TARANTO. “Quando fui Amleto”, evento finale del laboratorio teatrale promosso per gli studenti universitari ionici

Oggi, mercoledì 15 marzo, dalle ore 13 al chiostro ex convento di San Francesco (Università degli Studi)

Vecchi dubbi e nuovi tormenti, amletici e no. Mercoledì 15 marzo, dalle ore 13 nel chiostro dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” (ex convento di San Francesco), nell’antica Isola tarantina, va in scena Quando fui Amleto, una performance itinerante quale evento finale del laboratorio teatrale promosso dal Crest per gli studenti universitari ionici e condotto dagli attori Delia De Marco e Giuseppe Marzio. Ingresso libero.

Avviato lo scorso novembre (25 ore totali), il workshop ha coinvolto i partecipanti nella scoperta delle tecniche di base della recitazione. In particolare, hanno aderito all’offerta formativa (gratuita) sette studenti universitari, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, frequentanti le sedi tarantine di diverse facoltà (Economia, Giurisprudenza e Teologia).

Dapprima ospitato in un’aula della facoltà di Giurisprudenza, in Via Duomo nella Città vecchia, e poi negli spazi del TaTÀ, in via Deledda ai Tamburi, il laboratorio ha inizialmente proposto attività alla base delle tecniche attorali: training psicofisico, lettura espressiva, giochi di improvvisazione teatrale, di rilassamento, di presa di coscienza del proprio corpo in relazione allo spazio e a gli altri, di utilizzo della voce, drammaturgia del movimento e spunti di biomeccanica teatrale. Successivamente, è stata affrontata l’opera shakespeariana, provando a ricondurre ai vissuti dei corsisti i tormenti di Amleto.

Sono così nati nuovi “tormenti” sotto forma di interrogativi. E al ben noto “Essere o non essere” si sono affiancati “Lavorare per mantenermi agli studi o utilizzare al meglio il mio tempo per studiare”, “Godere della pace dell’ignoranza o tormentarsi nella ricerca della verità” o, più semplicemente, “Oggi faccio corda o corsa”.

I partecipanti hanno avuto la possibilità di “ridimensionare” e attualizzare il dubbio amletico, riportandolo al proprio vissuto, analizzando i propri turbamenti quotidiani attraverso il gioco e le tecniche del teatro. E, infine, a rappresentare il proprio “dramma”, sdrammatizzandolo con la drammatizzazione per l’appunto.

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