TARANTO. “Il liceo Battaglini tra i 100 Istituti ammessi alla sperimentazione”

Lì Pignatelli fu bullizzato da compagni/e e deriso dai/dalle docenti. Negli ultimi anni chi lavora e studia tra quei banchi è divenuto/a più sensibile?

Sulla pagina facebook dell’attore e poeta Luigi Pignatelli, attivista LGBTIQ+ e femminista, facente parte di numerose associazioni nazionali e internazionali (tra cui Arcigay, Amnesty International, Non Una Di Meno), leggiamo:

«Il liceo dei miei anni peggiori, il liceo che mi ha fatto capire cosa significhi la parola inferno, il liceo i/le cui docenti mi deridevano (“Non parla mai.” “Cosa scrive?” “Asociale!” “La sua non è arte. Crea solo fesserie!”) e che ora mi colmano di complimenti ogni volta che mi incontrano, il liceo in cui mai ho più messo piede il prossimo anno sperimenterà, assieme ad altri 99 istituti sparsi per l’Italia, il percorso di quattro anni. No comment. #Battaglini #Taranto»

Il liceo dei miei anni peggiori, il liceo che mi ha fatto capire cosa significhi la parola inferno, il liceo i/le cui…

Pubblicato da Luigi Pignatelli su Venerdì 29 dicembre 2017

Il presidente del presidio Arcigay nella provincia di Taranto fa riferimento alla notizia secondo la quale il Liceo Scientifico Battaglini è tra i cento istituti superiori ammessi alla sperimentazione che dal prossimo anno scolastico (il 2018/2019) permette di avviare una classe prima che terminerà il suo ciclo di studi dopo quattro anni e non cinque, come avviene adesso per tutti gli indirizzi dell’istruzione superiore nazionale.

Non è intenzione dell’artista e militante mettere in discussione l’attuale modus operandi di dirigenza, docenti e personale ATA, bensì denunciare un passato di bullismo che, pur tra mille sofferenze, lo ha reso la persona che è oggi.

«Ammetto di non aver avuto la possibilità di tornare tra le mura di quell’edificio, ma le notizie che mi giungono dagli/dalle/da* allievi/e/* in merito all’educazione alle differenze e all’affettività non sono confortanti: pare non se ne faccia cenno e che ogni tentativo di condivisione di testimonianze e riflessioni venga messo a tacere. È nostro dovere verificare che ogni luogo del sapere sia abitato da persone in grado di valorizzare le sensibilità di ciascuno/a/* e di contrastare e prevenire fenomeni di bullismo, cyber bullismo, sessismo, omobitransfobia e xenofobia. L’abbattimento di un anno, l’accorpamento di programmi e attività ci preoccupa non poco, perché temiamo che gli/le/* studenti/esse/* possano pagare un prezzo salatissimo, affastellando nella cassetta degli attrezzi ferite e traumi molto più pesanti delle nozioni tradizionali.»

Durante gli anni del liceo, oltre a fenomeni di omofobia, Pignatelli assisteva anche a episodi di sessismo e a non troppo velati inviti alle mercificazione del corpo femminile. Da recenti dichiarazioni condivise sui social, apprendiamo che: «Il nostro prof di Matematica e Fisica era ed è sensibile al fascino femminile. Le mie compagne di classe si vestivano a festa ogni volta che dovevano presentarsi all’interrogazione.» […] «Siamo fatti/e/* di carne. E comunque era ed è bravo nelle sue materie.» «Ricordo i discorsi delle compagne in merito al look da adottare. Ad onore del vero studiavano sodo le ragazze (le stesse indefinibili anime che parlavano di me come “caso umano” durante le assemblee di classe), ma erano attente anche all’asso nella manica: una o più curve ben evidenziate.» «Io ero molto diverso da come sono oggi. Ero insicuro, non facevo il primo passo, durante il cambio dell’ora scrivevo, studiavo o leggevo altri libri, scambiavo qualche parola solo con gli unici due docenti che mi ispiravano fiducia (e che poi l’hanno tradita). In classe venivo emarginato, nei corridoio venivo deriso.»

Denunciare dopo molti anni sembrerebbe inutile, se non fosse chiaro che qui non si cerca un capro espiatorio (la gran parte dei/delle offenders, nel corso degli anni, ha avuto modo di chiarirsi con il diretto interessato).

E sempre alla propria pagina facebook Pignatelli affida l’eco della sua speranza: «Una sola cosa chiedo: nessuno/a/* patisca, durante i cinque o quattro anni, le medesime pene che ho patito io. Che le differenze siano valorizzate e non messe a tacere, avvelenate, maledette!»

Hermes Academy Onlus e Strambopoli – Presidio Arcigay nella provincia di Taranto, che ancora aspettano notizie dall’I.C. XXV Luglio (all’interno del quale parrebbe sopravvivere la limitante e discriminante divisione per genere del mondo dei giochi http://hermesacademy.blogspot.it/2017/12/tu-non-puoi-giocarci-perche-sono-giochi.html), possono, devono e vogliono incrementare il lavoro di sensibilizzazione, informazione e formazione all’interno di istituti di ogni ordine e grado dell’intera provincia, finalizzato alla lotta contro ogni forma di discriminazione e alla diffusione della cultura delle differenze e dell’educazione all’affettività.

«Differenze e affettività: sia questa una materia obbligatoria nei quattro anni della sperimentazione al Liceo Battaglini di Taranto. Sin da ora offriamo il nostro tempo, la nostra professionalità e il nostro know how, anche a titolo gratuito.» Conclude Pignatelli.

 

 

 

 

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