AVETRANA. Domenica 23 aprile. “Crescere e diventare: tra attaccamento e autonomia”

Un convegno dell’A.Ge. Avetrana sull’età adolescenziale e la mostra “Lo sguardo di Eva”

L’adolescenza è una età particolarmente importante per lo sviluppo della personalità dell’individuo, un passaggio fondamentale per una sana costruzione del Sé, frequentemente vissuto tra il bisogno di dipendenza e quello di autonomia, esigenze non sempre conflittuali, ma spesso complementari.

Se ne parlerà al convegno “Crescere e diventare: tra attaccamento e autonomia” organizzato, con il patrocinio dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, dall’organizzazione di volontariato A.Ge Avetrana Onlus (Associazione italiana Genitori); la manifestazione si terrà alle ore 18.00 di domenica prossima, 23 aprile, nella Sala consiliare del Comune di Avetrana.

Con questo convegno l’A.Ge. Avetrana intende offrire a tutta la comunità una importante opportunità per elaborare riflessioni ed esperienze, un’occasione di sensibilizzazione delle famiglie, e dei ragazzi in particolare, sui temi fondamentali della vita e del ciclo esistenziale di ogni persona.

I lavori, moderati da Anna Maria Leobono, Consigliera nazionale A.Ge. e Presidente dell’A.Ge. Avetrana, prevedono gli interventi dello psichiatra Antonello Taranto, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche ASL di Bari, di Sara Caforio, psicoterapeuta sistemico-familiare e relazionale, e di Anna Totaro, esperta in educazione socioaffettiva e sessuale.

Nei loro interventi i tre relatori affronteranno le problematiche e le strategie adottabili nelle diverse aree d’esperienza: quella sistemico-relazionale, quella psicoterapeutica, quella scolastica e quella della costruzione dell’identità di genere.

All’interno della sala del convegno, inoltre, sarà fruibile la mostra dell’Artista Anna Totaro “Lo sguardo di Eva”: l’allestimento prevede installazioni di manichini Sé moventi, trasformati e rivisitati nelle forme, rappresentanti un mondo femminile e maschile popolato da stereotipi e immagini simboliche.

La sua è un’arte concettuale efficace e finemente artistica che lo scrittore e critico d’arte Enzo Varricchio così descrive: «Le donne deumanizzate di Anna Totaro sono l’ologramma postmoderno di un’Umanità privata di valori e sottomessa. Eva/Anna ridà vita a quegli stessi manichini come una sorta di rivincita sul declino del sogno e del desiderio, quaderni di una scrittura poetica sui loro corpi e Sé Narranti di storie da interpretare».”

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