Difendersi dalla gogna costa caro ai Carabinieri del caso Cucchi. Avviata una raccolta fondi a loro favore

Nota stampa di Celestino D’Angeli, Presidente dell’Associazione Nuova Difesa

“Mai più innocenti in divisa condannati”. Non a caso questo è il motto dell’Associazione Nuova Difesa, nata per tutelare appartenenti alle Forze Armate e Forze dell’Ordine in difficoltà o implicati in procedimenti penali che li vedono accusati ingiustamente.

Dopo la raccolta fondi avviata per sostenere le spese legali dei Carabinieri indagati in Lunigiana, Nuova Difesa apre le porte anche ai Carabinieri del Caso Cucchi associati, messi alla gogna ancora prima di un rinvio a giudizio e tacciati come assassini, senza alcuna sentenza di condanna.

«Un processo ambiguo sin dall’inizio che ha visto alla forca prima gli innocenti della penitenziaria, ora i Carabinieri – commenta Celestino D’Angeli, Presidente dell’Associazione Nuova Difesa – i Carabinieri hanno diritto ad un giusto processo e la gogna a cui sono stati ingiustamente sottoposti è costata loro molto cara. Per questo motivo abbiamo deciso di sostenerli attivando un fondo che possa in un qualche modo alleggerire le ingenti spese legali. Noi – conclude – confidiamo nella Magistratura e speriamo che nel corso di questo ennesimo processo, che costa bei soldini allo Stato, sia messa una volta per tutte la parola fine a questa vergognosa caccia alle streghe».

Una gogna mediatica costata cara ai militari, tra consulenze, perizie e spese legali.

«Come associazione, a differenza di altre che su questi casi hanno avviato un vero e proprio business, possiamo provare ad aiutarli a far fronte a queste spese, destinando le somme raccolte non ai singoli, bensì ai loro legali. – dichiara la vice presidente Patrizia Massimini – Quello che non possiamo restituire loro purtroppo, è la dignità lesa e l’onorabilità tipica di un carabiniere che ha sempre svolto il suo lavoro con la massima dedizione. Quella no, non possiamo restituirgliela, ma può farlo il tempo, insieme alla fiducia e alla stima delle migliaia di cittadini che, ogni giorno, contattano noi e contattano loro per esprimere vicinanza e solidarietà».

Perché se in questa storia c’è una vera vittima, quella è la verità. 

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CAUSALE: PRO CARABINIERI CASO CUCCHI

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