ITALIA DELLE SLOT, SAPAR: “I DATI DI SAVA SONO FUORVIANTI”

Dalla  SAPAR PUGLIA, riceviamo e volentieri pubblichiamo

In riferimento all’articolo pubblicato in data 11.01.2018 sul giornale online vivavoceweb.com dal titolo “Sava New Slot. Un dato allarmante. Nel 2016 sono stati giocati 7 milioni e 190mila euro” a firma del direttore responsabile Giovanni Caforio si chiarisce quanto segue chiedendone opportuna rettifica secondo i termini previsti dalla legge:

L’articolo riporta dati pubblicati nelle settimane scorse sul sito “Italia delle Slot” del Gruppo Editoriale GEDI la cui dubbia provenienza e le modalità con cui questi sono stati ricavati, non considera il dato significativo delle vincite, rendendo l’informazione parziale, distorcendone la realtà dei fatti. Ciò è ampiamente dimostrato dai dati ufficiali pubblicati il 4 gennaio u.s. dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato (AAMS). La Sapar, in riferimento ai dati pubblicati dal Gruppo GEDI l’Espresso ha chiesto in che modo sia stato estrapolato il dato unico riferito ai Comuni italiani, senza avere ad oggi alcun riscontro.

Al fine di sgomberare il campo da interpretazioni erronee, preme sottolineare che le somme spese per slot e vlt non possono rientrare nel campo del “gioco d’azzardo” bensì del “gioco lecito” quando gestito da aziende autorizzate che hanno personale alle proprie dipendenze, sono giuridicamente riconosciute e contribuiscono al gettito fiscale.

Nel Comune di Sava nel 2016 la somma spesa, contrariamente a quanto riportato dall’autore dell’articolo indotto in errore da fonti non ufficiali, è stata pari a 2.115.602,59 euro (dato AAMS). Una cifra molto meno suggestiva del dato indicato in modo fuorviante.

“Non sfugge – come dichiara il presidente Sapar Puglia Domenico Distante – un’altra “fake news” che quantifica la spesa annua pro-capite dei cittadini di Sava pari a 446 euro. Considerando il dato omesso delle vincite la spesa pro-capite si ridimensiona a 131,00 € annui e dunque a 36 centesimi al giorno”. Altro errore macroscopico è il reddito pro-capite che nel 2016 è stato pari a 12.760,00 euro per abitante”.

“Nel quadro a tinte fosche che s’intende tratteggiare – spiega Distante – non vi è alcuna menzione delle attività obbligatorie di formazione e di aggiornamento imposte dalla legge regionale riservate a gestori e agli esercenti pugliesi sulla ludopatia, obbligati a curare con scrupolo la presenza nelle sale e negli esercizi pubblici di ogni informativa sul gioco e i rischi del gioco patologico”.

“Siamo convinti – sottolinea il presidente della delegazione Sapar Puglia – che il giocatore debba essere tutelato. Così come siamo convinti che colpire il gioco legale significa aprire spazi alla criminalità organizzata che opera in violazione della legge. Si pensi ai siti da gioco online illegali che agiscono senza limitazione alcuna e senza generare posti di lavoro.

Vorremmo chiarire ancora una volta che stabilire delle distanze dai luoghi sensibili non risolve il vero problema poiché il gioco on line può essere praticato con un semplice smartphone anche dai minori in qualunque luogo e orario senza alcuna limitazione o impedimento.

Dove manca un luogo fisico nel quale esercitare il gioco secondo le regole stabilite dalla legge, si alimenta l’illegalità senza generare alcun beneficio per il tessuto economico del territorio”.

 

 

 

 

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