CASO CUCCHI. Associazione Nuova Difesa: «Ci chiediamo quando finirà questo assurdo porta a porta alle istituzioni»

Nota stampa

Apprendiamo dagli organi di stampa che la signora Ilaria Cucchi ha fortemente voluto ed ottenuto nella giornata di avanti ieri, un incontro con la sindaca di Roma Virginia Raggi. Incontro questo, a cui ha fatto seguito la decisione del Comune di Roma, di ritirare la costituzione di parte civile nei confronti dei medici in un ipotetico processo d’appello e, di presentarla dunque, avverso i cinque Carabinieri negli ambiti dell’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi.

A quanto pare il “porta a porta” della signora Cucchi presso le istituzioni non è terminato. Dopo essere stata ricevuta presso il Comando Generale dell’Arma e dopo avere ricevuto una formale quanto prevista dalla prassi, lettera di risposta da parte del Comandante Generale che non ha preso posizioni in merito, non si è schierato, ma ha solo espresso umana vicinanza, adesso è la volta dell’amministrazione comunale capitolina.

La sindaca Virginia Raggi dunque, come riporta il Fatto Quotidiano, sarebbe dalla parte dei Cucchi e si costituirebbe parte civile nei confronti dei Carabinieri.

«Mi chiedo quale sia il ruolo del Comune di Roma in questa faccenda giudiziaria – dichiara il Presidente dell’Associazione “Nuova Difesa” Celestino D’Angeli – a che titolo lo stesso si costituisce parte civile?»

Volevamo rammentare alla sindaca Virginia Raggi, che secondo quanto previsto dagli artt. 74-82 del Codice di Procedura Penale, quando si parla di parte civile si fa riferimento alla qualifica che assumono i soggetti danneggiati dal reato o i loro successori universali quando si costituiscono nel processo penale introducendo al suo interno l’azione civile volta ad ottenere dall’imputato e dal responsabile civile il risarcimento dei danni prodotti dal reato, il rimborso delle spese di giudizio e la restituzione dei beni di cui siano stati eventualmente privati in seguito al reato.

Volevamo dunque capire, di cosa sia stato privato il Comune di Roma, rammentando ancora alla sindaca, alla signora Cucchi e a Beppe Grillo (che porteremo a conoscenza del nostro comunicato) che secondo una recente sentenza della Cassazione (Cass. pen., 7 marzo 2014, n. 13244), il Comune “che si costituisce parte civile soprattutto al fine di manifestare la propria solidarietà nei confronti della vittima nel caso di specie e di tutte le vittime di violenza, con uno scopo politicamente ed eticamente encomiabile, è di nulla rilevanza sotto il profilo ex art. 185 c.p.”

In qualità di Associazione tesa alla difesa degli uomini e delle donne in divisa, chiediamo che sia fatta chiarezza sull’azione annunciata dal Comune di Roma e che sia posta la parola fine a questo assurdo “porta a porta” che altro non fa che alimentare il violentissimo pestaggio mediatico al quale prima i medici, poi la Penitenziaria e ora i Carabinieri sono stati sottoposti senza rispettare le garanzie di legge previste dalla Costituzione.

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