MOTTOLA. “Riordino ospedaliero”, lettera al Governatore Michele Emiliano e al dirigente dell’ Asl Stefano Rossi

Nota stampa dei Consiglieri del Gruppo Consiliare “Mottola Futura”, Palmo Matarrese, Carmine D’Auria e Pietro Rella

In una nostra precedente nota rappresentavamo talune problematiche inerenti l’attuale situazione sanitaria: una situazione che (soprattutto nella Provincia di Taranto) soffre emergenze logistico-strutturali nonché vistose carenze nella dotazione del personale.

L’ultimo Piano di Riordino, come licenziato dalla Giunta Regionale, non è in grado di dare risposte adeguate a nessuno di questi problemi.

La sola aspettativa della costruzione del “San Cataldo” (che vedrà la luce – se la vedrà! – non prima di venti anni) non attutisce il disagio patito dall’utenza della Sanità tarantina. Né le soluzioni adottate per la “temporanea” surrogazione della nuova struttura ospedaliera possono dirsi adeguate.

I disagi ed i disservizi rimangono, così come rimane lo spreco rappresentato dalla mancata utilizzazione di strutture già pronte, rispondenti ai più moderni standards, già utilizzabili, costate milioni e milioni di euro (!!!), come ad esempio la nuova struttura ospedaliera di Mottola.

Il disagio è generalizzato. È da sciocchi non ammetterlo!

Ecco perché è necessario un utilizzo più sensato delle strutture già esistenti. Per questi motivi reiteriamo l’invito a visitare la nuova struttura ospedaliera di Mottola (anche perché, avendo letto talune dichiarazioni a mezzo stampa, temiamo che coloro che sono investiti di poteri decisionali, non abbiano alcuna contezza della situazione!), onde poter verificare la sua immediata fruibilità ed idoneità a essere asservita all’intero sistema sanitario Tarantino.

Molto scalpore ha destato il modo in cui è stata affrontata la questione della minacciata chiusura della Farmacia Ospedaliera di Mottola.

A dire di alcuni funzionari della Asl Taranto, essa sarebbe inutile, servendo un’utenza limitatissima. Niente di più falso! Niente di più lontano dalla realtà!

Dispiace che queste false informazioni siano pervenute proprio da chi è deputato a prendere decisioni.

La Farmacia Ospedaliera di Mottola, nonostante sia aperta per un numero limitatissimo di ore alla settimana, riesce a servire decine e decine di cittadini che soffrono di gravissime patologie. Essa è al servizio dei pazienti oncologici che effettuano la chemioterapia a domicilio, dei malati di SLA, dei soggetti affetti da sclerosi multipla, fibrosi cistica, ed altre malattie rare, nonché dei tracheotomizzati e dei colostomizzati.

Strumentali sono le giustificazioni che alcuni vogliono accampare in ordine ai “costi”: sia per quanto riguarda il personale, sia per quanto riguarda la gestione, quali grandi costi aggiuntivi può comportare un servizio che resta a disposizione della Comunità (non solo mottolese) per poche ore alla settimana? Sotto l’aspetto della gestione del personale, quali sono i costi aggiuntivi che comporta un dipendente che viene allocato in altri servizi quando non è occupato nella Farmacia?

È mai possibile pensare di sacrificare il grande servizio reso solo per i suoi “costi”? E ribadiamo la domanda: quali costi?

Come già detto nella nostra precedente nota, riteniamo che dovere di chi decide le cose in Sanità non debba essere soltanto quello di far quadrare i conti, perché a stringere la cinghia siam bravi tutti! Compito dei burocrati è quello di mantenere i livelli essenziali di assistenza e di non gravare oltremodo sulle famiglie che già vivono situazioni di difficoltà per i problemi di salute dei loro cari.

Dalla lettura dei giornali di qualche giorno fa si è appreso che nei prossimi mesi verrà rimesso in discussione il piano dell’emergenza e che, verosimilmente, si riaprirà la discussione sulla riorganizzazione della “Rete 118” e dei punti di primo intervento.

Il Punto di Primo Intervento presente nella nuova struttura di Mottola è altamente operativo, funzionale e soprattutto strategico. Tra le varie ragioni che suggeriscono il suo mantenimento v’è certamente che esso serve a gestire le continue (gravi!) emergenze della Statale 100, che attraversa l’intero territorio mottolese.

Esso, a partire dal 2015, è stato riconvertito da PPI Ospedaliero a PPI Territoriale ed è dotato di Postazione 118 fissa medicalizzata.

Le sue performace sono elevate ed importanti! Nei primi due mesi del 2017 sono stati superati i 1000 (mille!!!) interventi. Nel quasi 70% dei casi si è trattato di interventi “filtro”, vale a dire che si è curato il paziente, riportandolo poi a casa, e pertanto facendo da filtro al Pronto Soccorso più vicino, con enormi benefici anche economici per la ASL!!! Negli altri casi, i pazienti, dopo essere stati stabilizzati, sono stati trasportati nelle strutture ospedaliere più idonee al caso da curare.

La chiusura dei PPIT non farà altro che oberare e intasare i Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere tarantine, che già non godono di ottima salute!

Un servizio che funziona, che evita costi ulteriori per le Amministrazioni e problemi per gli utenti (perché si parla di salute umana!) deve essere valorizzato, non razionalizzato!!! 

Vi affidiamo queste nostre riflessioni ed istanze, nella speranza che trovino risposta nei fatti e nei provvedimenti futuri. Ove ciò non dovesse essere, non ci esonereremo dal difendere gli interessi della Collettività.

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