TARANTO. Amministrative 2017. Le candidature del Partito Democratico e il Centro Sinistra, in attesa che il Centro Destra possa decidere

In effetti sembra che l’orizzonte sia più chiaro. Sembra, perché ci sono ancora una serie di variabili, le sorprese e ancora una serie di incertezze da chiarire

Partiamo dal Pd. Dopo settimane molto difficili e travagliate di contrasti interni, su cui non vale più la pena ritornare perché si è già detto e scritto tanto, ha scelto il suo candidato sindaco che è l’imprenditore del settore marittimo-portuale Rinaldo Melucci, in odore di conflitto di interessi. A suo riguardo, la questione sarà quella di capire quale coalizione, quale alleanza sosterrà la sua corsa a Palazzo di Città. Probabilmente vi saranno alcune liste civiche, però bisognerà anche capire che mossa faranno nelle prossime ore altri esponenti di peso del Pd.

Ricordiamo che un elemento di spicco dei Dem tarantini, Piero Bitetti, presidente del consiglio comunale, che doveva essere fino a qualche tempo fa un possibile candidato sindaco del Pd, è intenzionato a giocare in proprio e si è ultimamente presentato pare appoggiato da quattro liste civiche, quindi non come candidato del Pd ma di un altro schieramento, smarcandosi da quella che è la sua casa madre.

Notiamo poi che nella coalizione di Centro Sinistra fino a qualche tempo fa un riferimento erano gli Sds, il movimento civico dell’attuale sindaco Stefàno che sono stati alleati del pd nella consiliatura che sta terminando, ma gli Sds giocano anch’essi  in proprio e hanno candidato Massimo Brandimarte.

Questa coalizione del Centro Sinistra, quindi, è ancora tutta da costruire, tutta da organizzare. Ovvio che se un candidato avrà dietro di sé uno schieramento forte, di liste, di gruppi, avrà più possibilità di competere meglio nella partita. Diversamente non sarà così se il Centro Sinistra si presenterà frammentato.

Per contro il Centro Destra sembrava fino a qualche giorno fa che avesse le idee chiare. Resta in campo l’opzione Stefania Baldassarri, la direttrice del carcere che comunque si è sempre detta disponibile a scendere in campo caratterizzata sopratutto da un impegno civico e non espressamente partitico. E  poi c’è l’imprenditrice Floriana De Gennaro che  è alla guida del movimento civico La Scelta.

Si può dire che anche il Centro Destra deve anch’esso focalizzare un po’ meglio le sue attenzioni e  decidere che cosa esattamente fare.

E poi ci sono tanti altri nomi che si sentono, che si andranno o no, ad aggiungere giorno per giorno.

Per esempio quello dell’exprocuratore Franco Sebastio, che dovrebbe in qualche modo ufficializzare la sua discesa in campo nei prossimi giorni. Dell’exprocuratore si era parlato già mesi fa. Invece altri hanno già definito la loro posizione scendendo in campo come candidati sindaci.  Vincenzo Fornaro, per Taranto Respira, il civico Luigi Romandini, che ha proposto un sondaggio da far fare ad una società di ricerca per vedere chi è il candidato civico più attrattivo, visto che sono in tanti in modo da sceglierne il migliore. Inoltre c’è poi la candidatura di Alfonso Alfano anch’essa di estrazione civica.

Il movimento Cinque Stelle deve ancora decidere, anche se  che lo scorso anno dichiarava che il vento sta cambiando, e che pertanto erano pronti a prendersi Taranto. Ancora  non si riesce a capire se saranno della partita, eventualmente in che modo e con quale candidato sindaco, visto che ci sono molti problemi anche al loro interno.

In definitiva questo cosa può dimostrare? A nostro parere dimostra che nella città di Taranto ci si divide su tutto, mentre per risollevare la città, servirebbe non tanto una maggioranza, perché o la si cambia tutti assieme o non si riuscirà a cambiarla !

Invece, c’è troppo affollamento, anche di liste civiche. È una proliferazione eccessiva.

È vero che i partiti sono in crisi d’identità e cercano attraverso le liste civiche di prendere quel consenso che altrimenti con i simboli di partito, molto molto difficilmente prenderebbero, però sembra che qui si stia andando verso un’eccessiva frammentazione di liste.

Ma sopratutto quello che si vede sono le molte discese in campo, le poche idee, i pochi progetti, le poche proposte, le poche visioni sul futuro di città.

Si pensa sopratutto ai tatticismi, a come schierarsi, rispetto a chi schierarsi o non schierarsi, a che tipo di alleanze fare, a quali liste mettere in campo per prendere il consenso, però di idee se ne vedono veramente poche.

Non si tiene conto che praticamente la gestione dei problemi non si fa con le alleanze ma lavorando sulle soluzioni, sui progetti, e stando sul problema ogni giorno.

La speranza è che veramente si possa recuperare il tempo perduto e che ci sia molta ragionevolezza e poi sì, l’autostima va bene, però bisogna andarci cauti, quando ci si propone a governare una città così complessa come Taranto.

Si spera che la prossima classe dirigente sia all’altezza del compito, guardando alle competenze, alla serietà, e al gioco di squadra, queste sono le cose sulle quali riflettere.

Si spera che i cittadini di Taranto siano ben rappresentati nel prossimo futuro da amministratori che abbiano le idee chiare su che cosa fare.

Taranto ha oggi una grandissima opportunità, ci sono tanti problemi, ma ha grandissime potenzialità non sfruttate. C’è tantissimo da fare e si spera che la prossima classe dirigente non si perda in chiacchiere ma affronti i nodi principali e col tempo che ci vorrà, passo dopo passo, riesca a riportare la città a quelli che sono stati i fasti di un tempo.

Vito Piepoli

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