TORINO. Sesta edizione di “Una Mole di Panettoni”. Taranto al primo posto in Italia

Non è uno scherzo, ma è il “dolce” traguardo raggiunto dalla pasticceria La Gioia (sita in Via Lago d’Arvo al civico 9, a Taranto)

“Una Mole di Panettoni”, è l’appuntamento più atteso da chi apprezza le dolci bontà natalizie dei pasticceri artigiani di tutta Italia, che si è svolta a Torino, sabato 2 e domenica 3 dicembre all’Hotel Principi di Piemonte. E in tempo di classifiche sulla qualità della vita che spesso relegano la città dei Due Mari, a volte ingiustamente, agli ultimi posti, il primo posto della pasticceria La Gioia è davvero una ‘lieta novella’.

“Una Mole di Panettoni” non è una semplice vetrina di lievitati in vendita a prezzo speciale, ma un’articolata due giorni che comprende incontri con i pasticceri con degustazioni abbinate a vini e altre specialità della tradizione dolciaria delle varie regioni. Un percorso che ha come obiettivo quello di valorizzare l’arte della pasticceria e celebrare la ‘riscossa’ del panettone, il dolce che più di tutti sta conquistando l’estero.

L’evento torinese, organizzato dall’agenzia Eventi Dettagli, richiama infatti realtà di grande pregio da tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia, proponendo ricette tradizionali ed altrettante novità che sono state presentate in anteprima nel capoluogo piemontese, in quello che è ormai il più affermato appuntamento del Nord Ovest dedicato al dolce natalizio. L’evento ha riunito capolavori d’arte bianca creati da pasticceri, laboratori e aziende di eccellenza che hanno come obiettivo comune l’utilizzo di ingredienti di alta qualità.

Del resto, oramai i panettoni artigianali italiani sono ricercatissimi anche all’estero, se si considera l’incremento nelle esportazioni, che lo scorso anno, sono ammontate ad oltre 60 milioni di euro, con un trend in crescita che sfiora le due cifre percentuali. Piacciono particolarmente in Francia, alla Germania al Regno Unito, ma anche all’Arabia Saudita, agli Emirati Arabi, al Kazakistan, alla Cina.

In più, all’interno di questa due giorni, si è svolto il concorso che ha premiato il migliore panettone nelle versioni milanese (quello tradizionale ‘alto’), creativo (con ricotta alla mandorla, mela e cannella), salato (con pecorino romano, origano di Pantelleria e pomodorino secco) e tradizionale “Torino”. Ed è proprio in quest’ultima categoria che la pasticceria tarantina La Gioa, grazie al Mastro Pasticciere Alessandro Spagnoletti (accompagnato da Andreina La Gioia), ha conquistato il primo premio.

Un panettone cotto in uno stampo basso, con glassa alla nocciole, dove la percezione zuccherina è stata leggermente abbassata per esaltare al meglio gli aromi di arancia e limone, con l’aggiunta di vaniglia naturale in bacche, ai canditi e all’uvetta bagnata nel rhum. Il tutto realizzato attraverso una lievitazione più lunga di circa 70 ore, vista la più bassa presenza di zuccheri.

Un successo importante per una delle più antiche pasticcerie tarantine, nata nel lontano 1965, che si è affacciata ai concorsi nazionali soltanto nella scorsa primavera, partecipando a Pasqua alla prima edizione, sempre a Torino, di una “Mole in Primavera – Colombe d’Italia e Cioccolato Piemontese”.

Un’attività artigianale a conduzione familiare, oggi guidata dall’amministratore e pasticciere Cosimo La Gioia, attraverso grande impegno ed importanti sacrifici ed investimenti economici. “Questo premio ci ha regalato grande gioia e soddisfazione e ci ripaga dei tanti sacrifici, anche economici, di tanti anni di lavoro e passione nella nostra attivitàaffermano i tre fratelli Cosimo, Adelaide ed Andreina La Gioia -. Questo però per noi adesso diventa un punto di partenza, per fare sempre meglio: parteciperemo ad altri concorsi per far conoscere i nostri dolci in tutta Italia ed anche all’estero”.

Un premio anche per chi ha deciso di dedicare la sua vita ad un mestiere dove la costanza, la pazienza e la passione sono ingredienti fondamentali.

Che ha ancora più valenza per chi ha deciso di restare a Taranto, al Sud, dando il suo contributo alla rinascita di un territorio troppo spesso martoriato e mal dipinto dai media locali e nazionali e dai suoi cittadini.

“Questo premio vuol essere anche un riscatto, una notizia positiva per la nostra bellissima città, per la Provincia e perchè no, anche per la Puglia. Uno stimolo in più per tutti noi a fare sempre meglio”.

 

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