SAVA. Strade scarificate da oltre due mesi e la pioggia dà una mano all’ultimo disastro dell’amministrazione IAIA

E della serie “lo avevamo detto”, buche e i tombini rappresentano un serio pericolo

E così, era preventivato tra l’altro, il temporale di questi ultimi giorni ha completato l’opera. Il paese si trova con diverse strade urbane già scarificate, da oltre sessanta giorni, e pochissime completate. Questa doveva essere l’operazione “paese ordinato” da consegnare all’elettore savese  dell’amministrazione IAIA, a due mesi dalla discesa dal nostro Palazzo municipale.

Un disastro. Magari fosse l’unico.

Un disastro da collezionare assieme agli altri, degno di un’amministrazione che vive su di un altro pianeta. Questo, assieme a tutti gli altri in cui abbiamo assistito in questi 60 mesi di monopolio IAIA. E di cose che ne  sono da raccontare.

E nella cronaca di tutti i giorni registriamo, sul tema dell’articolo: aperte buche sul fondo scarificato, tombini dell’Aqp che risultano sopraelevati dal livello stradale e la pioggia completa il resto. Forse il sindaco pro tempore vuole fare una strada alla settimana in modo che arrivi fino all’11 giugno e nel suo appuntamento quotidiano sulla sua pagina facebook pare dice che “sacrifica la famiglia per il bene del paese”.

Poverino, non dorme la notte. Quanto ci dispiace. Davvero tanto. I suoi troppi pensieri meritano un assoluto riposo.

Glielo consigliamo. E’ giovane e la salute è importante.

E poi noi siamo ingrati a non apprezzare il lavoro, e l’impegno, di un sindaco che è stato 5 anni al comando del nostro Comune senza cavare un ragno da buco!

Eh già. Lui che credeva di portare il paese dal Medio Evo verso il futuro. I passi li ha fatti fare a Sava. Per davvero.

Ma all’indietro.

Ovvero, l’ha portata al Paleolitico inferiore!

Giovanni Caforio

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