CRISPIANO. Arriva il reportage shock Ghetto Italia

Secondo appuntamento della rassegna Re-Book al circolo Arci: venerdì si presenta il libro di Leonardo Palmisano e Yvan Sagnet

Venerdì 25 novembre, alle ore 18.30, al circolo Arci-Uisp di Crispiano avrà luogo la presentazione del libro “Ghetto Italia” (Fandango Libri), scritto da Leonardo Palmisano e Yvan Sagnet. Converserà con gli autori il giornalista Vincenzo Parabita.

È il secondo appuntamento della rassegna letteraria “Re-Book”, che nasce all’interno del progetto “Re-Green – Eco dei mestieri della legalità” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La rassegna, ideata dallo stesso Parabita, prende in esame cinque libri legati alle tematiche del progetto dell’Arci i cui principali beneficiari sono i “NEET” (acronimo inglese di “Not (engaged) in Education, Employment or Training”).

L’ingresso è libero. Il circolo Arci si trova in corso Umberto I, 139. Per informazioni: 329.1589904 – arci.crispiano@libero.it

Il primo incontro si è svolto lo scorso 25 novembre, con ospite Fulvio Colucci (Ilva Football Club). I prossimi appuntamenti sono i seguenti: il 18 dicembre presenterà  il suo romanzo Francesca Palumbo (Le parole interrotte), poi il 9 gennaio saranno a Crispiano Gian Marco De Francisco e Ilaria Ferramosca (Ragazzi di scorta). Il 7 febbraio chiuderà la rassegna Gaetano Colella (Capatosta e altre storie)

IL LIBRO

Dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lucania, il Lazio e la Campania, i braccianti immigrati sono sempre più spesso vittime di un caporalato feroce, che li rinchiude in veri e propri “ghetti a pagamento”, in cui tutto ha un prezzo e niente è dato per scontato, nemmeno un medico in caso di bisogno.

Questa brutale realtà la conoscono in pochi, taciuta dalle istituzioni pubbliche locali, dal sistema agricolo italiano, dalla piccola e media distribuzione e dalle multinazionali dell’industria agroalimentare, che si servono di questa forma coatta di sfruttamento, imponendo un ribasso eccessivo dei prezzi dei prodotti. Si tratta di un complesso sistema criminale in cui a rimetterci sono solo i braccianti, costretti a pagare cifre impensabili per vivere stipati in baraccopoli insalubri, lontano da qualsiasi forma di civiltà.

Un reportage fatto di storie raccontate da chi vive in questa situazione al limite della sopportazione fisica e psicologica, un incredibile viaggio nei nuovi ghetti disseminati per l’Italia da nord e sud. La mappa di un paese ridisegnato da razzismo, ingiustizia e indifferenza. Ghetto Italia è questo e molto altro ancora.

GLI AUTORI

Leonardo Palmisano (Bari, 1974), etnografo e scrittore, insegna Sociologia Urbana al Politecnico di Bari. È autore del romanzo “Trentaquattro” (Premio Eboli 2011), delle inchieste “Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia”, “La Città del Sesso. Dominazioni e prostituzioni tra immagine e corpo”, “Dopo di Lui. Cosa sarà dell’Italia dopo Silvio Berlusconi” e dei saggi “Palombella Rotta, un decalogo per la sinistra in piena crisi” e “Nessuno tocchi la Puglia Migliore”.

È sceneggiatore e attualmente redattore per www.sulromanzo.it. Ha scritto per il Manifesto, Liberazione, AlfaBeta2 e NarcoMafie.

Yvan Sagnet (Douala, 1985) arriva in Italia, dal Camerun, nel 2007 con un visto di studio. Si iscrive al Politecnico di Torino dove consegue la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni nel marzo 2013. Yvan è stato il leader del primo sciopero dei braccianti stranieri in Italia durato circa un mese nell’estate del 2011 nelle campagne di Nardò in provincia di Lecce. Grazie anche a quello sciopero, sostenuto dalle associazioni, dalla Flai e dalla Cgil, è stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il reato penale di caporalato (intermediazione illecita di manodopera).

Da quell’esperienza Yvan ha scritto “Ama il tuo sogno. Vita e rivolta nella terra dell’oro rosso”. Ora Yvan è sindacalista e lavora per la Flai-Cgil.

Dopo le minacce e le intimidazioni ricevute a seguito della pubblicazione di “Ghetto Italia”, i due autori hanno ricevuto il XXII premio Internazionale Livatino 2016 per il loro impegno nella lotta alla mafia.

 

Vincenzo Parabita

Lascia un commento