SAVA. Quando le ordinanze e i regolamenti elettorali vengono violati da chi, per primo, li dovrebbe rispettare e far rispettare!

SAVA. Quando le ordinanze e i regolamenti elettorali vengono violati da chi, per primo, li dovrebbe rispettare e far rispettare!

L’arroganza e la strafottenza di chi diceva “trasparenza&legalità”, non finisce mai

Non si è aperta ancora la campagna elettorale e già cominciano le prime violazioni. In genere, e questo lo dovrebbe stabilire l’UTG, possono esibirsi manifesti elettorali davanti ai vari comitati elettorali solo dietro alle vetrate e non fuori. Addirittura, per come è chiara la legge in materia, i manifesti devono stare attaccati nella parte interna delle vetrate.

E sono, categoricamente, esclusi striscioni e dazebao aventi la pubblicità elettorale al di fuori della sede dei partiti e movimenti vari. Ma a Sava,  e lo sappiamo bene questo, oltre al regolamento che disciplina la materia della pubblicità elettorale c’è una ordinanza comunale che vieta, senza nessuna esclusione, l’esibizione di dazebao e striscioni vari nel centro storico. Quindi trattasi di ordinanza, deve essere fatta rispettare. E da chi?

Il corpo in questione è il Comando di Polizia municipale. I fatti: nella metà della passata settimana, in pieno centro storico ed esattamente in Piazza San Giovanni, viene collocato dalle finestre di un secondo piano, sprovvisto di balcone, uno striscione pubblicitario. Probabilmente montato con un automezzo munito di cabina uomo. E da chi o per ordine di chi? A vedere ciò che riporta lo striscione, pubblicità elettorale, l’ordine è partito dal primo cittadino savese. La scritta apposta non lascia dubbi.

Domanda: ma non dovrebbe essere il primo cittadino di un paese, o di una città, il primo a far rispettare regolamenti e ordinanze varie? Certo, farli rispettare è un conto ma doverli rispettare è un altro. I passi che abbiamo fatto: comunicazione verbale ai vigili savesi nella giornata del passato venerdì, ed esattamente alle 7.45.

Da qui la reggente Soloperto, immediatamente, ha incaricato un vigile in servizio per fare un sopraluogo, visto che la distanza del posto è di poco più di cento metri. Non si poteva negare l’evidenza. Dopo questo, lo striscione è rimasto lì. Nessuno ha imposto, nell’immediato, la sua rimozione.

Ore 12.40, sempre di venerdì scorso, con posta certificata inoltravamo denuncia al Comando Stazione dei Carabinieri di Sava raccontano i fatti e allegando foto dello stato dei luoghi.

Inoltre abbiamo inviato copia della denuncia presentata ai Carabinieri  alla parlamentare europea tarantina del M5S Rosa D’amato per interessarsi del caso. Vedremo i risultati. Ma questo lascia intendere solo una cosa.

A Sava, nel gergo popolano, si dice “iu pozzu e fazzu cè cazzu ojiu”.

Alla faccia del motto “trasparenza&legalità”.

Giovanni Caforio     

viv@voce

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