TARANTO. Concerto conclusivo del progetto MusicArchita

Oggi, sabato 10 giugno, alle ore 21.00 nel cortile del Castello Aragonese. Pierino e il lupo di Prokof’ev e una colonna sonora di Nino Rota eseguiti dall’orchestra sinfonica del liceo musicale Archita

Chi non conosce Pierino e il lupo? E’ la favola musicale più celebre e amata, oggetto di decine di produzioni ed incisioni discografiche, con grandi attori come Eduardo De Filippo e, più di recente, Roberto Benigni nel ruolo del narratore.

Si tratta della storia di un bambino un po’ monello (e come poteva non chiamarsi Pierino?), del suo nonno brontolone, di un gatto che insegue il solito uccellino e di un lupo che solo in anni recenti è stato riabilitato, ma che nella storia insegue gatto, uccellino e anatra e viene catturato da Pierino e consegnato ai cacciatori che con il loro intervento garantiranno il lieto fine della vicenda.  Insomma una storia alla Gatto Silvestro. Ma sotto l’aspetto semplice e ingenuo della fiaba vi è una partitura complessa e raffinata che mette alla prova compagini orchestrali anche di grande qualità.

Con questa celebre composizione, che il russo Sergej Prokof’ev scrisse nel 1936 dopo il suo ritorno nell’Unione Sovietica, e con una poco nota, ma ugualmente raffinata e suggestiva colonna sonora di Nino Rota (La montagna di cristallo, colonna sonora dell’omonimo film diretto da Henry Cass ed Edoardo Anton nel 1949, eseguita in una trascrizione  orchestrale del maestro Paolo Battista), si cimenterà l’orchestra sinfonica del Liceo Musicale Archita a conclusione del progetto MusicArchita.

Pierino e il lupo (favola sinfonica per bambini per voce narrante e orchestra) fu commissionato a Prokof’ev dal Teatro Centrale dei Bambini di Mosca con lo scopo di avvicinare alla musica anche i più giovani. Il compositore accettò, incuriosito dal particolare incarico, e in soli quattro giorni completò il lavoro, scrivendone anche il testo. Il debutto avvenne il 2 maggio 1936 con un pubblico scarso e distratto. Prokof’ev non poteva prevedere l’enorme successo che avrebbe riscontrato in seguito la sua opera, diventata un classico apprezzatissimo da adulti e bambini.

La musica di Pierino e il lupo è d’una semplicità disarmante, soprattutto se paragonata alle dimensioni e alla complessità delle partiture che i compositori (e tra questi Prokof’ev stesso) scrivevano in quegli anni. Questa sua semplicità potrebbe anche indurre a sottovalutarla, ma non è affatto eccessivo definire un capolavoro questa piccola opera musicale sui generis. Soprattutto Pierino e il lupo è un esempio perfetto di ciò che dovrebbe essere la musica per l’infanzia.

L’obiettivo è quello di far conoscere ai bambini i timbri e le potenzialità espressive degli strumenti musicali avvincendoli con una storia. Così ad ogni personaggio, Prokof’ev assegna – con esplicite indicazioni in partitura – non solo uno strumento (a Pierino il suadente timbro degli archi, al nonno il fagotto, al gatto il penetrante clarinetto, all’anatra il nasale oboe, al lupo tre corni, all’uccellino il flauto, ai cacciatori e agli spari dei loro fucili timpani e grancassa), ma anche un tema musicale specifico che ne tratteggia efficacemente le caratteristiche.

La voce recitante racconta la fiaba e, parallelamente, la musica la commenta passo passo, con una quantità d’immagini sonore spesso più vivide e precise di qualsiasi parola, come il rapido arrampicarsi del gatto o il lamento flebile e tragicomico (“doloroso” dice la partitura) dell’anatra nella pancia del lupo. La fiaba si conclude con un piccolo corteo trionfale di Pierino e dei suoi amici, che dà modo a Prokof’ev di far riascoltare rapidamente tutti i principali temi di quest’incantevole composizione. (Mauro Mariani)

L’altra composizione in programma, la colonna sonora che Nino Rota compose per il film La montagna di cristallo, non è certo un brano noto del compositore milanese, che a buon titolo può essere considerato pugliese d’adozione visto che cominciò la sua carriera nel Liceo Musicale di Taranto dove insegnò negli anni 1937-38, per approdare nel 1939 a quello di Bari, di cui divenne direttore nel 1950, quando il liceo si trasformò in Conservatorio.

Rota compose musica pianistica, cameristica, sinfonica, ma è conosciuto soprattutto per le colonne sonore dei film di alcuni tra i maggiori registi del suo tempo: Castellani, Matarazzo, Visconti, Soldati, Zeffirelli. Le sue colonne sonore – ne compose oltre centocinquanta – colpiscono per eleganza e limpidezza, per una forza evocativa che riesce a illuminare l’animo dei personaggi e ad amplificare l’immaginazione del regista.

La sua intesa con Fellini, cominciata negli anni Cinquanta e durata fino alla morte del compositore avvenuta nel 1979, andò ben oltre la semplice collaborazione e da essa scaturì un rapporto quasi simbiotico tra le immagini e la loro eco musicale. Con Il padrino, Parte II di Francis Ford Coppola, vinse nel 1975 l’Oscar per la miglior colonna sonora originale.

La proposta di un titolo semisconosciuto del catalogo rotiano come La montagna di cristallo è certamente un ulteriore motivo di interesse del concerto del liceo Archita.

Il film cui è legata la musica di Rota è un melodramma che ha per protagonista un compositore alle prese con la composizione di quella che potrebbe essere la sua opera più grande, ma che potrebbe determinare anche la fine del suo matrimonio.

Rota sceglie il tono un po’ enfatico tipico di molta musica da film di quegli anni e compone una partitura ricca di una vena melodica fluente e suadente dove un’orchestra in gran spolvero, con la sezione dei fiati in primo piano nei momenti più drammatici della vicenda e gli archi a sottolineare i momenti sentimentali e gli ambienti buolici in cui è ambientata una parte della storia, garantisce un commento musicale efficace.

Il tradizionale e atteso concerto di fine anno, ormai un appuntamento immancabile di inizio estate, diretto dal maestro Paolo Battista, docente di violino del liceo musicale Archita, si terrà sabato 10 giugno alle 21.00 (apertura 20.30) nella prestigiosa cornice del cortile del Castello Aragonese.

Hanno collaborato alla realizzazione del progetto i docenti Mina Melucci e Salvatorre Mottola (maestri concertatori), Maria Antonietta Carola (regia), Simona Barbera, Angelo Brancone, Ornella Carrieri (coordinamento alla produzione), Michele Cataldo, Francesco D’Elia, Giuditta Giovinazzi, Pierpaolo Mastroleo, don Andrea Mortato (professori d’orchestra).  

Al concerto si accede per invito. Si possono chiedere gli inviti (disponibili fino ad esaurimento posti) telefonando al numero 328 7413062.

Prof.ssa Paola Lunetta Franco

(Coordinatrice del Dipartimento di Musica)

Lascia un commento