecocriminali.

Per Legambiente è incredibile  che, a distanza di oltre vent’anni, intuizioni come il Centro di Educazione Ambientale e il Parco Letterario del Galeso restino  nel novero delle opere eternamente incompiute e perciò incapaci di assicurare il recupero e la salvaguardia di questo pezzo di territorio.

Se a questo aggiungiamo l’inquinamento delle acque alla foce, confermato la scorsa  estate dai tecnici della Goletta Verde di Legambiente, la misura appare davvero colma: è tempo che tutti gli enti e i soggetti interessati, dal Comune alla Provincia, dalla Regione al Commissario straordinario per le bonifiche, assumano la rinascita del Galeso e del territorio che lo circonda come una priorità della propria azione portando a termine i progetti esistenti ed assicurandone, anche attraverso l’istituzione di un’area protetta, il futuro.

 

 

 

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