TORRICELLA. Due abusi edilizi. Due misure differenti. Sulla graticola il Comandante di Polizia municipale e il Dirigente dell’Utc

Una incredibile storia che nasconde, non molto tra l’altro, l’ipotetico favoritismo verso una parente stretta di un magistrato locale

I fatti: costa nel feudo del Comune di Torricella. Due sorelle, di cui riportiamo le sole iniziali, L.P. e L.A. non hanno affatto un rapporto idilliaco, entrambe nude proprietarie di beni immobili di cui il padre conserva l’usufrutto, e da qui partono le denunce per abuso edilizio della prima contro la sorella.

A questa azione, della prima, la seconda fa partire anche lei la denuncia per abuso edilizio verso la sorella al Comando di Polizia municipale locale. Si mette in moto il Comando di pm torricellese e nel sopraluogo viene constatato l’effettivo abuso edilizio di entrambe le sorelle. A questo punto veniva avviato per entrambe il procedimento amministrativo da parte del preposto Ufficio Tecnico comunale mediante la notifica dell’ordinanza di sospensione dei lavori seguita da quella di demolizione delle opere di cui era stato accertato l’abuso edilizio.

Ebbene la sig.ra L.P. nei termini di legge provvedeva a richiedere la sanatoria così avviando il relativo procedimento; la medesima subiva inoltre anche l’avvio del procedimento penale per il reato di abuso edilizio da parte della Procura della Repubblica di Taranto e tanto a seguito dell’informativa inoltrata dalla Polizia municipale.

Diversamente la sorella L.A. non presentava alcuna richiesta di sanatoria così facendo divenire definitiva ed esecutiva l’ordinanza di demolizione già nell’anno 2015. Ma caso strano le opere non venivano demolite come la legge impone.

Ragione per la quale la sorella L.P. si arma di caparbietà e chiede lumi al Dirigente dell’Utc locale tramite una lettera protocollata nell’aprile 2017, ovvero come mai a distanza di quasi due anni nulla era stato fatto, presentando anche un Esposto/Denuncia alla Stazione dei carabinieri  di Torricella in cui chiede l’avvio di indagini finalizzate a verificare la commissione del reato di abuso di ufficio ed omissione proprio da parte di quest’ultimo.

Ma cosa molto strana, ancora di più, è che la sorella L.P. viene a sapere che la Polizia municipale non ha neppure trasmesso la notizia di reato nei confronti della sorella L.A. , cognata del magistrato locale.

Quindi cosa incredibile è che, a fronte della stessa ed identica situazione, una sorella fa i passi previsti per legge, l’altra invece, sempre la cognata del magistrato locale, se ne sta tranquilla tranquilla come se a lei nulla gli dovesse capitare.

Ed in effetti, stando ai dati oggettivi riportati dalla signora L.P. nei suoi atti, la sorella L.A. non subisce alcuna demolizione e nessun procedimento penale !!!

Comprensibile la giusta reazione della sig.ra L.P., che ancora più determinata dinanzi a questo stato di cose e per nulla scoraggiata, formalizza un secondo Esposto ad integrazione del precedente presso la locale Stazione dei Carabinieri chiedendo valutarsi anche la commissione del reato di favoreggiamento personale da parte del Dirigente l’Utc, Giovanni D’ippolito, e del Comandante la PM, Salvatore Lacaita, indirizzando l’atto in questione anche al sindaco e al segretario del Comune di Torricella, alla Prefettura di Taranto, per le determinazioni di rispettiva competenza oltre che naturalmente alla Procura di Taranto.

Tanto più che il Dirigente dell’Utc sapete cosa risponde alla sig.ra L.P. con lettera protocollata nel mese di giugno 2017?

“E’ stato accertato l’inadempimento dell’ordinanza di demolizione …”. Incredibile.

Ed è ancora incredibile risulta che le opere abusive conclamate dalla sorella L.A. hanno avuto ulteriore prosieguo in altre coperture strutturali! Ai nostri lettori ricordiamo che il Comandante di Pm torricellese, tra l’altro, è accusato di abuso di ufficio e truffa. Secondo le indagini della Procura tarantina, avrebbe usufruito, senza averne diritto, di giorni di permesso previsti dalla “legge 104” per l’assistenza a un suo familiare portatore di handicap.

In questo secondo Esposto, ratificato verso al fine del mese di giugno 2017, dunque, alla luce di tale situazione, la sig.ra L.P. chiede formalmente anche alla Procura tarantina quanto di letterale si riporta appresso “… in proposito risultando costei la cognata dell’attuale Procuratore Aggiunto di questo Ufficio Dr. Pietro Argentino (perché moglie del di lui fratello A.C.) si voglia eventualmente valutare (ma solo per mere ragioni di opportunità) la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza”.

 

Giovanni Caforio

 

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