MANDURIA. Depuratore consortile. Lettera al Governatore Emiliano

Nota stampa congiunta della Federazione dei Verdi, La Puglia in Più, Movimento Giovani Per Manduria, Sinistra Italiana, Movimento Democratico con Manduria e WWF

Egr.Sig. Presidente, nell’annosa e defatigante vicenda del depuratore consortile di Manduria e Sava, per molto tempo i cittadini di Manduria e di Avetrana non hanno avuto modo di farsi ascoltare dai vertici regionali e di AQP. Mentre le amministrazioni comunali, e non solo quelle direttamente interessate al progetto, producevano atti e ricorsi, con i quali tentavano di dimostrare (forse con scarsa incisività,certo senza successo) quanto esso fosse devastante per l’ambiente e concettualmente aberrante, le popolazioni manifestavano, sfilavano, rivolgevano petizioni, raccoglievano migliaia di firme.

Le interlocuzioni avviate allora con i vertici regionali portarono a qualche forma di intesa rispetto ad aspetti parziali del progetto, mentre fecero riscontrare un atteggiamento di sostanziale chiusura rispetto a quelle che erano le contestazioni più decise che provenivano dal basso: le dimensioni dell’impianto, la sua collocazione e lo scarico in mare, sia pure di carattere emergenziale, sia pure con condotta sottomarina.

Da questo punto di vista, le cose sono molto cambiate dal momento del suo avvento alla guida della Regione: più volte, a partire dalla campagna elettorale, lei si è espresso nella direzione di un ascolto più attento delle istanze provenienti dai territori. Questo lodevole atteggiamento ha prodotto un proliferare di proposte, da più parti provenienti, più o meno tecnicamente motivate, più o meno estemporanee, spesso condizionate anche da rivalità politiche, ambizioni personali, motivazioni elettoralistiche.

Rispetto a tali proposte, noi, firmatari della presente e, insieme ad altri, di una precedente lettera a lei indirizzata, in data 5 aprile 2017, contenente affermazioni e richieste condivise da circa 12.000 persone, che le hanno sottoscritte  prima, in una petizione on line, e ribadite, poi, manifestando per le strade di Manduria , riteniamo di avere acquisito il diritto ad un confronto diretto con lei, al fine di chiarire in via definitiva alcune questioni che da troppo tempo ci sembrano  taciute o eluse. Riscontriamo, infatti, un atteggiamento che ci appare di compiacente acquiescenza da parte della Dirigente Barbara Valenzano, nell’accogliere ogni nuova proposta, mentre non vengono messe in campo da parte di chi ne ha potere, cioè dalla Giunta regionale e da lei, quelle iniziative che sole possono dare alla vicenda un esito definitivo e nella direzione da noi tutti auspicata.

Riteniamo infatti che avventurarsi nelle ipotesi più varie, la cui fattibilità è tutta da dimostrare, serva a poco, se non si sciolgono alcuni nodi di carattere legale ed amministrativo la cui persistenza vanifica ogni sforzo.

E’ possibile e, se si, in che misura e a quale prezzo revocare e/o modificare il contratto d’appalto in favore della ditta Putignano? È possibile e, se si, con quali conseguenze per la Giunta Regionale ed eventualmente per le Amministrazioni interessate, dare mandato ad AQP per redigere  un nuovo progetto o modificare il precedente? È possibile e in che tempi modificare il Piano di Tutela delle Acque e, se si, tale modifica avrà valore retroattivo?

 Si tratta di nodi cruciali e di non semplice approccio, la cui soluzione richiede a nostro avviso, competenze qualificate, quali potrebbe mettere in campo un pool di esperti regionali di alto profilo. È nostra opinione che questa sia l’iniziativa più produttiva che lei, Presidente, e la sua Giunta dovreste mettere in campo, per dare alla questione una soluzione definitiva.

Di tutto questo e di altro vorremmo parlare con lei, qualora volesse dedicarci una piccola parte del suo tempo.

Ringraziando per la cortese attenzione, cordialmente la salutiamo.

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