SAVA. Telefona ininterrottamente alla guardia medica e il medico è tranquillo nell’ambulatorio senza rispondere

La drammatica constatazione di una mamma savese alle prese con una patologia alle vie respiratorie alla propria bambina

30 aprile. Stamane la mamma ha notato l’aggravarsi dello stato di salute della propria piccola affetta da laringospasma, soggetto allergico, e da qui l’accentuarsi della tosse asmatica permanente. Nel primo pomeriggio, ed esattamente alle 16.35, chiama la guardia medica ma il telefono squilla ininterrottamente ma nessuno risponde.

Operazione questa ripetuta per tantissime volte fino a quando il papà della bambina non si è recato all’ambulatorio sito in Piazza Risorgimento alle 18.50. Vede il medico tranquillamente dietro alla scrivania e chiede lumi sul perché non ha risposto al telefono e spiega la situazione che sta vivendo la sua famiglia con la bimba in stato di allerta respiratorio.

“Non posso allontanarmi dall’ambulatorio in quanto possono venire pazienti con forti patologie cardiache” è stata la risposta del medico di guardia. Da qui, il papà della bambina, spiega il perché non ha portato con se la bambina per farla visitare.

“Dottore, oggi è una giornata con un forte vento ed abbiamo paura, io e mia moglie, che nell’uscire di casa la bambina la situazione possa precipitare”, risponde il papà.

“Io non vengo a casa. E vista la patologia della bambina le consiglio questi farmaci”. Incredibile.

“Ma come fa un medico a consigliare dei farmaci senza visitare la bambina?” è stato quello che si è detto il papà. Da questa risposta del medico, i genitori hanno chiamato i carabinieri e illustrato la situazione.

I Carabinieri hanno indicato che la soluzione, al momento, era quella di chiamare il 118 e poi con calma denunciare l’accaduto.

Arrivato il 118 e visita la bambina. La prognosi è il ricovero della bambina.

Da qui poi le valutazioni dei genitori sul ricovero.

Come si sentono i genitori alla luce di questa triste vicenda? “Disgustata e innervosita”, è stata l’affermazione lapidaria della mamma della piccola.

Giovanni Caforio  

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